Differenza tra denuncia e querela: come difendersi da un reato

Querela e denuncia non sono la stessa cosa, anche se entrambi servono a comunicare un reato alle Forze dell’Ordine e a dare impulso alle indagini. Ecco le differenze e in quali casi occorre l’una o l’altra.

Differenza tra denuncia e querela: come difendersi da un reato

Qual è la differenza tra querela e denuncia? Entrambi servono a portare un reato a conoscenza delle Forze dell’ordine ma si riferiscono a fattispecie delittuose diverse.

La querela può essere disposta per tutti quei delitti per cui non è prevista la procedibilità d’ufficio, per i quali invece scatta la denuncia. La querela è riservata esclusivamente alla persona offesa, invece la denuncia può provenire da chiunque abbia conoscenza di un reato grave o dalle stesse Forze dell’ordine.

In questa guida vedremo chi, in quali casi e come si presenta una querela, le differenze con la denuncia e l’elenco dei reati perseguibili a querela della persona offesa.

Differenze tra querela e denuncia

Anche se spesso questi due strumenti vengono confusi tra di loro, è bene distinguere la querela dalla denuncia, poiché pur avendo lo stesso fine sono ontologicamente differenti.

La querela è quell’atto con il quale la parte offesa manifesta la volontà di procedere penalmente in ordine al fatto di reato mentre la denuncia consiste nel mettere a conoscenza le autorità di un fatto di cui si ha avuto notizia che si identifica come un delitto perseguibile d’ufficio. È un atto unilaterale che può essere presentato, a differenza della querela, non solo dalla persona offesa ma da qualunque soggetto che sia venuto a conoscenza della notizia del fatto di reato.

La querela è sempre facoltativa, mentre la denuncia solamente in determinati casi: l’articolo 364 del Codice Penale, infatti, stabilisce che “il cittadino che, avendo avuto notizia di un delitto contro la personalità dello Stato, per il quale la legge stabilisce l’ergastolo non ne fa immediatamente denuncia all’Autorità indicata nell’articolo 361, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da centotre euro a milletrentadue euro”.

Denuncia, per quali reati?

Denuncia e querela hanno lo stesso obiettivo, perseguire il reato, ma si applicano in situazioni differenti. Per semplificare possiamo dire che la denuncia subentra in caso di reati considerati più gravi e quindi procedibili d’ufficio anche senza l’impulso della persona offesa.

È possibile presentare una denuncia in riferimento ai reati che il nostro ordinamento riconosce come più gravi. Ecco un elenco esemplificativo (ma non esaustivo):

  • maltrattamenti in famiglia;
  • minaccia grave o fatta con armi;
  • lesioni personali gravi o gravissime (con prognosi superiore a 20 giorni);
  • violenza privata;
  • estorsione;
  • furto a mano armata;
  • violenza sessuale o stalking contro minori o soggetti incapaci;
  • omicidio.

Querela, per quali reati?

La querela è strettamente legata alla volontà della vittima di perseguire penalmente il fatto: senza questo atti non ci sarebbe alcuna possibilità di punire il colpevole.
Nello specifico, i reati perseguibili a querela della persona offesa sono:

  • minaccia;
  • percosse e lesioni personali lievi;
  • molestia;
  • stalking e violenza sessuale, tranne i casi in cui sono commessi contro minori o soggetti o incapaci (in questi casi sono perseguibili d’ufficio);
  • furto semplice.

In tutti questi casi, senza l’espressa volontà della vittima, il pubblico ministero e la Polizia giudiziaria non daranno inizio alle indagini per cercare le prove e perseguire il o i colpevoli.

Denuncia e querela: cosa devono contenere

Denuncia e querela vanno presentate in un degli uffici delle Forze dell’ordine presenti sul territorio nazionale. Sono simili ma hanno alcune differenze: al momento della compilazione dell’atto di querela il querelante dovrà dichiarare espressamente la volontà di perseguire penalmente il fatto, cosa che nella denuncia si dà per scontato.

A parte questa differenza, denuncia e querela sono simili: entrambe consistono in una dichiarazione scritta in cui si devono indicare gli estremi del reato e del o dei colpevoli, descrivere il fatto il più accuratamente possibile, allegare le prove (ove presenti), e porre la firma autografa, pena la nullità dell’atto.

Sia la denuncia che la querela possono essere fatte anche in forma orale; in questo casa sarà l’ufficiale incaricato a redigere il verbale e poi a chiedere di apporre la firma del dichiarante.

I termini da rispettare

Per la denuncia non ci sono termini particolari, data la gravità dei fatti a cui si riferisce può essere presentata senza limiti temporali.

Invece la querela, come stabilito dal 1° comma dell’articolo 124 del Codice penale, va presentata entro tre mesi dal giorno in cui la vittima viene a conoscenza del fatto costituente reato.

Per i reati contro la libertà personale il termine per presentare la querela è alzato a sei mesi, mentre questo diritto si estingue con la morte della persona offesa (sempre se la querela non sia stata già presentata prima del decesso).

Ritiro della querela: è possibile?

Trattandosi di un atto facoltativo, la legge dà la possibilità alla persona offesa di ritirare la querela, cosa impossibile per la denuncia. Ciò è possibile tramite due strumenti:

  • remissione: la persona offesa manifesta la propria volontà di non voler più perseguire penalmente l’autore del reato. Questo strumento, salvo i casi diversamente indicati dalla legge, non può essere utilizzato successivamente alla condanna, né per i reati che violano le libertà sessuali. La remissione della querela è irrevocabile e non può essere soggetta a termini o condizioni;
  • rinuncia: la persona rinuncia al proprio diritto di querela manifestando la volontà di non procedere penalmente per il reato di cui è stata vittima. È una decisione irrevocabile che produce effetti su tutti coloro che hanno commesso il reato.

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Argomenti:

Reato Denuncia Querela

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