Con l’arrivo di Trump alla Casa Bianca, i mercati azionari hanno reagito con forte entusiasmo, mentre quelli obbligazionari hanno registrato un forte aumento dei rendimenti, a causa della paura di una nuova ondata di inflazione.
Adesso, con la minaccia dei dazi, le cose potrebbero cambiare? È una domanda alla quale è difficile rispondere, perché il crollo inizialmente generato dai mercati dopo l’annuncio di Trump di imporre nuove tariffe a Messico, Canada e Cina sembra essersi attenuato dopo che la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha condiviso un tweet rassicurante in seguito all’incontro con Trump.
Sarà la quiete prima della tempesta? Non è chiaro. Ciò che è certo è che il premio al rischio sul mercato azionario si sta lentamente contraendo, mentre i rendimenti dei titoli investment-grade restano alti e quelli high-yield continuano a mostrare uno spread ridotto e un basso rischio di default.
La reazione dei mercati ai dazi di Trump
Il 3 febbraio 2025 è stata una giornata di forte volatilità per i mercati finanziari. L’S&P 500 ha chiuso in calo dello 0,6%, mentre il Nasdaq ha perso quasi l’1%. Il Dow Jones, invece, ha recuperato circa 500 punti dopo un’apertura negativa, chiudendo con una flessione dello 0,27%. La giornata era iniziata con forti preoccupazioni legate all’annuncio dell’amministrazione Trump di introdurre tariffe del 25% su tutte le importazioni dal Messico e dal Canada, e del 10% su quelle provenienti dalla Cina.
Tuttavia, nel corso della giornata, un tweet della presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha attenuato il pessimismo. Sheinbaum ha dichiarato di aver avuto una buona conversazione con Trump, raggiungendo un accordo per sospendere l’imposizione dei dazi per un mese. Come parte dell’intesa, il Messico si è impegnato a rafforzare i controlli al confine, schierando 10.000 membri della Guardia Nazionale per limitare il traffico di droga.
Gli Stati Uniti, da parte loro, hanno promesso di intensificare gli sforzi per impedire il traffico di armi verso il Messico. Trump ha successivamente elogiato l’impegno del Messico nel contrastare l’immigrazione clandestina e il traffico di fentanil, rafforzando la percezione di una distensione nei rapporti tra i due Paesi.
Come investire?
Nonostante il brusco calo iniziale, il mercato azionario rimane vicino ai massimi, e la correzione non è stata così pronunciata come ci si sarebbe potuti aspettare. L’apparente resilienza dimostrata dagli investitori sembra riflettere una certa fiducia nella capacità di gestire i rischi legati ai dazi, soprattutto dopo le rassicurazioni fornite dagli scambi tra Sheinbaum e Trump.
Questo fenomeno è stato evidenziato anche dalla riduzione del premio al rischio. Un indicatore utile per valutare tale aspetto è il CAPE (Cyclically Adjusted Price-to-Earnings ratio) dell’S&P 500, che attualmente si trova su livelli storicamente elevati, pari a 32, ben al di sopra della media storica di 16-18.
Questo potrebbe suggerire una sopravvalutazione del mercato azionario rispetto ai fondamentali economici, rendendo le obbligazioni un’opzione sempre più interessante considerando il costo opportunità.
L’attrattiva del mercato obbligazionario
In un contesto di incertezza come quello attuale, molti investitori stanno volgendo lo sguardo verso il mercato obbligazionario alla ricerca di maggiore sicurezza. I Treasury statunitensi e le obbligazioni corporate di alta qualità offrono rendimenti compresi tra il 4,5% e il 6%, rappresentando un’alternativa apprezzata rispetto agli asset più rischiosi.
Un evidenza che fa riflettere, considerando che per ogni maggior rendimento, sui mercati tipicamente c’è anche un parallelo aumento del rischio. Un indizio in questo senso ci viene fornito proprio dai TIPS (Treasury Inflation-Protected Securities), i quali segnalano aspettative di inflazione al 2,80%, il livello più alto degli ultimi cinque anni, rispetto a una media dell’2% registrata tra il 2015 e il 2023.
Questo dato riflette le crescenti preoccupazioni legate alle tariffe, all’immigrazione e ai possibili tagli alla spesa federale. L’incremento delle aspettative di inflazione suggerisce che gli investitori stanno iniziando a prezzare un rischio maggiore legato alle politiche fiscali della nuova amministrazione, il che potrebbe comportare una politica monetaria più restrittiva.
L’anomalia dei corporate bond
Se da un lato il mercato azionario mostra una riduzione del premio al rischio e il mercato obbligazionario governativo si fa sempre più interessante, il segmento delle obbligazioni corporate presenta una situazione più complessa. Gli spread delle obbligazioni corporate hanno raggiunto minimi storici, con un differenziale veramente risicato, raggiunto solo in passato in momenti di pre-crisi.
Questo implica che il rischio percepito dagli investitori nei confronti delle obbligazioni societarie è molto basso, forse troppo. Il tasso di default per le obbligazioni high-yield è attualmente del 3,2%, vicino ai minimi storici, ma potrebbe aumentare rapidamente se il ciclo economico dovesse peggiorare.
Storicamente, nei momenti di recessione, il tasso di default delle obbligazioni high-yield è arrivato a superare il 10%. In un contesto in cui i rischi stanno aumentando, questa compressione degli spread potrebbe risultare contro intuitiva. Se le condizioni economiche dovessero deteriorarsi, il rischio di default potrebbe aumentare, mettendo sotto pressione gli investitori esposti a questo segmento del mercato con un aumento del rendimento e una riduzione del prezzo di questi strumenti.
Quindi fare?
L’attuale scenario finanziario presenta un mercato azionario con un premio al rischio relativamente basso, mentre le obbligazioni investment-grade offrono rendimenti relativamente alti.
Tuttavia, i segnali provenienti dai TIPS suggeriscono che i rischi macroeconomici stanno crescendo. Nel frattempo, il mercato dei corporate bond non riflette ancora un aumento significativo del rischio di default, creando un potenziale squilibrio tra rendimento e rischio.
Se gli spread dovessero ampliarsi in risposta a un deterioramento del quadro macroeconomico, gli investitori potrebbero trovarsi in difficoltà.