Ballottaggio elezione sindaco: cos’è, come funziona e come si vota

Se il primo turno non è stato sufficiente a decretare il vincitore alle elezioni si ricorre al ballottaggio: una seconda votazione a confronto diretto tra i candidati sindaco che hanno ottenuto più voti. Ecco come funziona.

Ballottaggio elezione sindaco: cos'è, come funziona e come si vota

Il ballottaggio tra due o più candidati alle elezioni amministrative serve ad eleggere il nuovo sindaco qualora il primo turno non sia stato decisivo.

Si tratta di una seconda votazione che vede in ballo a confronto diretto soltanto i candidati (due o più) che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze nella prima tornata elettorale. Per legge il ballottaggio avviene la domenica successiva al primo appuntamento elettorale, quindi ad una settimana dal voto.

Vince il ballottaggio il candidato che ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi, invece in caso di parità la vittoria spetta al candidato più anziano di età.

Tuttavia il funzionamento del ballottaggio non è uniforme in tutto il territorio ma dipende dal numero di abitanti del Comune interessato dalle elezioni: ecco nel dettaglio cosa dice la legge al riguardo.

Come si vota al ballottaggio

Possono partecipare al ballottaggio tutti i cittadini maggiorenni con diritto di voto muniti di tessera elettorale e documento di riconoscimento, anche se per volontà o impossibilità non hanno votato al primo turno.

Durante il ballottaggio ci sono due o più candidati a confronto (dipende dalle regole in vigore nelle singole Regioni) e, a differenza di quanto previsto al primo turno, non è ammesso il voto disgiunto.

L’elettore deve barrare con una X sul nome del candidato sindaco che preferisce. Viene considerata valida anche la scheda elettorale dove è stata segnalata la preferenza su una o più liste collegate e non sul nome del candidato, in tal caso, infatti, è possibile desumere a quale candidato si voglia dare il proprio voto.

Regole del ballottaggio in base al numero di abitanti

Nei Comuni con più di 15.000 abitanti il ballottaggio viene vinto dal candidato sindaco che ottiene la maggioranza assoluta dei voti, vale a dire il 50% + 1 dei voti validamente espressi. Se le liste collegate superano il 40% dei voti queste ottengono il 60% dei seggi all’interno del Consiglio. Il restante 40% viene distribuito in maniera proporzionale alle liste che hanno superato la soglia di sbarramento del 3%.

Invece nei Comuni fino a 15.00 abitanti il ballottaggio viene vinto dal candidato che ottiene la maggioranza relativa dei voti, quindi non serve che raggiunga il 50% più uno, ma basta che ottenga un numero di voti maggiore di quello dell’avversario.

Assegnazione dei seggi in caso di ballottaggio: la sentenza del Consiglio di Stato

In più occasioni il Consiglio di Stato si è espresso in merito all’attribuzione dei seggi elettorali dopo il ballottaggio. In particolare in due storiche sentenze: la numero 5177/2010 e la numero 01269/2011.

Qui i giudici hanno ribadito il principio secondo il quale i seggi devono essere assegnati in base ai risultati ottenuti in sede di ballottaggio e non partendo dai risultati elettorali conseguite dalle liste o dai partiti al primo turno. In altre parole, devono essere presi in considerazione e conteggiati anche i voti per liste, partiti e comitati ottenuti nel secondo turno.

In conclusione, il Consiglio di Stato ha precisato che il ballottaggio non serve soltanto ad individuare il candidato sindaco vincente ma è un metodo valido anche per conteggiare i voti che andranno determinare il numero dei seggi nei consigli comunali.

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