DEXIA - Il futuro smantellamento di Dexia, nata diciotto anni fa, mette la parole fine ad una vita tormentata, sotto la guida del suo fondatore Pierre Richard.
«Da uno “spin-off” ad un altro ...»Questo potrebbe essere l’epitaffio del gruppo Dexia, nato nel dolore, smembratosi in fretta. L’annuncio di una prossima scissione (spin-off) di Dexia a causa del suo quasi-fallimento, a fronte dell’ incapacità di finanziare le sue attività, fa riflettere. Una opzione del (secondo) piano di salvataggio, al centro delle discussioni, prevede il trasferimento del suo portafoglio crediti del ramo di public finance (80 miliardi di euro) alla coppia Caisse des Depots & Consignations (Cdc) e La Banque Postale. Un takeover che suona come un ritorno all’ ovile (pubblico) pubblico dopo diciotto anni di avventura nella finanza internazionale privata.
Dexia nacque nel 1996 dalla fusione del Credit Local de France e del Credit Communal de Belgique, una delle prime merger transfrontaliere d’ Europa ed una delle prime 20 istituzioni finanziarie della zona euro. Attiva nel retail banking in Belgio, Lussemburgo, Slovacchia e Turchia, nel finanziamento agli enti locali e nel project financing.
La situazione della banca, oggi come nel 2008, è ritenuta critica. Dexia ricorrre al finanziamento sui mercati in gran parte a breve termine tramite obbligazioni, o ricorrendo al prestito di fondi da altre banche. Tra gli errori che hanno funestato la tormentata storia di Dexia, l’acquisizione di Fsa, l’assicuratore «monoline», bond insurer specializzata nel fornire garanzie finanziarie permettendo alle comunità americane di emettere strumenti finanziari con rating AAA. A inizio agosto 2008, a causa delle difficoltà della filiale Usa monoline, Dexia aveva dovuto iniettare centinaia di milioni di dollari in Fsa, particolarmente esposta ai prodotti tossici della crisi «subprime». I problemi di Fsa continuano ad avere un impatto sui conti del gruppo, provocando cali dell’utile e crolli in borsa.
Dexia deve essere di nuova salvata. Oggi si rende necessario un nuovo intervento in favore del gruppo bancario, dopo che Il fallimento di Dexia era già stato scongiurato nel 2008, quando Francia e Belgio erano giunte in soccorso dell’istituto, impedendone, di fatto, la bancarotta.
Il rating sovrano francese («AAA») non è minacciato dagli aiuti Dexia, ha affermato il governatore della Banque de France, Christian Noyer, sottolineando che le banche francesi sono in buona salute, e che Francia e Belgio intendono garantire alla banca liquidità sufficienti.
Il ministro dell’Economia, da parte sua, ha indicato che una soluzione potrebbe essere annunciata Giovedì. Per quanto riguarda il Belgio, la Commissione ha approvato la creazione di una «bad bank» per isolare i titoli tossici di Dexia e proteggere le sue altre attività, concretizzando di fatto lo smantellamento in corso della banca franco-belga.
«Tutto ciò che riguarda il passato, anche prestiti a lungo termine che sono stati fatti con le autorità locali, sarà garantito dai due paesi», ha detto in una conferenza stampa il ministro delle Finanze Didier Reynders.
Dopo l’annuncio del salvataggio di Dexia, il governatore della Banque de France rassicura la Francia, mentre il ministro degli affari europei, Jean Leonetti pensa a tranquillizzare l’area dell’euro. La partecipazione dello stato francese al salvataggio di Dexia non è una minaccia per il rating sovrano «AAA», secondo quanto dichiarato dal governatore della banca centrale francese.
Christian Noyer ha precisato che la Banca del Belgio e la Banca di Francia, garantiranno liquidità , prestando quanto sarà necessario ad “assicurare che la ristrutturazione possa procedere bene”.
Il progetto di acquisizione di parte delle attività dell’istituto franco-belga da parte di Caisse des Dépôts e della Banque Postale è stata confermato dal ministro francese dell’Economia, che ha aggiunto che il consiglio di sorveglianza deciderà Giovedi. «Garantiamo la tutela dei depositi per gli individui, principalmente in Belgio, e la continuazione dell’attività operativa delle amministrazioni locali per finanziare i loro investimenti», ha spiegato Baroin.
Da parte sua, il ministro per gli Affari europei, Jean Leonetti, ha detto a Canal Plus:.. «Dexia ha problemi da molto tempo. Da 20 anni ci sono problemi di gestione. Si tratta di un evento molto particolare che non ha nulla a che fare con il debito greco». Ha poi aggiunto: "La Francia assicura i creditori e le persone che hanno depositato le loro attività in questa banca. Non ci sarà un fallimento, un deficit su ciò che verrà rimborsato a coloro che hanno messo soldi in deposito”.
“Condividiamo una opinione diffusa che abbiamo bisogno di un approccio concertato, coordinato a livello europeo«, ha detto Martedì il commissario europeo per gli affari monetari, Olli Rehn.»Il capitale delle banche europee dovrebbe essere rafforzato al fine di fornire un margine di sicurezza e quindi ridurre le incertezze" sui mercati, ha aggiunto.