Criptovalute: spettro wallet dormiente con 110 mila Bitcoin

Un portafoglio dormiente da 110 mila Bitcoin spaventa il mercato. Rilevati massicci movimenti di BTC sugli exchange

Criptovalute: spettro wallet dormiente con 110 mila Bitcoin

Il mercato delle criptovalute potrebbe essere messo alla prova dall’esistenza di un wallet dormiente da circa 110 mila Bitcoin.

Un’ipotesi, questa, iniziata a circolare già nel mese di agosto quando in molti hanno ricondotto il suddetto portafoglio virtuale a SilkRoad, un sito di e-commerce non più operante.

In seguito, però, la paternità del wallet dormiente in Bitcoin è stata attribuita al più noto Mt. Gox, passato alla storia per il più grande furto di criptovalute mai verificatosi.

Il wallet dormiente in Bitcoin si è svegliato

Dopo 4 anni di inattività il wallet si è risvegliato. Sul finire di agosto, e nell’arco di soli dieci giorni, circa 100 milioni di dollari sono stati trasferiti sulle piattaforme Bitfinex e Binance. Un movimento imponente su un portafoglio da 111.114 Bitcoin, che ha imposto al mercato nuove riflessioni.

L’idea di un wallet dormiente di tali dimensioni ha immediatamente portato analisti e osservatori a guardare al prezzo del Bitcoin (e all’intero comparto criptovalute) con maggior attenzione. Ci si chiede, alla luce dell’imponente portafoglio, quanto la sua esistenza potrebbe andare ad influenzare le quotazioni del settore.

I Bitcoin di Mt. Gox

Fondata nel luglio del 2010, nel giro di poco tempo Mt. Gox diventa una delle piattaforme più utilizzate per il trading di Bitcoin. Un successo, questo, che la porta a gestire in 70% delle transazioni in BTC di tutto il mondo.

Nel febbraio 2014, però, qualcosa va storto e Mt. Gox dichiara bancarotta sospendendo qualsiasi tipo di attività. Qualche mese dopo vengono avviate le procedure di liquidazione e si scopre quello che sarebbe passato alla storia come il furto di Bitcoin più imponente della storia.

850.000 BTC spariti nel nulla, rubati si è detto. 200.000 di quei Bitcoin sono stati successivamente ritrovati, ma dei restanti 650.000 neanche l’ombra. In molti hanno ricondotto il tonfo delle criptovalute di inizio anno alle enormi quantità di Bitcoin ancora in circolazione sul mercato a causa di Mt. Gox.

Un nome, quest’ultimo, tornato alla ribalta nelle ultime settimane, quando l’idea di un wallet dormiente a lui riconducibile si è piano piano materializzata. Certo è che, nonostante le preoccupazioni degli investitori, l’esistenza del citato portafoglio virtuale in Bitcoin riconducibile al vecchio exchange potrebbe permettere agli utenti di essere almeno parzialmente rimborsati.

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