Diminuzione durata green pass, ipotesi 5 o 6 mesi: così in Italia si rischia il caos

Alessandro Cipolla

20/12/2021

20/12/2021 - 10:05

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La durata del green pass potrebbe essere ridotta anche a cinque mesi: la decisione verrà presa giovedì, con milioni di italiani che di colpo si potrebbero ritrovare senza certificato verde.

Diminuzione durata green pass, ipotesi 5 o 6 mesi: così in Italia si rischia il caos

Il Governo si appresta ad accorciare la durata del green pass ma in Italia si rischierebbe il caos. La decisione verrà presa durante la cabina di regia convocata da Palazzo Chigi per giovedì 23 dicembre, ma ormai sembrerebbero esserci pochi dubbi sulla sforbiciata.

Quella che resta da capire al momento è la consistenza della diminuzione: se il Corriere della Sera parla di cinque o sette mesi, per La Repubblica invece si starebbe ragionando sui sei mesi.

Ricordiamo che attualmente in Italia il green pass ha una validità di nove mesi: fino allo scorso 15 dicembre la durata era di un anno, ma il Governo appare intenzionato ad accorciare ancora una volta i tempi.

Una sorta di green pass a “fisarmonica”, inizialmente era di nove mesi poi allungato a un anno poi accorciato di nuovo a nove mesi e ora destinato a un nuovo colpo di scure, il tutto mentre a Bruxelles si sta ragionando sul far durare per tutti il certificato verde europeo nove mesi.

Il Governo però ha fretta di accorciare la durata visto l’aumento dei contagi in Italia: da mesi è noto che l’efficacia della doppia dose del vaccino cala sensibilmente, perlomeno per quanto riguarda l’evitare il contagio, dopo cinque mesi tanto che adesso si deve fare in fretta con le terze dosi considerando la minaccia della variante Omicron.

Tagliare d’emblée la validità del green pass però metterebbe in difficoltà milioni di italiani che, di colpo, si ritroverebbero con il certificato scaduto: se nel prossimo decreto dovesse essere introdotto anche l’obbligo vaccinale per tutti i lavoratori, a quel punto in Italia si rischierebbe il caos.

Green pass: milioni di italiani rischiano di ritrovarsi senza

Visto il peggioramento della situazione sanitaria in Italia, il prossimo 23 dicembre dovrebbe essere licenziato un nuovo decreto Covid contenente l’ennesimo pacchetto di misure restrittive. Al momento l’unica cosa che appare certa è che scatterà l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto anche in zona bianca.

Probabile poi l’estensione pure ai vaccinati dell’obbligo di avere un tampone negativo per poter accedere negli stadi, nei cinema, nei teatri, nelle discoteche e nei grandi eventi. Si parla però anche del vaccino obbligatorio per tutti i lavoratori, ma su questo tema ci sarebbero non poche resistenze politiche all’interno della maggioranza.

Infine nel decreto ci dovrebbe essere spazio anche per la sforbiciata alla durata del green pass: l’interrogativo al momento sembrerebbe riguardare soprattutto di quanto verrà accorciata la validità del certificato verde.

Considerando che il grosso delle vaccinazioni nel nostro Paese è avvenuto a inizio estate, quando si marciava al ritmo di 500.000 prime dosi al giorno, tagliare di tre o quattro mesi la durata del green pass vorrebbe dire rendere di colpo “scoperti” circa 15 milioni di italiani.

Se poi dovesse passare l’obbligo vaccinale per poter lavorare, ecco che si andrebbe a creare una autentica corsa alla terza dose: prenotarsi così potrebbe diventare una autentica impresa, con il concreto rischio di dover fare tamponi per settimane in attesa del booster.

I nostri hub vaccinali rischierebbero di non reggere una massiccia ondata di richieste, senza dimenticare poi che potrebbero non esserci nell’immediato vaccini a sufficienza per tutti. Dopo mesi che si era pienamente consapevoli del calo di efficacia dei vaccini, arrivare a Natale per prendere una decisione del genere non farebbe molto onore a quello che è stato presentato come il “Governo dei Migliori”.

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