Coronavirus, previsione e dati allarmanti al 15 novembre 2020: cosa dice lo studio

La previsione sui casi positivi COVID-19, ricoverati in terapia intensiva e non, e decessi che fa tremare l’Italia e il sistema sanitario. I dati dello studio relativo.

Coronavirus, previsione e dati allarmanti al 15 novembre 2020: cosa dice lo studio

Intervenuto a Sky Tg24 sull’argomento COVID-19, il professore ordinario dell’analisi dei dati dell’Università di Pavia, Giuseppe De Nicolao, ha partecipato a uno studio basato sui calcoli che riguardano la previsione al 15 novembre 2020, di quali sarà il totale dei ricoveri e il totale di terapie intensive in Italia per pazienti positivi al coronavirus. La proiezione dei dati è molto allarmante.

Previsione allarmante COVID-19 su ricoveri e terapie intensive

Lo studio è partito con l’intento di capire se la previsione di decessi da coronavirus, alquanto allarmante, lanciata dal fisico Giorgio Parisi, trovasse una conferma, che purtroppo è stata trovata, con la Lombardia che presenta una delle situazioni più critiche a livello regionale.

Il professore De Nicolao parla di un raddoppio di ricoveri totali in Italia in circa 10 giorni, precisando che nel caso della Lombardia, il raddoppio avviene in sei giorni. In ogni caso, si tratta di una crescita esponenziale molto pericolosa. Ovviamente, la previsione al 15 novembre si basa sull’andamento che si sta verificando in questi giorni.

Il grafico fornito dall’Università di Pavia, Politecnico di Milano e Policlinico S. Matteo Pavia, evidenzia quattro curve che rappresentano il totale dei positivi al coronavirus, dei ricoveri, delle terapie intensive e dei decessi. I dati sono molto diversi, il che dà il senso delle proporzioni che ci sono tra i numeri delle quattro curve, ma è altrettanto vero che l’ascesa è parallela.

I dati

La previsione COVID-19, indica al 15 novembre 2020, un totale di 900.000 positivi, con un numero totale di ricoveri maggiore di 50.000, un numero di terapie intensive maggiore di 5.000 e oltre 500 decessi al giorno.

La proiezione dati incute grande preoccupazione, basti pensare che in Italia, dall’inizio della pandemia COVID-19, il picco di pazienti ricoverati in terapia intensiva è stato raggiunto il 3 aprile 2020 con 4.068, oggi 24 ottobre si è a quota 1.128.

Se la previsione dovesse realizzarsi, il sistema sanitario andrebbe in forte stress, in quanto, nonostante l’aumento dei posti letto di circa 1.500 unità, il totale è di 6.628. Il governo ha previsto che si arriverà in poco tempo a 8.732, molto dipenderà anche da come si muoveranno le singole Regioni.

In ogni caso, il quadro presentato dallo studio è molto allarmante a prescindere dalla capacità delle strutture sanitarie, il professore De Nicolao auspica un intervento del governo che preveda misure ancora più restrittive, per evitare che si avveri la previsione.

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