Criptovalute, la stretta stavolta arriva dall’Italia: la Consob dice stop all’exchange Binance

Pierandrea Ferrari

15/07/2021

15/07/2021 - 16:18

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La nota diramata oggi dall’authority mette di fatto al bando la piattaforma britannica Binance, già interessata da altri provvedimenti restrittivi in diversi Paesi.

Criptovalute, la stretta stavolta arriva dall'Italia: la Consob dice stop all'exchange Binance

Tutto era partito dalla Cina, con i vertici della Pboc che avevano ordinato agli istituti di credito e ai sistemi di pagamento elettronici di rinunciare a qualsiasi attività relativa alle criptovalute. Poi, in una sorta di effetto a catena, i regolatori avevano iniziato a muoversi anche nel vecchio continente, mettendo nel mirino nientepopodimeno che il primo exchange di criptovalute al mondo, Binance.

Su tutti la Financial Conduct Authority (FCA) del Regno Unito, che aveva intimato al Gruppo guidato da Changpeng Zhao di sospendere le attività regolamentate nel Paese, ma nuovi controlli normativi sono stati segnalati anche in Canada, in Thailandia, alle Isole Cayman e in Giappone. Senza contare che su Binance c’è anche la scure della maxi class action degli investitori, che contestano alla piattaforma la violazione della disciplina in materia di negoziazione e offerta al pubblico di strumenti finanziari derivati sulle criptovalute, e anche una serie di anomalie nel funzionamento dell’exchange.

Ma a far rumore, in queste ore, è soprattutto la presa di posizione della Consob, che già lo scorso aprile aveva iniziato a tuonare contro le criptovalute e le potenziali degenerazioni dell’industria. Stavolta, la Commissione presieduta da Paolo Savona ha puntato il dito espressamente contro Binance, seguendo di fatto la via regolatoria aperta dal Regno Unito.

La Consob vieta a Binance di operare in Italia

Nel warning pubblicato in giornata, la Consob ha infatti annunciato che «le società del Gruppo Binance non sono autorizzate a prestare servizi e attività di investimento in Italia, nemmeno tramite il sito, le cui sezioni denominate «derivatives» e «stock token», relative a strumenti correlati a crypto-attività, sono risultate in precedenza redatte anche in lingua italiana».

La Consob, inoltre, ha invitato gli investitori italiani a «usare la massima diligenza al fine di effettuare in piena consapevolezza le scelte di investimento verificando preventivamente che i siti internet mediante i quali si effettua l’investimento siano riconducibili a soggetti autorizzati», e a «prestare la massima cautela nell’effettuare operazioni su strumenti correlati a cripto-attività (crypto-asset) che possono comportare la perdita integrale delle somme di denaro utilizzate».

La Consob, del resto, predica da tempo l’idea di un quadro regolamentare comune a livello europeo. Di un riferimento giuridico, in breve, che possa tutelare gli investitori dai rischi insiti nel segmento di mercato criptovalutario. Ma al momento, nonostante la Consob trovi una sponda non da poco dalle parti di Francoforte, regna ancora un certo grado di immobilismo tra le istituzioni, il che spiega le frequenti raccomandazioni della Commissione agli investitori.

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