Decadenza dai PIR: codice tributo e istruzioni versamento

Decadenza dai PIR: codice tributo F24 e istruzioni sulle modalità di versamento delle imposte anche in modalità cumulativa. Ecco regole e novità.

Decadenza dai PIR: codice tributo e istruzioni versamento

Ancora chiarimenti sulle modalità di versamento delle imposte per i contribuenti che decadono dal regime di esenzione fiscale previsto dai PIR.

In merito alla decadenza dai PIR, con la risoluzione n. 21/E del 9 marzo 2018 l’Agenzia delle Entrate ha fornito il codice tributo per versare le somme dovute a seguito della decadenza dal beneficio fiscale previsto per i piani di risparmio a lungo termine.

Il regime di non imponibilità per gli investimenti operati tramite PIR è stato introdotto nel nostro ordinamento dalla Legge di Bilancio 2017 e si è rivelato subito un successo, con 11 miliardi di euro di raccolta in un solo anno.

Con la successiva risoluzione n. 23/E del 15 marzo 2018 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che si possono effettuare versamenti cumulativi delle imposte anche senza indicare il codice fiscale.

Di seguito tutte le istruzioni sulle modalità di versamento e le novità nella risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 15 marzo 2018.

PIR decaduti: il codice tributo per il versamento delle le somme dovute

L’Agenzia delle Entrate per consentire all’intermediario di effettuare il versamento, mediante il modello F24, delle somme dovute a seguito della decadenza dal regime di esenzione fiscale previsto per i piani di risparmio a lungo termine, ha istituito il seguente codice tributo:

“1070” denominato“ P.I.R. – Somme dovute a titolo di imposte ed interessi a seguito della decadenza dal beneficio fiscale – articolo 1, comma 106, della legge n. 232/2016”.

Il codice deve essere inserito nella sezione dell’“Erario” del modello F24 in corrispondenza delle somme indicate esclusivamente nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione nel campo “anno di riferimento” dell’anno d’imposta in cui è iniziato l’investimento nel piano di risparmio, nella forma “AAAA”.

Il modello F24 deve essere compilato da ogni singolo contribuente titolare del PIR e l’intermediario deve indicare il codice fiscale e i dati anagrafici del contribuente negli appositi spazi. Lo stesso intermediario è tenuto specificare anche il proprio domicilio fiscale.

Si allega di seguito la risoluzione n. 21/E del 9 marzo 2018 dell’Agenzia delle Entrate.

Risoluzione n. 21/E del 9 marzo 2018 dell’Agenzia delle Entrate
Ecco la risoluzione n. 21/E del 9 marzo 2018 dell’Agenzia delle Entrate con la quale viene fornito il codice tributo per versare le somme dovute a seguito della decadenza dal beneficio fiscale previsto per i piani di risparmio a lungo termine

Versamenti cumulativi delle imposte sui PIR: possibili anche senza il codice fiscale

Dopo le numerose richieste formulate dalle associazioni di categoria degli intermediari in seguito alla pubblicazione della risoluzione n. 21/E del 9 marzo 2018 l’Agenzia delle Entrate ha deciso di fornire ulteriori chiarimenti sulle modalità di versamento delle imposte.

Con la risoluzione n. 23/E del 15 marzo 2018 ha infatti spiegato che i versamenti possono essere effettuati anche cumulativamente per le somme dovute per tutti i soggetti titolari dei PIR decaduti dal beneficio fiscale, senza la necessità di indicarne il codice fiscale nel campo del modello F24 denominato “Codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare”.

Infine l’Agenzia delle Entrate spiega che nel campo “anno di riferimento” del modello F24 può essere indicato l’anno in cui si è verificata la decadenza dal beneficio fiscale, nel formato “AAAA”.

Cosa sono i PIR e quali sono i vantaggi previsti?

Come abbiamo precedentemente accennato la Legge di Bilancio 2017 ha introdotto nel nostro ordinamento il regime di non imponibilità per gli investimenti operati tramite piani individuali di risparmio a lungo termine.

I redditi generati da questi prodotti finanziari non sono soggetti a imposizione, pertanto non sono tassati come redditi di capitale e diversi di natura finanziaria e non sono soggetti all’imposta di successione.

La Legge di Bilancio 2017 ha stabilito inoltre che gli strumenti finanziari oggetto dell’investimento devono essere detenuti per almeno cinque anni.

In caso di cessione anticipata, i redditi percepiti durante il periodo di investimento e i redditi realizzati attraverso la cessione sono soggetti a imposizione secondo le regole ordinarie, unitamente agli interessi, senza applicazione di sanzioni, e il relativo versamento deve essere effettuato dall’intermediario presso il quale il piano è stato aperto.

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