Cosa sta succedendo in Afghanistan spiegato in 5 punti

Elisa Corpolongo

14 Agosto 2021 - 18:02

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L’Afghanistan vive una situazione politica complessa tra uno Stato più moderato e l’invasione dei talebani, fondamentalisti islamici: ecco cosa sta succedendo.

Cosa sta succedendo in Afghanistan spiegato in 5 punti

La situazione in Afghanistan è complessa. Si tratta di un Paese frammentato dal punto di vista etnico, ma unito - e al contempo profondamente diviso - sotto il nome del Corano e dei testi sacri che, potenti e sopra ogni cosa, insegnano al musulmano come è giusto vivere secondo la Dottrina.

I talebani sono i portatori del fondamentalismo islamico, ossia quella linea di attivismo teorico e politico mosso da una spinta così conservatrice da volere la messa in pratica di una interpretazione letterale del Corano e dei testi sacri dell’Islam. I talebani rivendicano il ritorno a quelli che vengono ritenuti i principi originari e puri.

Secondo il fondamentalismo islamico, la guerra è tra le soluzioni possibili perché questi principi anti-europei e conservatori della Dottrina vengano attuati; ed è proprio la guerra la situazione che si sta generando, tra appoggi di Stati esteri e deboli resistenze interne.

1. Cosa sta succedendo in Afghanistan con i talebani

I talebani sono un movimento politico e militare nato con l’intento di difendere l’Afghanistan durante la guerra che portò al crollo del regime sovietico. Il gruppo fondamentalista islamico è conservatore e basa ogni visione del mondo - dall’aspetto politico, a quello sociale, economico interno o estero - sui dettami dei testi sacri dell’Islam.

I talebani ritengono il Governo impuro e non in grado di soddisfare i bisogni primari della comunità islamica dei fedeli, che oggi è lacerata dalla modernità occidentale, cosa che viene vista come del tutto estranea alla Dottrina islamica e interamente antagonista verso i suoi valori puri ed originari.

Bisogna ricordare che il fondamentalismo islamico non è una religione come noi europei saremmo portati a pensare. Si tratta di qualcosa che avvolge in pieno la vita del fedele in ogni suo singolo aspetto, da quello più intimo e privato, al pubblico e sociale, al Governo, all’economia, alla legge. Non esiste, per un musulmano fondamentalista, una scissione tra religione e Stato, tra religione e società. Per questo per un talebano è normale associare società, politica, Corano e testi sacri, individuo, comunità ed economia dentro un unico cerchio la cui logica si ritrova nella parola sacra.

2. Perché i talebani vogliono prendere l’Afghanistan

I talebani vogliono la fine del Governo che vige in Afghanistan e le dimissioni del Presidente Ghani, eletto nel 2014, in favore dell’instaurarsi di una nuova situazione politica che possa riportare il Paese a quelli che i talebani stessi ritengono essere i principi del fondamentalismo islamico puro.

Si parla, in tal senso, di “regime islamico puro”, che prevede il controllo dei rapporti economici con gli altri Stati, dei flussi commerciali con l’estero e una chiusura all’Europa e all’occidentalizzazione, vista come una cosa impura e contro i principi sacri.

Quella che riguarda l’Afghanistan è una guerra civile insolita, ma che profondamente dura da anni. Il Paese è frammentato dal punto di vista sociale. I talebani, nel loro intento purista, sono appoggiati da Governi stranieri che hanno un qualche tipo di interesse o relazione storica con l’Afghanistan. Tra di essi, la Cina, l’India, l’Iran e la Russia; ma anche Pakistan, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti che già avevano riconosciuto il primo regime talebano instauratosi a Kabul nel 1996.

3. A che punto è la riconquista dell’Afghanistan

Durante le ultime ore, il gruppo del fondamentalismo islamico sta riconquistando l’Afghanistan, grazie al ritiro dell’esercito americano e alla poca resistenza delle truppe locali, oltre che alla divisione etnica interna e poco coalizzata del Paese.

Gli americani erano intervenuti in Afghanistan 20 anni fa, in occasione dell’ultimo regime talebano del 1996, in risposta ad attentati provocati da al Qaida - un gruppo terroristico anti-europeo protetto dal regime talebano - in America. In quell’occasione, il regime talebano in Afghanistan era stato messo da parte con una guerra in cui l’intervento USA causò il rovesciamento del regime, in favore di una modalità meno radicale e più moderata, sia internamente, sia con la politica estera.

4. Come sarebbe il secondo regime talebano

Quando i talebani presero il controllo di Kabul nel 1996, venne fondato l’Emirato Islamico dell’Afghanistan con la leadership del mullah Omar e l’appoggio di alcuni Stati esteri.

I talebani vietarono ogni cosa proveniente dall’Europa e considerata impura, tra cui la televisione, la musica e il cinema. Inoltre, vietarono la coltivazione del papavero da oppio, limitarono la libertà delle donne - al di là dell’utilizzo del burqa, questione complicata - vietando loro di usare bici, moto o auto, di utilizzare cosmetici o gioielli o di parlare con qualunque uomo diverso dal marito. I talebani ordinarono anche la distruzione dei simboli e degli idoli contrari alla legge islamica.

5. Perché gli Stati Uniti hanno lasciato l’Afghanistan

Gli Stati Uniti arrivarono in Afghanistan per porre fine al Governo dei talebani in seguito ad alcuni attentati che il gruppo fondamentalista islamico aveva promosso in Occidente.

L’invasione degli Stati Uniti in Afghanistan è durata 20 anni e nel 2020 è stato firmato un accordo di Pace tra il Governo americano e quello afgano che ora i talebani vogliono sostituire, poiché troppo aperto all’impuro Occidente. L’accordo prevedeva il ritiro graduale degli americani, in cambio di concessioni al Governo afgano e la liberazione di alcuni prigionieri di guerra. Tra le promesse del Governo afgano vi era l’impegno a non incoraggiare i gruppi terroristi.

Allontanati gli americani dal territorio, comunque, il Governo moderato afgano non ha saputo reggere il ritorno degli estremisti, che prontamente si sono ripresentati a conquistare il territorio dell’Afganistan e che sembra prenderanno tutto il Paese unito di nuovo sotto il fondamentalismo islamico.

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