E’ ancora in discussione nella Commissione del Senato il ddl sul lavoro, mentre continua il braccio di ferro sui buoni per le prestazioni di lavoro occasionale nel settore agricolo fra il ministro del Welfare, Elsa Fornero, favorevole all’abolizione, e quello del’Agricoltura, Mario Catania, che vuole mantenerli. Per questa ragione potrebbe forse essere rimandato il passaggio all’Aula del Senato, che potrebbe probabilmente slittare all’inizio della settimana prossima. Non si esclude che sul ddl possa essere posto il voto di fiducia, sebbene l’obiettivo resti quello di chiudere entro quindici giorni.
Non sono mancati, però, i punti di convergenza, in particolare su co.co.pro e partite Iva. Per i lavoratori a progetto viene fissato un salario base, prossimo a quello indicato dai contratti nazionali. Per quanto riguarda le partite Iva, invece, cambiano i requisiti relativi alla certificazione: saranno considerate vere solo se il titolare avrà percepito un reddito annuo lordo da lavoro autonomo di almeno 17-18.000 euro.
L’accordo è arrivato anche sull’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Per quanto riguarda il reintegro dai licenziamenti disciplinari è saltato il riferimento alla legge: i giudici dovranno tener conto dei contratti collettivi o dei codici disciplinari. Via libera anche per la proposta che fa partire il licenziamento disciplinare dal momento della comunicazione. Questa procedura non potrà essere bloccata da una malattia tranne in caso di maternità o di infortuni sul lavoro.
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