La borsa di Francoforte in forte calo negli ultimi due giorni, in attesa del meeting della BCE di oggi. Deutsche Bank, però, si aspetta un nuovo rally da qui a 12 mesi
E’ arrivata una nuova chiusura negativa per la borsa di Francoforte, che già nella seduta di martedì aveva sperimentato un pesante calo di quasi due punti percentuali. L’indice azionario tedesco Dax30 ha chiuso la seduta di ieri con una flessione dello 0,9% a 9.140,63 punti. L’indice più importante della borsa tedesca si è allontanato dai precedenti massimi storici toccati te giorni fa poco sotto 9.425 punti. Tuttavia, secondo alcuni analisti finanziari si tratta semplicemente di prese di beneficio prima del meeting della BCE, che si riunirà oggi per comunicare le nuove strategie di politica monetaria.
L’Eurotower dovrebbe mantenere i tassi di interesse fermi allo 0,25%, il livello più basso di sempre, e confermare la volontà di portare avanti l’attuale politica monetaria ultra-espansiva per diverso tempo ancora. Qualche analista si aspetta che Mario Draghi possa avere un approccio più dovish rispetto al passato, utilizzando una forward guidance più precisa e trasparente. Gli esperti di Deutsche Bank ritengono che l’indice tedesco possa correre ancora molto nei prossimi mesi, nonostante nel corso di quest’anno sia stato già in grado di mettersi alle spalle la fondamentale soglia psicologica dei 9mila punti.
La banca teutonica ritiene che il rally non è affatto finito, tanto che la stima per il 2014 è stata alzata a 11mila punti da 9.700 punti. Gli analisti finanziari di Deutsche Bank fanno notare che la decisione è giustificata dal fatto che i multipli saranno superiori a 13 volte il rapporto prezzo/utili, mentre la stima precedente sul target era stato fatta su un multiplo di 11,5 volte. Inoltre è attesa una crescita degli utili societari del 14% nel biennio 2014-2015. Il colosso tedesco, con sede a Francoforte sul Meno, sottolinea che il Dax resterà uno dei grandi protagonisti dei mercati finanziari mondiali. Il margine di upside dai valori correnti sarebbe del 20% secondo Deutsche Bank.
© RIPRODUZIONE RISERVATA