Cosa rischia chi non raccoglie i bisogni del proprio cane?

Chi possiede un cane deve raccoglierne i bisogni per strada e nei parchi; in caso contrario si rischiano multe salate. Vediamo cosa prevede la legge e qual è il comportamento corretto da tenere.

Cosa rischia chi non raccoglie i bisogni del proprio cane?

Cosa rischia chi non raccoglie i bisogni del cane, quali sono le multe previste e cosa dice la legge in merito ai sacchetti e alle palette per pulire gli escrementi?

Se te lo stai chiedendo le possibilità sono due: o possiedi un cane e non sai quali sono le conseguenze di lasciare i bisogni lungo la strada o al parco, oppure sei un passante infastidito dagli escrementi abbandonati e dalla maleducazione di alcuni padroni.

Rispondiamo subito quesito: il proprietario del cane che non raccoglie i bisogni rischia una sanzione amministrativa che può arrivare ad un massimo di 3.000 euro e anche la reclusione in casi particolarmente gravi, che andremo a spiegare nel dettaglio. E lo stesso vale anche per la pipì. Si tratta infatti del reato di imbrattamento e deturpamento di cose altrui.

Non solo, in aggiunta a quanto stabilito dal Codice penale, ogni singolo Regolamento comunale può prevedere obblighi ulteriori, ad esempio quello di essere sempre muniti del Kit paletta e sacchetto. Vediamo nel dettaglio come bisogna comportarsi quando si porta a spasso il cane a fare i bisogni e a quanto ammontano le sanzioni.

Cosa rischia chi non raccoglie i bisogni del cane: le sanzioni previste

Avere un animale domestico, in specie un cane, regala molta gioia ma porta con sé anche delle responsabilità. Tra queste c’è quella di rispettare la legge in merito ai bisogni dell’animale, che non possono assolutamente essere lasciati in strada o al parco.

Infatti, è ingiusto oltreché veramente fastidioso per i passanti incorrere nei bisogni dei cani, nonostante qualcuno dica che “porti fortuna”.

Non si tratta solamente di un comportamento irrispettoso, ma di un vero e proprio reato: lasciare i bisogni del cane per terra integra la fattispecie di imbrattamento e deturpamento, sia per le feci che per la pipì.

Quindi, i padroni che non utilizzano i sacchetti appositi per la raccolta dei bisogni rischiano una multa fino a 103 euro. Se il fatto avviene su beni immobili o su mezzi di trasporto, invece, la sanzione può arrivare anche a 1.000 euro ed è prevista la reclusione da 1 a 6 mesi.

Ma non finisce qui: se il cane fa i propri bisogni su beni di interesse storico o artistico e il padrone non li raccoglie, il Codice penale prevede la reclusione da 3 mesi a un anno e la multa da 1.000 a 3.000 euro.

Il divieto di abbandonare i bisogni degli amici a quattro zampe si estende anche alla pipì; infatti anche in questo caso si parla di “deturpamento e imbrattamento delle cose altrui”, reato previsto dall’articolo 639 del Codice penale. Quindi se il cane fa la pipì su un muro condominiale o sulla ruota di una macchina altrui, il padrone deve pulire con dell’acqua i residui, altrimenti rischia le sanzioni di cui sopra.

Kit per la raccolta dei bisogni: multe anche per il mancato possesso

Oltre ai divieti del Codice penale, anche i singoli Comuni possono prevedere delle norme ad hoc. È il caso dell’obbligo per i proprietari dei cani di essere sempre muniti del kit per la raccolta dei bisogni composto da paletta e sacchetto. Sempre più Comuni italiani lo prevedono e le sanzioni possono anche essere salate.

Infatti, è ovvio che il padrone che non ne è in possesso non potrà raccogliere gli escrementi del cane quando sarà necessario. A nulla vale contestare il fatto che i bisogni possano essere raccolti anche con altri mezzi (ad esempio dei fazzoletti).

Le sanzioni amministrative pecuniarie per chi non è munito del kit paletta e sacchetto vanno da 25 a 500 euro.

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Argomenti:

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