Consiglio europeo, cos’è e cosa fa: funzioni e organizzazione

Il Consiglio europeo è tra gli organi più importanti dell’Ue. In questo articolo spiegheremo quali sono i suoi compiti, chi ne fa parte e come definisce l’orientamento politico dell’Europa.

Il Consiglio europeo è - insieme al Parlamento - il principale organo decisionale dell’Unione europea. Infatti serve a definire le priorità e l’orientamento politico per indirizzare i Paesi membri. Tutti i problemi inerenti il processo di integrazione passano per il Consiglio europeo, del quale fanno parte le più alte cariche degli Stati membri: i capi di Stato o di Governo.

Il Consiglio europeo è entrato in vigore il 1° dicembre del 2009, dopo la conclusione del Trattato di Lisbona, e ha sede nel quartiere europeo di Bruxelles, insieme alle altre istituzioni.

Attenzione a non confondere il Consiglio europeo con il Consiglio d’Europa (che non è un’istituzione europea) e con il Consiglio dell’Unione europea che, nonostante le assonanze, hanno funzioni completamente diverse.

Cos’è e cosa fa il Consiglio europeo

Il Consiglio europeo, insieme al Parlamento e alla Commissione Ue, è uno degli organi centrali e di maggiore importanza dell’Unione europea. Come si è anticipato, il suo ruolo si concentra nella definizione di un piano condiviso tra gli Stati membri di priorità da perseguire. Le decisione prese dal Consiglio europeo influenzano l’orientamento politico dell’Europa intera, cosa che rende gli incontri in questa sede particolarmente importanti.

I membri del Consiglio europeo si riuniscono per discutere, modificare, adottare la legislazione e coordinare le politiche dell’Ue. Nello svolgimento delle funzioni, i membri possono anche essere supportati dalla collaborazione dei rispettivi governi e perseguire le azioni concordate.

L’orientamento da seguire viene determinato attraverso la stesura dell’agenda politica da seguire, soprattutto in materia di Pec (la Politica comune estera e di sicurezza).

Altra funzione di rilievo è quella di eleggere/proporre diverse cariche quali:

  • il Presidente del Consiglio europeo;
  • il Presidente della Commissione europea;
  • l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza;
  • il collegio dei Commissari ed il comitato esecutivo della Banca centrale europea (BCE).

Ma soprattutto, il Consiglio europeo gestisce le questioni più complesse e delicate che non possono essere risolte a livelli inferiori di cooperazione intergovernativa.

Composizione: chi ne fa parte?

Il Consiglio europeo è composto dai capi di Stato o dai capi di Governo di ogni Paese membro dell’Ue e dal Presidente del Consiglio europeo (con mandato di 2 anni e mezzo, non rinnovabile) che ne presiede le sedute. Alle sessioni del Consiglio partecipa anche il Presidente della Commissione europea ma senza diritto di voto.
Ogni Stato membro, in base alle disposizioni interne, sceglie chi deve essere il proprio rappresentante tra il Presidente del Governo ed il Capo di Stato. Per quanto riguarda la rappresentanza dell’Italia, al Consiglio europeo prende parte il Presidente del Consiglio dei Ministri (in Francia, per esempio, il Presidente della Repubblica).

Come lavora il Consiglio europeo

Generalmente il Consiglio europeo si riunisce quattro volte l’anno, salvo la possibilità per il Presidente di convocare riunioni straordinarie quando si presentano situazioni, avvenimenti o crisi non procrastinabili.

Quando l’ordine del giorno lo richiede, i membri del Consiglio europeo possono farsi coadiuvare da un ministro interno, che partecipa alle sedute senza però avere diritto di voto.

L’articolo 15 del Trattato sull’Unione europea disciplina le modalità di voto del Consiglio europeo: la prassi generale è l’adozione delle decisioni per consensus, salvo diversa disposizioni per casi specifici. Per esempio, è necessaria la delibera all’unanimità quando il Consiglio si riunisce per deliberare su una grave violazione da parte di un Paese membro, mentre occorre la maggioranza qualificata per eleggere il suo Presidente e per scegliere il candidato da proporre alla Commissione europea. Il regolamento interno, invece, viene adottato a maggioranza semplice dei componenti.

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