Cosa ha detto Mario Draghi sul clima e cosa stiamo rischiando

Andrea Pastore

17/09/2021

18/09/2021 - 15:54

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Cambiamenti climatici: Mario Draghi pone l’attenzione sui possibili scenari disastrosi che potrebbero avversarsi se non dovesse esserci un cambio di trend.

Cosa ha detto Mario Draghi sul clima e cosa stiamo rischiando

Mario Draghi torna a parlare di clima e cambiamenti climatici e lo fa con un tono allarmistico che non passa inosservato. D’altronde, un tono così risoluto dall’unico italiano nella classifica dei 100 personaggi più influenti dell’anno mette in risalto l’importanza di un tale tema, troppo trascurato ancora da alcuni Paesi.

Il Presidente del Consiglio parla anche di conseguenze, facendo intendere che o si cambia la rotta oppure in futuro ci troveremo davanti a scenari persino peggiori rispetto a quelli che stiamo vivendo.

Ma cosa ha detto esattamente Mario Draghi sul clima?

“Con gli accordi di Parigi ci siamo impegnati a contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali. La maggior parte dei nostri Paesi ha rinnovato questo impegno nelle recenti riunioni del G20. Tuttavia, dobbiamo essere onesti nei confronti di noi stessi: stiamo venendo meno a questa promessa. Se continuiamo con le politiche attuali, raggiungeremo quasi tre gradi di riscaldamento globale entro la fine del secolo, le conseguenze di un tale aumento delle temperature sarebbero catastrofiche”.

Queste le parole del Presidente del Consiglio dei ministri italiano Mario Draghi in un videomessaggio registrato in occasione del Forum delle Maggiori Economie sull’Energia e il Clima (MEF), promosso dal presidente americano Joe Biden in vista delle sfide che ci attendono rispetto alla crisi climatica.

Il quadro della situazione è illustrato nell’ultimo rapporto dell’IPCC, ossia il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, quadro che risulta chiaro e desolante per il futuro del nostro pianeta.

Di fatti, continua il Premier nel videomessaggio: “Gli effetti del cambiamento climatico sono già molto chiari: negli ultimi 50 anni, il numero dei disastri legati ad eventi metereologici si è quintuplicato: gli incendi stanno divorando le foreste, dalla California all’Australia e, dalla Germania alla Cina, stiamo assistendo ad inondazioni sempre più devastanti”.

Cambiamenti climatici: l’allarme di Mario Draghi

Dopo il monito ai leader mondiali seguito da una lettura generale degli effetti della crisi climatica, Draghi riporta l’attenzione sull’Italia e sulle conseguenze che il nostro Paese sta subendo: “L’Italia sta fronteggiando l’innalzamento del livello del mare a Venezia e lo scioglimento dei ghiacciai sulle Alpi”.

Il Premier continua nel videomessaggio con un chiaro riferimento al continente africano e ai paesi più poveri che saranno le principali vittime del cambiamento climatico: “Gravi carenze idriche e siccità sono sempre più frequenti e colpiscono duramente i paesi più poveri del mondo, come in Africa”.

La conclusione riguarda invece il già citato rapporto dell’Ipcc: “Stando all’ultimo rapporto del gruppo intergovernativo delle nazioni unite sui cambiamenti climatici è stato detto che, per raggiungere l’obiettivo, dobbiamo arrivare a riduzioni immediate, rapide e significative delle emissioni, non possiamo semplicemente contare sugli altri: dobbiamo tutti fare la nostra parte”.

Cambiamenti climatici: le conseguenze

Il discorso di Mario Draghi riassume in qualche minuto sia lo scarso impatto delle azioni intraprese tra i firmatari degli Accordi di Parigi, sia le conseguenze che potrebbero scaturire se dovessimo continuare su questa strada. Di fatti, oltre che agli effetti di carattere prevalentemente climatico, bisognerà preoccuparsi delle ricadute in termini socioeconomici e dell’impatto che tali ricadute avranno sulle nostre vite, se non verrà a configurarsi quel “cambio di rotta” che il Premier italiano aveva auspicato in un incontro tenutosi il 22 aprile scorso.

Le ricadute socioeconomiche risultano chiare per i paesi in via di sviluppo che già sono carenti da un punto di vista idrico, gli effetti derivanti da periodi di siccità e/o desertificazioni sarebbero devastanti per quei luoghi che affrontano ogni giorno i problemi legati a questi temi: carenza alimentare ed aumento dei decessi dovuti a un aumento delle temperature solo per citarne alcune.

Ma anche il mondo “sviluppato” subirà effetti catastrofici se la risposta non sarà globale e coordinata. Per quanto riguarda latitudini a noi prossime, il sito ufficiale dell’Unione Europea riporta alcuni scenari a cui bisognerà porre attenzione:

  • In Europa centro-meridionale si registrano ondate di calore, incendi forestali e siccità sempre più frequenti.
  • Il Mediterraneo si sta trasformando in una regione arida, il che lo renderà ancora più vulnerabile di fronte a incendi e siccità.
  • Lo scioglimento dei ghiacci porta a un aumento delle alluvioni e genera fenomeni di erosione costiera.
  • Nelle zone urbane e nelle metropoli si registrano aumenti di temperatura mai visti fino a ora.
  • I costi di ricostruzione derivanti dai danni alle infrastrutture aumentano vertiginosamente costringendo gli Stati a un esborso di risorse monetarie.

La crisi risulta globale e, di conseguenza, colpisce tutta la popolazione. Con il discorso di oggi Mario Draghi ha chiaramente richiamato i leader mondiali a rimboccarsi le maniche e a non tergiversare su uno dei dossier fondamentali su cui i Paesi di tutto il mondo dovranno confrontarsi.

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