Come risparmiare sui mutui della casa nel 2015: gli scenari possibili in Italia

Simone Casavecchia

5 Dicembre 2014 - 10:27

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Dopo le ultime decisioni della BCE si profilano nuovi scenari per i mutui in Italia nel 2015: gli istututi di credito potrebbero, infatti, decidere di aumentare i volumi di credito. Ecco perché.

Gli operatori finanziari considerano il 2015 come un anno in cui i mutui in Italia ritroveranno vigore e riprenderanno a crescere. Tutte le principali banche vedono, infatti, nel prossimo futuro un incremento dei budget per le nuove erogazioni destinati ai mutui da valori minimi compresi tra il 10 e il 15% fino a un massimo del 35% - 40%. Il cambiamento di tendenza che le banche italiane potrebbero, presumibilmente mettere in atto, è strettamente correlato alla decisione di continuare a tagliare gli spread.

Cosa è avvenuto nel 2014
Come già è avvenuto nel corso di tutto il 2014, anche per il prossimo anno si prevede una diminuizione degli spread soprattutto sui mutui a tasso variabile. Lo scorso anno si era registrata una diminuzione del 25% per un mutuo tipico a 20 anni di 140.000 euro, con una variazione relativa dei migliori spread offerti (sempre su mutui a tasso variabile) a valori oscillanti tra 1,90% e 2,40%.
Lo spread nel caso dei mutui è la percentuale che ogni banca stabilisce automamente e aggiunge all’euribor, al fine di determinare il tasso finale di interesse sul mutuo variabile o all’Eurirs, per determinare il tasso fisso finale. Gli spread che la banca applica possono variare in base a differenti fattori, quali il valore dell’immobile e all’importo del mutuo erogato; più questi due valori sono elevati, più cresce lo spread, dal momento che viene considerato più elevato il rischio corso dall’istituto finanziatore.

Variazione dello spread e fattore di surroga
Nell’ultima parte del 2014 è diventato sempre più frequente l’esercizio di un’opzione, la surroga, che in teoria tutti i mutuatari dovrebbero avere la possibilità di esercitare. Si tratta, in concreto, della possibilità di spostare il proprio mutuo in un’altra banca che è disposta ad offrire condizioni migliori di quelle in cui il mutuo è stato acceso. L’esercizio dell’opzione di surroga dovrebbe essere generalmente preceduto da una proposta di rinegoziazione del contratto che il mutuatario dovrebbe avanzare al proprio istituto di credito al quale spetta la decisione di accettare o no la proposta di rinegoziazione. In caso di rifiuto il mutuatario può decidere di esercitare l’opzione chiedendo di surrogare il contratto presso un altro istituto di credito.
Tale pratica ha segnato un costante aumento negli ultimi mesi del 2014 ed è data in costante aumento dagli operatori finanziari, anche per il 2015. La riduzione degli spread sui mutui è, quindi, legata a un ordine di ragioni strettamente concorrenziale: dal momento che sono sempre di più i clienti che esercitano l’opzione di surroga una maggiore riduzione degli spread potrebbe favorire sia l’acquisizione di nuovi clienti provenienti da altre banche che hanno deciso di mantenere i loro tassi d’interesse invariati, sia l’acquisizione di nuovi clienti che decidono di richiedere un mutuo a tassi d’interesse più vantaggiosi; questo ultimo aspetto comporterebbe anche un aumento dei volumi erogati.
Che la surroga sia lo strumento principale utilizzato, almeno nel 2014, nel settore dei mutui lo dimostra anche un confronto con il settore delle compravendite immobiliari, ancora in chiara depressione. Mentre nei tra i primi 9 mesi del 2013 e lo stesso periodo del 2014 è stato registrato un aumento del 2,2% nelle compravendite immobiliari, il numero dei mutui è cresciuto circa del doppio. Ciò implica senza dubbio che sono propio i miglioramenti delle condizioni contrattuali di mutui già accesi ad essere il prodotto più appetibile al momento sul mercato dei mutui.

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