Contributi a fondo perduto professionisti: ultime notizie

Carmine Orlando

10 Giugno 2020 - 17:43

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I liberi professionisti iscritti agli Ordini, come avvocati, ingegneri, commercialisti etc., sono stati esclusi dai contributi a fondo perduto, ma il Ministro Patuanelli ha annunciato che la condizione potrebbe cambiare.

Contributi a fondo perduto professionisti: ultime notizie

I professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria sono tra le categorie escluse dal decreto Rilancio pubblicato in GU il 19 maggio 2020, per quanto concerne i contributi a fondo perduto. Non ne hanno diritto nemmeno i soggetti che hanno chiuso la loro attività entro la data di presentazione alla domanda per accedere al contributo, così come gli enti pubblici stabiliti dall’articolo 74 del Testo unico delle imposte sui redditi.

Sono esclusi anche gli intermediari finanziari e le società di partecipazione come da art.62 - bis del TUIR: i contribuenti che hanno percepito il bonus COVID-19 previsto dal decreto Cura Italia per professionisti e lavoratori co.co.co.; i lavoratori dello spettacolo e quelli dipendenti che hanno già ottenuto il sussidio previsto.

Esclusione non definitiva dai contributi a fondo perduto

I liberi professionisti iscritti alla gestione separata INPS o quelli iscritti alle casse di previdenza private hanno già protestato per la loro esclusione dal ricevimento dei contributi a fondo perduto previsti dal decreto Rilancio per dare sostegno ai soggetti danneggiati dall’emergenza coronavirus.

A sostenere la causa di suddetti professionisti tra i quali ci sono gli avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri, notai e altri, sono arrivati 217 emendamenti per il Parlamento. Il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha dichiarato che in fase di approvazione, la destinazione dei contributi a fondo perduto verrà rivista e migliorata. Ciò detto, non significa automaticamente che i professionisti iscritti alle casse di previdenza private potranno rientrare nella platea di coloro che ne hanno diritto, tuttavia la speranza esiste ancora. Qualcuno nutre dubbi sull’incostituzionalità della normativa vigente, insomma, ci sono margini per cambiare le cose.

A chi spettano i contributi a fondo perduto?

Come stabilito dal comma primo dell’art.25 del decreto Rilancio, i soggetti beneficiari dei contributi a fondo perduto sono esercenti attività d’impresa, lavoro autonomo e di reddito agrario con Partita Iva attiva. Sono inclusi anche gli enti non commerciali, compresi quello del terzo settore e religiosi civilmente costituiti.

Tutte queste categorie devono essere in possesso di determinati requisiti:

I ricavi o guadagni del 2019 non devono superare i 5 milioni di euro. Il reddito di aprile 2020 deve aver subito una riduzione di almeno il 33% rispetto al fatturato dello stesso mese del 2019. L’attività deve aver avuto inizio dal 1° gennaio 2019. Necessario il domicilio fiscale o in alternativa la sede operativa nei Comuni cui lo stato di emergenza per eventi calamitosi era in vigore quando è stato dichiarato lo stato di emergenza sanitaria (31 gennaio 2020).

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