Dichiarazione Irap 2022: scadenza, istruzioni e novità

Nadia Pascale

15 Marzo 2022 - 09:20

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Dichiarazione Irap 2022, vediamo la scadenza da rispettare, le istruzioni delle Entrate e le novità introdotte dalla legge di Bilancio.

Dichiarazione Irap 2022: scadenza, istruzioni e novità

L’Irap è l’imposta Regionale sulle Attività Produttive, istituita con dl 15 dicembre 1997, n. 446. La maggior parte del suo gettito è destinato a finanziare il sistema sanitario regionale.

Si tratta di una delle imposte più criticate dai contribuenti e proprio per questo più volte sul punto di essere abolita. Con la legge di bilancio 2022 ci sono però importanti novità: l’articolo 1 comma 8 ha provveduto a sospendere dal 1° gennaio 2022 il pagamento dell’Irap per alcune attività, che vanno a sommarsi a quelle che già in precedenza erano escluse.

Fin da ora è necessario sottolineare che gli effetti per i contribuenti si vedranno solo dal 2023. Infatti, quest’anno è necessario presentare la dichiarazione relativa ai redditi prodotti nel 2021 e quindi in un momento antecedente rispetto alla sospensione.

Modello Irap 2022: istruzioni e scadenza

Entro il 30 novembre 2022 è necessario presentare la dichiarazione Irap 2022 relativa al periodo di imposta 2021.

Per i soggetti Ires e la Pubbliche Amministrazioni con periodo di imposta non coincidente con l’anno solare, il termine di scadenza per la presentazione della dichiarazione Irap è l’undicesimo mese successivo rispetto alla chiusura del periodo di imposta.

Ai fini dell’adempimento non ha alcuna rilevanza la data di approvazione del bilancio o del rendiconto, ma solo la data di chiusura del periodo di imposta. La dichiarazione può essere presentata direttamente dal dichiarante oppure da un suo intermediario abilitato o altri soggetti incaricati.
Per ottenere tutte le indicazioni per la compilazione della dichiarazione è possibile visionare le istruzioni.

Istruzioni per la compilazione della dichiarazione Irap 2022
Clicca qui per scaricare il file dell’Agenzia delle entrate.

Le novità Irap 2022

Le novità di quest’anno riguardano la sospensione dal pagamento dell’imposta introdotta dalla legge di bilancio 2022, in vigore dal 1° gennaio. I nuovi soggetti esenti non sono tenuti al rispetto degli obblighi documentali, contabili e di versamento dell’acconto e del saldo dell’Irap, oltre a non dover presentare la dichiarazione Irap per l’anno 2022. La novità però non cambia gli obblighi relativi al 2021: la sospensione parte da quest’anno e non ha effetto retroattivo.

La dichiarazione va inviata solo telematicamente e si considera presentata nel giorno in cui si è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle entrate. Al termine della procedura viene rilasciata una ricevuta. Nel caso in cui ci si accorga di avere commesso degli errori, entro i termini di presentazione della dichiarazione Irap è possibile procedere a un nuovo invio barrando la casella correttiva dei termini.

Modello Irap 2022
Clicca qui per scaricare la dichiarazione Irap 2022.

I contribuenti per i quali il periodo d’imposta si è chiuso anteriormente al 31 dicembre 2021 non devono utilizzare il nuovo modello, ma quello approvato l’anno precedente.

Come si calcola l’Irap

L’Irap è un’imposta diretta calcolata sul valore della produzione dell’azienda. La base imponibile è rappresentata dal guadagno di un’azienda nell’arco dell’anno fiscale.
Il metodo di calcolo cambia in base alla tipologia di attività in particolare i metodi sono:

  • metodo fiscale per imprese individuali e società di persone;
  • metodo retributivo per enti non commerciali e amministrazioni pubbliche;
  • metodo da bilancio per tutti gli altri soggetti.

I principi valevoli per tutti prevedono che per effettuare il calcolo è necessario in primo luogo calcolare la differenza tra il valore della produzione e il costo della produzione. Questi dati possono essere ricavati dal bilancio civilistico.

Non rientrano tra i costi, e quindi sono parte della base imponibile, il costo del personale dipendente, compensi per collaboratori occasionali e a progetto, i crediti maturati gli interessi di leasing, le perdite, gli accantonamenti, le svalutazioni nelle immobilizzazioni, crediti compresi nell’attivo circolante, liquidità.

A questo punto si ha a disposizione la base imponibile su cui può essere applicata l’aliquota Irap. Ogni regione, in base alle sue esigenze, può stabilire un’aliquota diversa all’interno di un range.

L’aliquota ordinaria è fissata al 3,9%, le regioni hanno la facoltà di muoversi all’interno di una forbice dello 0.92%, quindi possono aumentare massimo dello 0,92% e diminuire fino a un massimo dello 0,92%. Le regioni possono inoltre stabilire aliquote diverse per le diverse tipologie di attività.

Deve inoltre essere ricordato che in base all’articolo 5 del D.Lgs. 6 maggio 2011, n. 68, istitutivo del federalismo fiscale, le regioni possono anche azzerare l’aliquota Irap, inoltre possono disporre deduzioni dalla base imponibile nel rispetto della normativa dell’Unione Europea e delle pronunce della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Questa possibilità viene però concessa solo alle regioni a statuto ordinario che devono comunque far fronte alle minori entrate derivanti da tale azzeramento con risorse proprie e senza poter fare affidamento al fondo perequativo.

Le regioni inoltre non possono azzerare l’aliquota Irap nel caso in cui abbiano applicato la percentuale di addizionale Irpef superiore 0,5%.

Chi è escluso dal pagamento Irap

Si è detto in precedenza che ci sono soggetti che non sono tenuti al versamento dell’Irap, si tratta di coloro che non sono soggetti passivi Irap, cioè imprese agricole, cooperative e loro consorzi.

A questi si aggiungono i soggetti esonerati. Si tratta di:

  • soggetti esercenti attività di impresa o professione e hanno aderito al regime forfettario;
  • incaricati di vendita a domicilio a cui viene applicata la ritenuta a titolo di imposta;
  • soggetti che esercitano attività di impresa o professione e hanno aderito a un regime agevolato per imprenditoria giovanile e lavoro in mobilità.

I soggetti visti sono quindi esclusi dal pagamento Irap e dalla presentazione della dichiarazione Irap con il modello 2022. A questi soggetti si aggiungono, ma solo relativamente ai versamenti Irap da effettuare nel 2021, coloro che hanno avuto ricavi inferiori a 250 mila euro.

Chi deve pagare l’Irap nel 2022?

Sono soggetti Irap 2022 per periodo di imposta 2021:

  • persone fisiche esercenti attività commerciale (articolo 55 Tuir);
  • persone fisiche esercenti arti e professioni (articolo 53 Tuir);
  • esercenti attività di allevamenti di animali che calcolano il reddito con criteri dell’articolo 56 comma 5 del Tuir;
  • agriturismi che si avvalgono del regime semplificato;
  • società semplici, società in nome collettivo, società in accomandita semplice ed equiparate, associazioni di persone fisiche per lo svolgimento di attività professionali;
  • società e altri soggetti a cui si applica l’Ires;
  • enti privati diversi dalle società e dai trust, residenti nel territorio dello Stato che non hanno per oggetto principale o esclusivo lo svolgimento di attività commerciali;
  • enti non commerciali, società semplici e associazioni non residenti che abbiano svolto attività rilevanti ai fini Irap, nel territorio dello Stato attraverso una stabile organizzazione per un periodo non inferiore a 3 mesi;
  • amministrazioni pubbliche.

La legge di bilancio 2022 con l’articolo 1 comma 8 ha apportato molte novità nell’Irap e di fatto l’imposta viene sospesa per le imprese individuali indicate nell’articolo 55 Tuir e 53 comma 1 del Tuir.

Questi soggetti sono tenuti a presentare la dichiarazione Irap nei termini e pagare nonostante la sospensione per il periodo di imposta 2021, saranno invece esonerati dal pagamento per l’acconto 2022 e per il saldo relativi ai redditi prodotti nel 2022.

Si tratta di imprese commerciali indicate nell’articolo 55 del Tuir, cioè attività indicate nell’articolo 2195 del codice civile:

  • attività industriale diretta alla produzione di beni e servizi;
  • attività di intermediazione nella circolazione dei beni;
  • attività di trasporto per terra acqua e mare;
  • attività bancaria o assicurativa;
  • attività ausiliarie rispetto alle precedenti.

A queste si aggiungono le attività previste nell’articolo 32, comma 2, lettere b e c del Tuir, cioè le attività agricole e le attività di sfruttamento di miniere, cave, torbiere, saline, laghi, stagni e acque interne, i redditi da terreni. La sospensione dal 1° gennaio 2022 opera inoltre per le imprese comprese nell’articolo 53 del Tuir, comma 1, cioè esercizio di arti e professioni.

Deve essere sottolineato che l’Agenzia delle entrate nella circolare 4/E del 18 febbraio 2022 ha provveduto a ulteriori chiarimenti. Infatti ha chiarito che al ricorrere delle condizioni previste dagli articoli 55 e 53 comma 1 del Tuir, considerata la natura di impresa individuale, non devono essere considerate soggette a Irap “l’impresa familiare e l’azienda coniugale non gestita in forma societaria”. In tale senso si è espressa l’Agenzia delle entrate anche nella risposta all’interpello del 18 marzo 2021 n.195 che richiama la risoluzione n. 233/E del 10 giugno 2008 e chiarisce che all’interno di un’impresa familiare (articolo 230 bis del codice civile) l’unico soggetto avente la qualifica di imprenditore è il titolare dell’impresa.

Restano assoggettate al pagamento dell’Irap quindi le attività esercitate in forma di società (di persone e di capitali) gli studi associati, gli enti del terzo settore e gli enti commerciali in generale.

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