Di Maio punta i piedi: Reddito di Cittadinanza già da marzo oppure governo a rischio

Luigi Di Maio indica la via: Reddito di Cittadinanza da metà marzo alzando il deficit, se così non fosse il Movimento 5 Stelle non voterà il Def.

Di Maio punta i piedi: Reddito di Cittadinanza già da marzo oppure governo a rischio

Si preannunciano essere di fuoco questi due giorni che ci separano dalla pubblicazione della nota di aggiornamento al Def. Dopo settimane di trattative serrate, il governo infatti dovrà indicare le linee guide della legge di Bilancio 2019.

Una sorta di rush finale dove Luigi Di Maio è pronto a indossare l’elmetto: ospite a Porta a Porta, il leader del Movimento 5 Stelle ha dichiarato senza mezzi termini che senza il Reddito di Cittadinanza i pentastellati non voteranno il Def.

L’ultimatum di Di Maio

In questa delicata partita che si sta giocando in seno alla maggioranza per definire quella che sarà la legge di Bilancio, le posizioni degli attori principali sono note da tempo ma per avere la definitiva fumata bianca qualcuno dovrà cedere.

Lega e Movimento 5 Stelle hanno raggiunto questa sorta di accordo: ogni partito avrà a disposizione 10 miliardi per le loro richieste, che verranno poi recapitate sul tavolo del ministro dell’Economia.

Dal canto suo, Giovanni Tria per trovare le coperture economiche necessarie non vorrebbe andare oltre l’1,6% di deficit, limite questo che già rappresenta un cospicuo innalzamento rispetto allo scorso anno.

Se però si vogliono inserire nella Manovra tutte le richieste dei partiti, per forza di cose si dovranno trovare ulteriori fondi. In mancanza di alternative credibili, l’unica soluzione è quella di alzare ancora la soglia del deficit oltre il 2%.

In questo clima ecco che Luigi Di Maio ha lanciato il suo out out a Palazzo Tesoro: se nella legge di Bilancio non sarà inserito l’avvio del Reddito di Cittadinanza, il Movimento 5 Stelle non voterà il Def.

In sostanza se il ministro Tria non alzerà ulteriormente l’asticella del deficit, il futuro del governo sarebbe fortemente a rischio visto che non votando il Def i pentastellati andrebbero ad aprire una crisi quasi irreversibile.

Reddito di Cittadinanza da marzo

Con gli ultimi sondaggi che indicano la Lega come primo partito del paese e un centrodestra unito al 44%, il Movimento 5 Stelle ha ben chiaro che per cercare di tenere ben coeso il proprio elettorato deve puntare tutto sul suo principale cavallo di battaglia: il Reddito di Cittadinanza.

Inizialmente visti gli alti costi si pensava che il primo step sarebbe stato quello di risistemare i centri per l’impiego. Visto l’evolversi della scena politica, i pentastellati però hanno deciso di partire fin da subito con la riforma nella sua interezza.

Da metà marzo 2019 saranno avviati i centri per l’impiego con il reddito di cittadinanza erogato”. Questo è l’impegno solenne annunciato da Di Maio nel salotto televisivo di Porta a Porta.

Il ministro del Lavoro ha poi aggiunto che il Movimento 5 Stellenon voterà una nota al Def non coraggiosa, che non contenga appunto il Reddito di Cittadinanza, la Pensione di Cittadinanza, Quota 100 e il risarcimento dei truffati dalle banche”.

Luigi Di Maio quindi chiede che la legge di Bilancio sia “coraggiosa”, oppure il Def non passerà. Una presa di posizione questa che di sicuro non rasserena il clima che si respira a Palazzo Tesoro, dove il sentore è che alla fine il ministro Tria cederà al pressing dei partiti e questa Manovra verrà finanziata quasi interamente in deficit.

Iscriviti alla newsletter per ricevere le news su Luigi Di Maio

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.