L’Italia si prepara con 15 miliardi di euro per salvare le banche in crisi secondo alcune fonti. In arrivo una patrimoniale?
Patrimoniale in arrivo? L’Italia è pronta a versare 15 miliardi di euro nelle casse di MPS e delle altre banche italiane in crisi, come riportato da fonti Reuters. Il terzo istituto bancario italiano, intanto, prosegue con un aumento di capitale destinato a fallire.
Si attendono conferme per comprendere i dettagli dell’aiuto di Stato alle banche da 15 miliardi di euro, mentre in molti tornano a temere una patrimoniale.
La notizia preoccupa gli investitori: qual è la provenienza di questi 15 miliardi di euro destinati ad attenuare la crisi delle banche? L’Italia si rivolge al fondo salva stati (ESM), mettendosi nelle mani della Troika, oppure il Governo ha intenzione di implementare una patrimoniale?
Crisi banche, Italia pronta con 15 miliardi: patrimoniale in arrivo?
Se necessario, il governo italiano è pronto a pompare 15 miliardi di euro in MPS e altre piccole banche in crisi per scongiurare la crisi, come riferito da due fonti informate sui fatti nella serata di giovedì.
L’Italia renderà disponibili 15 miliardi di euro tramite un decreto da varare il 22 dicembre, come riferito dal quotidiano La Repubblica, che aggiunge nella lista delle banche beneficiarie anche Banca Carige.
Il settore bancario in Italia è stremato da 356 miliardi di euro in crediti deteriorati, circa un terzo del totale di tutta la zona euro, frutto della crisi finanziaria mondiale del 2008-2009, quando, a differenza di Spagna o Irlanda, l’Italia non ha agito per aiutare le sue banche.
Al tempo, la patrimoniale di Monti da 4.5 miliardi ha pesato, e non poco, sugli italiani. Un’ipotetica patrimoniale da 15 miliardi per salvare le banche in crisi avrebbe conseguenze difficile da immaginare.
I più pessimisti tornano a parlare anche di prelievo forzoso sui conti correnti ma lo scenario risulta ad oggi improbabile.
Crisi banche: nuove grane per MPS
MPS, la banca più antica del Paese, ha tempo fino al 31 dicembre per raccogliere 5 miliardi di euro con un aumento di capitale o la vicenda passerà nelle mani della Banca centrale europea, dando il via alla crisi bancaria e politica tra le più grandi della storia italiana.
Una fonte riferisce che anche le banche regionali non quotate Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, che sono state salvate quest’anno da un fondo finanziato dallo Stato, riceveranno il sostegno del governo.
Monte dei Paschi di Siena, con i suoi adviser JPMorgan e Mediobanca, prevede di raccogliere del capitale per cancellare 28 miliardi di euro in crediti in sofferenza dal suo bilancio.
Il Movimento 5 Stelle ha già chiesto di non pagare il compenso a JPMorgan qualora i contribuenti venissero coinvolti nel salvataggio della banca in crisi.
«Non avremmo mai fatto un accordo del genere con JPMorgan. In ogni caso non dovremmo pagare le commissioni (se la banca sarà nazionalizzata)»,
ha commentato Alessio Villarosa del M5S.
Il piano di JPMorgan per Monte dei Paschi prevede una raccolta di 5 miliardi di euro di patrimonio netto attraverso una vendita di azioni e un’offerta per possessori di obbligazioni subordinate da convertire in azioni.
Italia e banche in crisi: quale tutela per i risparmiatori?
Centinaia di migliaia di italiani ordinari hanno investito in azioni e obbligazioni delle banche locali. Il piano di salvataggio di quattro piccole banche lo scorso anno ha colpito migliaia di piccoli risparmiatori.
L’Italia è in trattative con la Commissione europea per proteggere gli obbligazionisti privati che vedrebbero i propri bond convertiti in azioni nel caso in cui venisse implementato un piano di salvataggio da parte dello stato.
Come nel caso delle quattro banche salvate, la Commissione permetterebbe al governo di risparmiare i piccoli obbligazionisti solo se in grado di dimostrare di non aver compreso il rischio nei loro investimenti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA