Detrazioni Irpef: i tagli lineari sono sempre più una certezza. Infatti, i tempi per rivedere le detrazioni in maniera selettiva sono ormai quasi scaduti: il giro di boa è previsto per il prossimo 31 gennaio. Che cosa significa, e quanto ci costerà? Vediamolo insieme.
Detrazioni Irpef, i tagli sono in dirittura d’arrivo. Ne avevamo già parlato lo scorso dicembre, ma c’era la residua (benché flebile) speranza che il Governo fosse effettivamente al lavoro su un provvedimento di riordino per arrivare a una revisione complessiva delle singole detrazioni, in modo da non far scattare la mannaia dei tagli lineari. Una speranza che con il passare dei giorni sembra sempre più una pia illusione.
Il giro di boa del 31 gennaio
Come riportato anche da Il Messaggero oggi, infatti, l’ultima data utile per ricorrere a un riordino delle detrazioni è quella del prossimo 31 gennaio, quando sarà necessario pubblicare i modelli di dichiarazione fiscale con relative istruzioni. Praticamente quindici giorni per dare il via e portare a termine un’importante operazione di revisione selettiva degli sconti fiscali. Ipotesi non impossibile, intendiamoci, ma di molto difficile realizzazione se, come risulta a tutt’oggi, non sarebbe stato ancora compiuto nessun passo in tal senso. Molto più probabile che si confermi quanto già paventato: una decurtazione lineare dal 19 al 18 per cento nel 2014 (con riferimento all’anno d’imposta 2013, quindi, a tutti gli effetti, retroattiva), per calare, poi, ulteriormente al 17 per cento nell’anno successivo.
Il tutto in barba allo Statuto del contribuente e al suo principio della non retroattività. Va da sé che lo Stato, dal canto suo, ci guadagna, e non poco: grazie a queste modifiche le casse dell’Erario avranno maggiori entrate per 488 milioni nel 2014, 772 nel 2015 e 564,7 milioni nel 2016. Alla faccia delle sentinelle anti tasse al Governo.
Quanto ci costeranno questi tagli lineari?
Insomma, così come nel gioco d’azzardo, anche in questi casi è solo il banco che vince sempre: a pagare saranno tutti gli italiani che, quando le detrazioni verranno ridotte al 17 per cento, avranno un danno stimato intorno ai 30 euro l’anno. In totale le detrazioni al 19 per cento di cui usufruiscono, ad oggi, 29 milioni di contribuenti ammontano a circa 283 euro l’anno. Sono infatti svariati i tipi di sconto possibili: da quello relativo agli interessi sui mutui, alle spese relative all’istruzione, fino alle polizze rischio morte e infortuni, e altro ancora.
Ad oggi, quindi, la strada intrapresa dall’esecutivo sembra essere proprio quella di preferire la strada del taglio lineare che colpisce tutti indiscriminatamente, piuttosto che rischiare di scontentare questa o quella categoria o fascia sociale, che potrebbe lamentare la riduzione o cancellazione di un particolare beneficio al momento esistente. Una soluzione di comodo, quindi, che decide di penalizzare un pochino tutti piuttosto che affrontare una complessiva revisione delle detrazioni fiscali, anche a costo di eliminare sconti meno giustificabili o utili di altri, in un quadro generale di necessario contenimento degli oneri a carico dello Stato.