Startup Act

Startup Act

di Cristina Crupi

Perché la costituzione online delle società non è una battaglia tra innovazione e notai

Cristina Crupi

6 novembre 2021

Perché la costituzione online delle società non è una battaglia tra innovazione e notai

La costituzione online delle società è un percorso costruttivo per l’ecosistema: l’innovazione non deve banalizzare la Costituzione e i notai devono abbassare i prezzi.

Il dibattito sulla costituzione online, per le startup innovative ma più in generale per tutte le società, tiene banco ormai da qualche mese, ma tristemente vedo che prende sempre più le fattezze di uno scontro anziché di un incontro propositivo e costruttivo.

Uno scontro perché si delinea come una battaglia tra il mondo dell’innovazione e i notai. Il primo rivendica procedure telematiche e snellimento di norme e regole e i secondi sono tacciati di vetustà, di attaccamento a privilegi e monopoli.

A ben vedere però non c’è alcuna battaglia da fare ma una soluzione da trovare, partendo dal presupposto che ogni ruolo è da rispettare perché è un tassello essenziale del grande mosaico chiamato sistema economico e produttivo.

Perché i notai sono importanti

Quella del notaio è una professione antichissima, che affonda le radici nella cultura classica del nostro Paese, e non per questo si deve pensare che sia oggi fuori contesto o peggio ancora inutile. Il ruolo di pubblico ufficiale, in quanto certificatore, pubblico depositario, sostituto di imposta e in generale garanzia di legalità resta comunque attuale e porta con se un interesse concreto per la collettività.

I controlli di legalità e legittimità, di cui tanto si parla, non sono concetti astratti e tanto meno inutili ma hanno un riflesso molto pratico nell’economia di tutti i giorni, servono a verificare che l’attività che la costituenda società intende svolgere non sia contraria ai principi dell’ordinamento giuridico e che i soggetti che sia apprestano a farlo non nascondano finalità illecite. Questo controllo alla fonte permette di immettere nel Registro delle Imprese dati certificati e l’affidabilità del Registro è tale proprio perché alimentato solo da una unica fonte.

È lo stesso principio del Registro Immobiliare, per il quale c’è infatti il minor tasso di contenzioso in assoluto, e ciò deriva dal fatto che anch’esso vive alimentato da un unico operatore qualificato.
Creare una srl significa creare una personalità giuridica che gode di una responsabilità limitata ed è quindi giusto che gli imprenditori siano consapevoli del bene e del male che essa può arrecare al mercato. La certezza dei rapporti giuridici è uno dei principi fondamentali del nostro ordinamento. E questo il mondo dell’innovazione deve capirlo. Non può ridurre il dibattito urlando al “monopolio dei notai”, banalizzando di fatto la fase della costituzione. Fare impresa è cosa seria.

Il ruolo della tecnologia e della burocrazia

Certo - dall’altro lato - è giusto poter fare impresa con meno burocrazia, appesantimenti e fardelli possibile. È quindi corretto e sacrosanto da parte delle imprese chiedere al Governo un alleggerimento delle procedure, dell’apparato di leggi, decreti, norme, un fisco meno complesso e meno opprimente, che impegna oggi buona parte delle giornate dell’imprenditore. Ma questa è una richiesta che a gran voce arriva anche da noi professionisti, avvocati, commercialisti, notai, avviluppati come siamo dalla super produzione normativa dello Stato.

E allora si capisce che il terreno su cui sta scivolando il dibattito della costituzione online è privo di fertilizzante ma pieno si sterile gramigna.

Penso che sia invece più utile e costruttivo per l’ecosistema dell’innovazione - nel rispetto di ogni ruolo e figura professionale - chiedere ai notai la riduzione dei costi; chiedere la costituzione online delle imprese al costo pari a quello effettuato sin ora dalla Camera di Commercio; chiedere la costituzione in modalità telematica e non più necessariamente in presenza; chiedere ai notai un maggior rapidità in alcune procedure.

Il sostegno alle startup innovative lo si può e lo si deve dare mettendo a disposizione competenze qualificate a prezzi accessibili, non sostituendo le competenze qualificate con procedure standard.
Molti dei founders che incontro quotidianamente si sentono anche più tranquilli se costituiti innanzi al notaio, così come sono più tranquilli se a preparare i contratti, ad assisterli nella fase dell’investimento e nelle fasi delicate della vita societarie ci sia l’avvocato e non la modulistica standardizzata, purché esso sia rapido e a prezzi accessibili. È questa la vera sfida di noi professionisti, ed è questo il contributo concreto che possiamo dare all’innovazione.

È evidente che il notariato debba avviare una riflessione sulla propria immagine all’esterno, sul perché il notaio sia percepito ancora con il calamaio in mano. Forse questa categoria, meno di altre, ha saputo adeguare la propria immagine ai tempi pur essendone, invece, nella realtà, al passo. Ma adesso c’è una grande opportunità per farlo e dimostrarlo. E il mondo dell’innovazione, anziché avventurarsi sull’errato percorso della messa in dubbio del ruolo del notaio ai giorni d’oggi - dimostrando così solo superficialità - dove seriamente sollecitare l’intervento del Governo su partite che possono essere giocate e non su puri slogan.

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Cristina Crupi

Avvocato ed esperta di startup, PMI e innovazione. Autrice del “Codice delle Startup”

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