Cosa rischia Pippo Franco, indagato per falso green pass

Giorgia Bonamoneta

3 Novembre 2021 - 23:55

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Pippo Franco è stato indagato per il possesso di un green pass falso all’interno dell’indagine di Roma. Cosa rischia l’attore comico per uso di atto falso?

Cosa rischia Pippo Franco, indagato per falso green pass

Cosa rischia Pippo Franco dopo le accuse di “uso di atto falso”? Circa un mese fa veniva scoperta e resa nota la truffa dei green pass falsi della Roma bene. Il nome di Pippo Franco emerse fin da subito e alimentò lo scandalo per qualche giorno.

In particolare sono state le posizioni no vax dell’attore ad attirare l’attenzione e il suo coinvolgimento nella truffa aveva solamente finito di alzare il polverone. L’assenza di giustificazioni da parte sua e la risposta degli avvocati hanno fatto il resto.

L’aggiornamento di oggi sulle indagini sono in merito all’iscrizione di Pippo Franco tra gli indagati. Ora si aspetta di capire per cosa verrà accusato e cosa rischia per l’uso di un falso green pass.

Pippo Franco ha usato un green pass falso?

Gli inquirenti stavano indagando, circa un mese fa, su un medico della Capitale (della Roma bene) in merito alla falsificazione del green pass. Come emerso dalle intercettazioni, il medico avrebbe ricevuto in dotazione 20 fiale di vaccino, ma ne risultano somministrate 159 dosi, anziché le 120 che sarebbe teoricamente possibile ricavarne.

Pippo Franco entra in questa storia come paziente del medico, al quale si era rivolto poco prima di effettuare la tanto discussa inoculazione. Il nome di Pippo Franco compare così anche tra i possessori di green pass falsificati, che l’attore comico avrebbe usato per entrare in locali pubblici e ristoranti.

Ma non si tratta solo del comico, anche parte della famiglia Franco avrebbe usato certificazioni non valide, che ora sono state tutte disattivate dal Ministero della Salute.

Cosa rischia Pippo Franco per il possesso di un green pass falso?

C’è quindi da capire cosa rischia ora Pippo Franco e la sua famiglia per aver utilizzato un green pass falso. In casi simili, come per il caso della truffa dei green pass tramite Telegram, i falsificatori vennero sanzionati con multe da 300 a 1.549 euro e reclusione tra 1 e 5 anni.

Nel caso di Pippo Franco il rischio di subire sanzioni non è altrettanto alto perché, in questi casi, si preferisce punire il falsificatore e non chi fa uso di un falso.

Questo però non vuol dire che non ci saranno conseguenze, infatti chi esibisce una falsa certificazione verde rischia sanzioni tra 400 e 1.000 euro in ogni caso. Inoltre c’è la possibilità d’incappare in un’aggravante nel caso il nome sulla certificazione non corrisponda a quello della carta d’identità. Si potrebbe integrare allora il reato di sostituzione di persona, punito con la reclusione fino a un anno.

Cosa rischia chi falsifica il green pass?

Come abbiamo anticipato è chi falsifica un documento che rischia la pena maggiore. Nel caso del medico e del green pass finto si fa riferimento al Codice penale in tema di “falsificazione”. Siccome il green pass corrisponde a un’ordinaria certificazione, la pena in questo caso va da 6 mesi a 3 anni di reclusione.

Non subentra però l’aggravante della truffa, per quanto infatti possono coesistere i reati di falsificazione e truffa, chi acquista una certificazione verde falsa sa benissimo che sta commettendo un illecito. Di conseguenza, l’acquirente non è ingannato e non subisce una truffa.

Il caso di Pippo Franco, che continua a dichiararsi estraneo ai fatti, potrebbe rientrare nella truffa se, veramente estraneo ai fatti, fosse stato raggirato dal medico che gli avrebbe rilasciato un green pass falso a sua insaputa.

Bisognerebbe però dimostrare le motivazione del medico nel “regalare” una certificazione falsa a un paziente che, da quanto sembra nella foto pubblicata sul suo profilo, si è regolarmente sottoposto almeno a una dose di vaccino.

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# Truffa

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