D’Alema detta legge: ecco cosa ne sarà del Partito Democratico

Simone Micocci

9 Febbraio 2017 - 08:17

Massimo D’Alema: dal futuro di Renzi alla legge elettorale, l’ex presidente del Consiglio svela i piani del Partito Democratico.

D’Alema detta legge: ecco cosa ne sarà del Partito Democratico

Massimo D’Alema, intervistato da La Repubblica, fa chiarezza sul futuro del Partito Democratico ribadendo che non ha alcuna intenzione di fondare un nuovo partito.

Niente scissione del Partito Democratico, ma neppure il voto anticipato.

D’Alema, infatti, menzionando gli ultimi dati sulle spread ha dichiarato che l’incertezza internazionale sta avendo effetto immediato sull’Italia. Il nostro Paese, infatti, è quartultimo nella classifica dei 30 Paesi più industrializzati, mentre sia la povertà che le disuguaglianze sono cresciute a dismisura. Quindi, anziché parlare di elezioni anticipate, il Governo Gentiloni dovrebbe dedicarsi a trovare delle soluzioni alla crisi.

Massimo D’Alema quindi andrà avanti con il Partito Democratico, ma questo non significa che abbia deposto l’ascia di guerra nei confronti di Matteo Renzi. Anzi, parlando degli obbiettivi futuri del PD, D’Alema ha messo in cima alle priorità la discontinuità con la stagione renziana, poiché serve non solo un cambio di contenuti, ma anche di guida.

Massimo D’Alema: ecco perché il voto anticipato sarebbe un disastro

Per Massimo D’Alema andare subito al voto sarebbe una “iattura”. Questo perché l’attuale legge proporzionale, come confermato dai sondaggi politici, non garantisce una governabilità al Paese. Insomma, per l’ex Presidente del Consiglio sarebbe folle andare a votare oggi, dal momento che manca qualsiasi prospettiva politica.

Finiremmo con lo spread a 400”, ha attaccato D’Alema.

Massimo D’Alema: ecco cosa deve fare il Governo

Anche D’Alema quindi ha ribadito l’importanza di una legge elettorale, pur dando la colpa al Partito Democratico per non aver trovato una soluzione univoca:

Ci sono 5 proposte diverse, e la colpa non è della minoranza dal momento che lo scontro più aspro è quello che divide l’idea di Franceschini di un premio alle coalizioni e quella di Orfini che lo vuole alla lista.

Tra le due posizioni D’Alema si schiera con quella di Orfini, dal momento che si dice contrario a qualsiasi ipotesi di coalizione per il Partito Democratico. Infatti, un alleanza con uno come Alfano sarebbe un po’ come un ritorno alla Democrazia Cristiana.

Infine, D’Alema ha dettato i punti su cui si dovrà basare la legge elettorale: rappresentanza e governabilità. Insomma, le stesse idee di Renzi, ma non ditelo a D’Alema che del segretario del PD proprio non ne vuole sapere.

Massimo D’Alema: il PD deve andare oltre Renzi

Nonostante D’Alema abbia detto di non voler lasciare il Partito Democratico, è tornato nuovamente a dar contro a Matteo Renzi. D’Alema ha detto di non sapere ancora quale candidato sosterrà al prossimo congresso del Partito per la sostituzione di Renzi, ma che una svolta è necessaria.

Infatti, ad oggi ci sono molti membri interni al PD, come Bersani, Speranza, Emiliano e Rossi, che sono convinti che Renzi non può essere la guida giusta per il nuovo centrosinistra.

E non è detto che un PD senza Renzi non riceva molti consensi alle prossime elezioni, dal momento che una forza politica rinnovata sarebbe in grado di riunire intorno a sé movimenti civili e personalità con cui creare una lista aperta. Ed è per questo che, pur non arrivando al 40%, potrebbe prendere più voti rispetto al Partito Democratico com’è oggi.