Coronavirus, gli scienziati avvertono: c’è un allarme molto più grande là fuori

Altro che pandemia di Covid-19: la più grande minaccia per la salute umana è la resistenza agli antibiotici, avvertono gli scienziati. Entro il 2050 i superbatteri potrebbero causare 350 milioni di morti.

Coronavirus, gli scienziati avvertono: c'è un allarme molto più grande là fuori

Se pensavate che la pandemia di Covid-19 fosse il pericolo più grande per la salute umana, gli scienziati avvertono che c’è qualcosa là fuori che pone rischi di gran lunga maggiori e che minaccia di riportare la medicina moderna al Medioevo.

Ciò di cui dobbiamo avere paura è la crescente resistenza antimicrobica, un fenomeno che l’OMS ha definito come “una delle sfide più urgenti del nostro tempo”. Molte delle cure mediche avanzate, dalla chemio al trapianto di organi, fino ai dispositivi protesici, dipendono dalla capacità di prevenire e trattare le infezioni, e se diventassero impossibili sarebbe uno shock di proporzioni epiche.

Superbatteri più pericolosi del coronavirus

L’avvertimento arriva dal dott. Paul De Barro, direttore della ricerca sulla biosicurezza del CSIRO, agenzia scientifica nazionale australiana.

“Non credo di esagerare se dico che la resistenza agli antibiotici è la più grande minaccia per la salute umana, nessuno escluso. Il Covid non è neanche lontanamente vicino al potenziale impatto dei superbatteri. Torneremo all’età oscura della sanità”.

Conclusioni a cui Barro è giunto dopo uno studio di tre anni sui batteri resistenti ai farmaci nelle Fiji. Se la resistenza antimicrobica è un pericolo emergente per tutto il mondo, nella zona del Pacifico il rischio è più acuto: qui i batteri resistenti ai farmaci potrebbero danneggiare i già fragili sistemi sanitari oltre il punto di rottura. Inoltre le Fiji, nonostante una popolazione inferiore al milione di persone, hanno uno dei più alti tassi di infezioni batteriche al mondo. Il paese registra alti livelli di tubercolosi, e il mese scorso il governo delle Fiji ha annunciato che 10 persone erano morte di leptospirosi, infezione batterica che colpisce sia le persone che gli animali, e che migliaia sono state infettate.

Perché dobbiamo allarmarci

“Gli antibiotici svolgono un ruolo in ogni parte del nostro sistema sanitario: senza di essi, potremmo morire per cose banali come un graffio. Allo stesso tempo potrebbero ucciderci il parto, il trattamento del cancro, gli interventi chirurgici, il diabete…”, spiega il dott. Barro. Se gli antibiotici non funzioneranno più, ci ritroveremo in una situazione simile a quella che abbiamo visto con l’emergenza coronavirus, con terapie intensive piene e corsa alla ricerca di farmaci efficaci. In quel caso, poi, il distanziamento sociale non potrebbe aiutare: i batteri si trovano nel cibo, nell’aria, nell’acqua, su tutte le superfici...

Gli esperti sottolineano che la questione non può più essere ignorata, o ci saranno molti più malati e meno medicine giuste per curarli.

Ad oggi si stima che la resistenza agli antibiotici causi almeno 700.000 morti l’anno, ma secondo le previsioni dell’OMS entro il 2050 i decessi saranno 350 milioni, con un costo economico che raggiungerà 1,35 trilioni di dollari nei prossimi 10 anni solo nel Pacifico occidentale.

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