Crisi Italia: emorragia di capitali da banche più vulnerabili, alert spread accende il sell off

A Piazza Affari sono stati presi di mira soprattutto i titoli bancari più vulnerabili, con un’esposizione di bilancio molto sensibile ai tassi d’interesse

Crisi Italia: emorragia di capitali da banche più vulnerabili, alert spread accende il sell off

La grave crisi istituzionale dell’Italia sta avendo grosse ripercussioni sul settore finanziario del Paese stesso. La sfiducia degli investitori internazionali circa l’incapacità dell’economista Cottarelli di mettere insieme un Governo destinato a durare hanno scatenato un’ondata di vendite sulle obbligazioni italiane (ma anche dell’intera periferia dell’Eurozona) e sulle azioni. Lo spread ha superato quota 300 punti base.

A Piazza Affari sono stati presi di mira soprattutto i titoli bancari più vulnerabili e con un’esposizione di bilancio molto sensibile al rialzo dei tassi d’interesse. Gli istituti di credito nostrani sono stati colpiti da un intenso sell off, alcuni titoli sono arrivati a perdere fino a 5 punti percentuali se non oltre, tanto che Borsa Italiana è intervenuta più volte nel corso della seduta per sospendere dalle contrattazioni i titoli finiti in asta di volatilità al ribasso.

Questi ribassi hanno eroso gran parte dei guadagni messi appunto dagli istituti nel corso del 2017. La situazione delle banche italiane, dal punto di vista dei fondamentali aziendali è quella mostrata nella tabella di cui sopra. Se il mese di maggio dovesse chiudersi con queste cifre si rischia di chiudere il mese peggiore dopo la Brexit (per approfondire leggi qui).

Dal punto di vista settoriale invece l’indice FTSE Italia All-Share Banks è stato quello che ha convogliato il maggior numero di negoziazioni con volumi che nella sola seduta di oggi hanno superato il miliardo in termini di pezzi scambiati. Una cifra davvero allarmante e che da sola riassume la portata dell’intensa attività degli investitori (stranieri e non) nel nostro mercato.

Di seguito proponiamo l’analisi dello scenario tecnico dei tre istituti popolari che fanno parte dell’indice FTSE Mib: Banco Bpm, BPER Banca e UBI Banca. Tutti e tre rientrano nella categoria dei titoli più shortati nel corso delle ultime sedute.

Banco BPM: trend ormai invertito?

Banco BPM ha già perso oltre il 30% in meno di tre settimane. Dal punto di vista tecnico il titolo ha seriamente messo in discussione il trend rialzista di lungo periodo in quando ha ormai definitivamente violato il supporto dinamico tracciato con i minimi del 23 novembre 2016 e 18 dicembre 2017. Non hanno arginato le spinte ribassiste neanche i supporti statici collocati a 2,76 euro e quelli psicologici posti a 2,50 euro. Al momento le prospettive borsistiche di Banco BPM non sono dunque rosee. Solo il supporto grafico a 2 euro potrebbe essere in grado, nelle prossime settimane, di porre un argine alla frenesia dei venditori. Al di sotto di questo livello, invece, si andrebbe verso i supporti statici a 1,76 euro, livello ereditato dai minimi del 6 luglio e 23 novembre 2016.

BPER Banca: fondamentale la tenuta del supporto a 4 euro

Il Banco Popolare dell’Emilia Romagna presenta una situazione grafica più solida rispetto alle altre popolari, almeno in apparenza. Il titolo infatti sembra poter contare sul supporto grafico costruito fra 4 e 4,10 euro con i minimi di febbraio giugno e novembre 2017. Sul grafico giornaliero e settimanale il titolo si trova sostanzialmente in una prolungata fase laterale all’interno del trading range 4 e 5 euro. In particolare, la parte superiore del rettangolo è stata oggetto di 3 false rotture (maggio e ottobre 2017; maggio 2018) mentre la parte inferiore ha sempre tenuto facendo da argine per i successivi recuperi del titolo. Però ora i corsi del titolo hanno virato bruscamente al ribasso andando a violare la trendline tracciata con i low crescenti dell’8 luglio 2016 e 8 novembre 2017. Se dunque le azioni BPER Banca dovessero scendere sotto quota 4 euro e confermare tale breakout con un close settimanale il successivo obiettivo cui guardare è stimato a in area 3,65-3,67 euro.

UBI Banca: Fibonacci aiuta il titolo

UBI Banca, che era stato uno dei migliori titoli bancari nel 2017, ha subito forti pressioni in vendita nei giorni scorsi. Il prezzo delle azioni dell’istituto è bruscamente sceso sotto la propria media mobile a 200 periodi e poi ha violato i supporti statici a 3,672 euro. Sembra essere un chiaro segnale di inversione anche se per il momento il movimento di UBI Banca si è arrestato al contatto con area 3,26 euro, livello stimato a circa il 50% delle percentuali di Fibonacci rispetto al movimento rialzista compreso fra i minimi del novembre 2016 e i massimi dell’ottobre 2017. Se questo livello non dovesse mostrare resilienza nel corso delle prossime sedute il target psicologico di UBI Banca potrebbe essere quota 3 euro, dove c’è il successivo livello importante di Fibonacci, ovvero il 61,8 per cento.

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