Conte ci ha preso gusto: “Non vedo un futuro senza politica”. Sarà la guida del PD?

Intervistato da La Repubblica, il premier Giuseppe Conte ha fatto intendere come al termine di questa legislatura vorrebbe proseguire nell’attività politica. Sarà il candidato del PD come ipotizzato da Nicola Zingaretti?

Conte ci ha preso gusto: “Non vedo un futuro senza politica”. Sarà la guida del PD?

In un modo o nell’altro l’intenzione di Giuseppe Conte è quella di continuare la sua avventura politica, visto il suo “intenso coinvolgimento” negli ultimi mesi dove ha guidato prima il governo gialloverde e ora quello giallorosso.

Intervistato da La Repubblica, il premier ha sottolineato di non sentirsi un “novello Cincinnato” ma di come “la politica non è solo fondare un partito o fare il leader o fare competizioni elettorali”.

Al termine di questa legislatura, se non addirittura durante, Conte non darà vita a un suo partito anche se si susseguono le voci della creazione di un gruppo parlamentare, a lui fedele, guidato dal suo ex ministro Lorenzo Fioramonti insieme ad altri fuoriusciti 5 Stelle.

Il Presidente del Consiglio da tempo è al centro delle lusinghe di Nicola Zingaretti, con il segretario del Partito Democratico che starebbe pensando a lui come candidato del centrosinistra, magari per l’occasione allargato anche al Movimento 5 Stelle, da opporre al centrodestra di Matteo Salvini.

Futuro in politica per Conte

Nonostante quando si presentò come “l’avvocato del Popolo” aveva fatto intendere di essere solo in prestito alla politica, adesso Giuseppe Conte invece ci ha preso gusto magari complici anche i sondaggi sugli indici di gradimento a lui particolarmente favorevoli.

Ci sono mille modi per partecipare alla vita politica e dare un contributo al proprio paese - ha detto il premier a La Repubblica - qualsiasi contributo mi troverò a dare sarà comunque in linea con la mia inclinazione che sabato ho esplicitato: sono un costruttore, non sono divisivo”.

Il sentore è che con il nuovo anno ci potranno essere grandi novità. Tutti a parole blindano il governo giallorosso ma, al tempo stesso, anche i partiti della maggioranza stanno iniziando a fare i loro calcoli se ci dovessero essere delle elezioni anticipate.

Le dimissioni di Lorenzo Fioramonti hanno aperto una crepa tra l’ex ministro e i 5 Stelle, anche per la questione delle rendicontazioni, con il professore che viene dato pronto a creare un nuovo gruppo parlamentare che rimarrebbe sempre fedele al governo.

Una costola del Movimento potrebbe di conseguenza staccarsi per dare vita a un partito di stampo ecologista, ben posizionato all’interno del centrosinistra e che avrebbe lo scopo di intercettare i voti dei giovani e degli ambientalisti.

In caso di elezioni, a guidare questa coalizione capitanata dal Partito Democratico ci potrebbe essere proprio Giuseppe Conte, unica figura capace di contrastare Matteo Salvini anche dal punto di vista della popolarità.

Resta da capire come prenderebbe Luigi Di Maio una mossa del genere, con il Movimento 5 Stelle che appare essere sempre più una pentola a pressione sul punto di esplodere con le varie correnti pronte poi a riposizionarsi.

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