Multa per chi non raccoglie i bisogni del cane: cosa si rischia

Isabella Policarpio

21 Luglio 2021 - 13:39

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Per chi non raccoglie i bisogni del proprio cane c’è una multa salata che può toccare i 3.000 euro: tutti i rischi per i padroni maleducati.

Multa per chi non raccoglie i bisogni del cane: cosa si rischia

Raccogliere i bisogni del cane, oltre ad essere un gesto di civiltà e rispetto altrui, è obbligatorio secondo i regolamenti sulla tenuta degli animali domestici.

Per questo chi lascia gli escrementi del proprio cane a terra rischia una multa elevata e, nei casi peggiori, conseguenze penali per la deturpazione di statue o luoghi di valore storico-artistico. Lo stesso vale per chi non pulisce la pipì del proprio amico a 4 zampe.

La sanzione può arrivare a cifre molto elevate (fino a 3.000 euro) e ogni cittadino può segnalare alle autorità di vigilanza chi persevera in questo comportamento maleducato.

Inoltre chiunque possieda un cane, a prescindere dalla taglia e dalla razza, deve avere con sé il kit per la raccolta dei bisogni con bustina e paletta.

Ecco cosa si rischia e come denunciare chi sporca strade e parchi pubblici.

Raccogliere i bisogni del cane: cosa dice la legge

Raccogliere gli escrementi del proprio cane e pulire, ove necessario, con dell’acqua, non è una facoltà dei padroni ma un obbligo ben preciso previsto dalla legge nell’ordinanza del 6 agosto 2013 del Ministero della Salute:

“E’ fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano
raccoglierne le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta
delle stesse.”

L’importo della multa per questo comportamento irrispettoso dipende dal Comune in cui ci si trova: 250 euro a Roma, 400 a Trieste, 450 a Milano, da 100 a 500 euro a Napoli.

L’obbligo di raccogliere le feci del cane riguarda tutti i luoghi pubblici come parchi, ville comunali, giardini, in spiaggia, in strada, in condominio e sui marciapiedi.

Si rischia la multa per il solo fatto di non avere con sé il kit per la raccolta degli escrementi composto da paletta e sacchetto. Infatti è ovvio che il padrone che ne è sprovvisto non potrà raccogliere gli escrementi del cane quando sarà necessario. A nulla vale contestare il fatto che i bisogni possano essere raccolti anche con altri mezzi (ad esempio dei fazzoletti). La sanzione, in tal caso, è la stessa prevista per chi non raccoglie i bisogni sul suolo pubblico.

Lo stesso vale per la pipì: se il cane la fa su un muro condominiale o sulla ruota di una macchina altrui, il padrone deve pulire con dell’acqua i residui, altrimenti rischia le sanzioni di cui sopra.

Ma non finisce qui: se il cane fa i propri bisogni su beni di interesse storico o artistico e il padrone non li raccoglie, il Codice penale prevede la reclusione da 3 mesi a un anno e la multa da 1.000 a 3.000 euro.

Come denunciare chi non raccoglie i bisogni del cane

Il fatto può essere segnalato alla Polizia municipale, la quale, se si trova nelle vicinanze dell’accaduto, potrà intervenire sul momento e comminare la multa al padrone incivile. Altrimenti con la segnalazione si inviterà ad intensificare i controlli nelle zone maggiormente colpite da questo fenomeno, specialmente nei parchi e nei giardini comunali.

Chiunque abbia a cuore la pulizia e il decoro dei luoghi pubblici dovrebbe ammonire chi lascia gli escrementi del proprio cane per terra, prima ancora di avvisare le autorità competenti.

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