La debolezza del dollaro americano - accentuata ancora di più dalla decisione di ieri della Fed che ha optato ancora per tassi fermi ai minimi storici (tra 0-0,25%) - sta facilitando l’ascesa non solo delle valute con un differenziale dei tassi elevato rispetto al biglietto verde (come l’AUD) ma anche dei metalli preziosi (oro e argento), che rappresentano la soluzione preferita dagli investitori come rifugio dai problemi delle valute delle economie più mature (dollaro, ma anche euro e yen). L’argento è inserito all’interno di un fortissimo trend rialzista di lungo periodo. I prezzi sono saliti quasi del 180% negli ultimi 12 mesi, sfiorando quota 50$ lo scorso 25 aprile (top a 49,77$). Da questi livelli è partita una forte correzione fino a 44,6$. Ieri, i prezzi hanno sfondato la resistenza di breve di 46,2$, estremo alto di un rettangolo che ha ingabbiato le quotazioni per un paio di giorni. I prezzi hanno raggiunto 48,73$ ma con l’inizio della sessione asiatica è partito un nuovo trading range con minimo a 47,74$. In caso di breakout rialzista di questo rettangolo, è probabile un’ascesa molto veloce verso 49,8$ prima e 50$ poi. Se, invece, si dovesse andare sotto 47,7$ il target è 46$ prima e 44,5$ poi.
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