Cosa decide il Governo il 5 gennaio: o Super Green pass al lavoro o obbligo vaccino per tutti

Chiara Esposito

2 Gennaio 2022 - 21:00

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Due opzioni sul tavolo ed un fronte politico in fermento; studiamo nel dettaglio i possibili esiti del confronto fra le parti.

Cosa decide il Governo il 5 gennaio: o Super Green pass al lavoro o obbligo vaccino per tutti

Si dibatte in vista degli esiti del Consiglio dei Ministri del 5 gennaio. In questa fatidica data si andrà a definire in maniera univoca, tramite approvazione di una nuova manovra, il futuro dei lavoratori italiani ancora restii a dotarsi di Super Green pass.

Repubblica parla addirittura di un possibile obbligo vaccinale esteso a tutti gli Under 18, ma la prospettiva, pur non troppo remota, vedrebbe un ristretto numero di consensi a fronte di tante incertezze fattuali.

La stretta più probabile che il governo Draghi disporrà a partire dai prossimi giorni andrà comunque ad impattare sensibilmente sulla realtà professionale dei circa 6 milioni di italiani devono ancora ricevere la prima dose (un calcolo stimato dalle autorità escludendo ovviamente la popolazione vaccinabile tra i 5 e gli 11 anni).

Dopo l’approccio diplomatico ma incisivo che lo stesso Mattarella aveva adottato nel suo discorso di fine anno, si andrebbe ora a delineare un vero posizionamento dell’esecutivo che fino a questo momento si era sempre tenuto cauto rispetto a mosse di questa portata.

Gli esiti attesi

La norma ha tutte le carte in regola per passare. I presupposti per l’approvazione dovrebbero esserci visto che a favore troviamo il Pd e le frange di Forza Italia, ambiente in cui a sbilanciarsi è stato proprio il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta:

«È il momento del Super Green pass sul lavoro ed è una scelta in coerenza con quanto decidemmo a ottobre con il Green pass, una storia di successo che ha permesso di contemperare aperture e sicurezza, garantendoci un vantaggio sul resto d’Europa».

D’altro canto ricordiamo però anche il passo indietro di Lega e M5s nell’ultimo Consiglio dei ministri del 2021. I tempi tuttavia sembrano già più maturi alla luce dell’esponenziale aumento dei contagi che ora monta il pressing sul governo. Qualcosa dovrebbe sbloccarsi.

Quali problemi creerebbe l’obbligo vaccinale?

Tutto questo però in vista della sola estensione del Super Green pass, in pochi si sbilanciano addirittura per l’obbligo per tutti gli over 18.

Si dicono a favore solo il Partito democratico, il ministro della Salute Roberto Speranza e la Cgil, ultimamente già distaccatasi dagli altri sindacati in occasioni come quella dell’ultimo sciopero generale in cui il tema pandemico figurava come prima causa di dissenso con l’iniziativa.

Il problema principale però è che questa strada non sembra troppo praticabile. I nodi da sciogliere si registrano infatti in parte a livello giuridico ma anche e soprattuto a livello di consenso.

D’altra parte invece la mossa del Super pass sarebbe un ennesimo step di transizione (quasi indolore) visto che anche solo per bere un caffè al banco i bar richiedono questa tipologia di documento.

Quali cambiamenti dobbiamo aspettarci a questo punto?

Se tutto procederà quindi verso la manovra dell’estensione del Super Green pass al lavoro potranno recarsi solo i vaccinati o i guariti dal Covid-19.

La platea di questo provvedimento riguarderà un terzo della popolazione italiana: circa 23 milioni di persone su 60. Il dato qui riportato però non tiene conto delle categorie di lavoratori che sono già sottoposte per legge all’obbligo vaccinale e neanche di tutte le persone che non risentiranno minimamente della legge poiché già si sono adeguate alle disposizioni governative al tempo del decreto Green Pass sul lavoro. La sola differenza reale verra riscontrata da chi presentava tamponi rapidi o molecolari poiché sarà privato di questa possibilità.

Al momento inoltre resta da capire se verrà varato uno scaglionamento per categorie soggettive. Prima tutti i lavoratori della PA, prima tutti i privati o tutti insieme? Per decidere dovranno essere consultate le parti sociali quali sindacati e imprese.

Sappiamo però che a decisioni prese chi rifiuta di vaccinarsi, come già avvenuto con sanitari (medici e infermieri), personale scolastico e forze dell’ordine (comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico), verrà sospeso e non riceverà la stipendio.

Al netto di queste considerazioni diciamo perciò che l’attesa non sarà lunga e per il momento il quadro è anche abbastanza completo.

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