Dal G-20 chiare indicazione per ridurre i deficit entro il 2013

Nicola D’Antuono

28 Giugno 2010 - 08:45

Dal G-20 chiare indicazione per ridurre i deficit entro il 2013

Dal vertice del G-20 di Toronto sono giunte precise indicazioni per la riduzione dei deficit pubblici entro il 2013 cercando al contempo di non pesare troppo sulla crescita del pil. Anche il rapporto debito/pil dovrà essere ridotto entro il 2016. Si tratta di un primo passo verso una quadratura del cerchio ancora lontana: da un lato abbiamo Paesi come Germania, Francia e Giappone intenzionati a seguire una politica di austerità per ridurre il deficit pubblico, dall’altro gli Stati Uniti e numerosi Paesi emergenti (come il Brasile) non sono poi così convinti di sacrificare la componente crescita per la riduzione del deficit. In linea generale, il risanamento dei conti avverrà un po’ dappertutto, bisognerà capire in che misura nelle varie aree economiche del globo. Intanto, sui mercati valutari si sta verificando una strana debolezza del dollaro statunitense che non sta seguendo più come prima l’andamento delle altre valute rifugio (yen e franco svizzero). Il biglietto verde è in difficoltà contro le majors, probabilmente penalizzato dalla questione dei conti pubblici in disordine e dai dati macroeconomici poco allettanti pubblicati nell’ultima settimana (vendita di nuove case esistenti, ordini di beni durevoli e pil). L’Eur/Usd è in area 1,2350 ma ha incontrato una resistenza a 1,24 che al momento non sembra essere in grado di superare. La volatilità di breve periodo è nettamente diminuita e anche il range entro il quale si muovono mediamente i prezzi. Sopra 1,24 dovrebbe avvenire un allungo quantomeno per il nuovo tentativo di attaccare i massimi di area 1,2470. Viceversa, sotto 1,23 i prezzi potrebbero spingersi verso 1,2255 prima e 1,2210 poi.

In congestione è, invece, l’Euro/Yen. Il cambio ha un range compreso tra 110,90 e 109,50, ma nel breve periodo ha formato una micro-congestione sul grafico a 4 ore con un nuovo supporto identificabile a 110,40. Se l’apertura delle piazze finanziarie europee dovesse mostrare il segno più generalizzato, allora questi livelli potrebbero diventare la base da cui iniziare un movimento bullish verso 111,35 prima e 133,30 poi.