Coronavirus, proroga stato di emergenza: i virologi contro Conte, ma non tutti

Tre esponenti della comunità scientifica mostrano la loro contrarietà a un’eventuale proroga dello stato d’emergenza annunciata dal Premier Conte. Locatelli, invece, la condivide.

Coronavirus, proroga stato di emergenza: i virologi contro Conte, ma non tutti

La proroga dello stato d’emergenza annunciata da Conte ha creato non poche critiche da parte di giornali, politici ed esponenti illustri di vari settori, ma anche da una buona parte della comunità scientifica. Urge premettere che il Premier ha accennato a una proroga fino al 31 dicembre 2020, poi, molte voci di corridoio hanno indicato come data il 31 ottobre, ma in realtà nessuna decisione ufficiale è stata presa nel merito.

Il ministro della salute Roberto Speranza, in data odierna 14 luglio, nell’aula del Senato ha comunicato che un nuovo Dpcm prorogherà le misure anti covid al 31 luglio 2020, ma sullo stato d’emergenza nulla di ufficiale è emerso.

Tre virologi contro lo stato d’emergenza

Non potevano mancare all’appello le considerazioni dei virologi e della comunità scientifica, grandi protagonisti (a volte troppo mediatici) delle varie fasi di emergenza coronavirus. A proposito dell’annuncio da parte di Giuseppe Conte in cui ha lasciato intendere che lo stato d’emergenza potrebbe essere esteso al 31 dicembre, il primario dell’ospedale San Raffaele di Milano Alberto Zangrillo ha reagito in modo duro “Crea panico e morte sociale”. Si dice favorevole al distanziamento tra le persone e invita alla prudenza, ma allo stesso tempo non condivide per niente la proroga.

L’affermazione non stupisce, d’altronde, Zangrillo è da molte settimane che sostiene come l’emergenza coronavirus sia finita in Italia e sappiamo anche delle critiche ricevute di molti colleghi che considerano il suo messaggio fuorviante e irresponsabile, o nella migliori dell’ipotesi, troppo ottimista. Zangrillo raccomanda il distanziamento tra le persone e la prudenza, ma non condivide la proroga dello stato d’emergenza.

Opinione simile è stata espressa dal virologo Bassetti che non si spiega un’eventuale decisione da parte del governo italiano diretta a prorogare lo stato d’emergenza. Il direttore della clinica di Malattie infettive del policlinico San Martino di Genova ha detto che prorogare lo stato d’emergenza farebbe fare brutta figura all’Italia, quanto meno manderebbe un messaggio errato al resto del mondo.

L’infettivologo Bassetti ha anche affermato “chi ha operato sul campo è concorde sul fatto che non siamo più in emergenza. Se dire che siamo in emergenza, vuol dire sostenere che siamo in emergenza ospedaliera, dico che non ci siamo. L’emergenza ha riguardato prioritariamente gli ospedali e oggi non esiste più”.

Non le manda a dire il virologo dell’Università Vita - Salute San Raffaele, Massimo Clementi che auspica un ritorno alla vita normale e che sostiene come una proroga dello stato d’emergenza fino a fine anno, sia un’incredibile forzatura che è in linea con i toni terrificanti che la TV e la stampa usano per descrivere lo stato attuale dell’epidemia.

Decisamente più in linea con la posizione di Conte, il presidente del consiglio superiore della sanità Franco Locatelli che abbiamo visto tante volte durante i bollettini della protezione civile sui dati del coronavirus in Italia.

Secondo Locatelli non siamo fuori dal problema COVID-19 e lo dimostrerebbero i vari focolai che si verificano in Italia in alcune aree. Tra l’altro, l’arrivo della stagione autunnale potrebbe portare anche una risalita dei contagi, e farsi trovare pronti, già in stato d’emergenza, significherebbe poter intervenire con relativa facilità.

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