Coronavirus, OMS rivela quanti sono davvero gli infetti in Italia

Leonardo Pasquali

08/05/2020

18/06/2021 - 11:02

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L’Italia ha avviato la Fase 2 dell’emergenza coronavirus ma rimangono dubbi su quanti siano realmente gli infetti nel nostro Paese. L’OMS si sbilancia e prova a fornire una risposta.

Coronavirus, quanti sono davvero gli infetti in Italia? L’OMS ha cercato di rispondere al quesito, visto che i casi reali sembrerebbero superare di gran lunga i dati ufficiali.

Non essendo possibile effettuare tamponi a tutta la popolazione è difficile ottenere un numero reale dei contagi attuali nel nostro Paese, mentre i test sierologici potrebbero aiutare in questo senso.

Al momento i numeri parlano di 215.858 casi totali e 29.958 decessi, ma per gli esperti si tratterebbe solamente della punta dell’iceberg. Per fornire chiarimenti in merito ha parlato il direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità, Ranieri Guerra.

OMS: in Italia più di 3 milioni di infetti

Lo scorso 4 maggio in Italia è iniziata la seconda fase della gestione dell’epidemia di coronavirus. Il nostro Paese è al terzo posto nel mondo sia per infetti che per vittime della COVID-19 ma i numeri reali secondo gli esperti sarebbero molto diversi da quelli forniti dalle istituzioni. I dubbi rimarranno ancora per molto visto che difficilmente si potrà effettuare uno screening completo della popolazione e molti casi resteranno sommersi.

A intervenire sulla questione ai microfoni de Il Messaggero Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità. Ecco cos’ha detto:

“Stando ai dati della Cina siamo nel giro di qualche milione. Anche più di 3 milioni. Abbiamo regioni, molto popolose, che hanno avuto un attacco intenso del virus. Ma i valori saranno ovviamente molto differenti da regione a regione”.

I test sierologici saranno utili?

Tra gli strumenti che verranno utilizzati in questa fase dell’emergenza anche i test sierologici. Questi permetteranno di capire in che misura il virus sia circolato tra la popolazione e permetterà forse di arrivare a un dato più realistico sui contagi.

Lo scopo dell’esame sugli anticorpi contro il coronavirus sarà quindi innanzitutto di ottenere più informazioni a livello epidemiologico.

Tanti invece gli interrogativi sull’immunità, che per gli altri coronavirus ha una durata di circa 1 o 2 anni. Come sottolineato da Guerra, però, il SARS-COV-2 è ancora tutto da scoprire e in questo senso non ci sono certezze. Gli studiosi intanto si concentrano sui casi di recidiva, visti i tanti episodi di nuove infezioni registrate dopo la negatività del tampone.

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