Colpo di Stato militare in Myanmar, arrestata Aung San Suu Ky: cosa sta succedendo

Riccardo Lozzi

01/02/2021

01/02/2021 - 10:35

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Questa mattina ha avuto luogo un colpo di Stato militare in Myanmar a poche ore dall’insediamento del nuovo Parlamento. L’esercito ha arrestato Aung San Suu Ky e altri esponenti della Lega Nazionale Democratica.

Colpo di Stato militare in Myanmar, arrestata Aung San Suu Ky: cosa sta succedendo

Colpo di Stato in Myanmar: l’esercito, questa mattina, ha rovesciato il governo democraticamente eletto a novembre del 2020. I militari hanno arrestato la leader Aung San Suu Kyi e altri esponenti della Lega Nazionale Democratica, poche ore prima dell’insediamento che avrebbe dovuto aver luogo nel Parlamento della capitale Naypyidaw.

La motivazione ufficiale da parte dell’esercito è di aver proceduto a tali detenzioni in risposta ad una frode elettorale, accusa respinta in maniera ufficiale dalla commissione del Myanmar che aveva certificato il voto.

Nella stazione televisiva di proprietà militare sono state annunciate le nuove misure per l’ex Birmania, le quali vedono salire al potere il capo delle forze armate Min Aung Hlaing e imporre lo Stato di emergenza per un anno.

Colpo di Stato militare in Myanmar: cosa sta succedendo

Il colpo di Stato avuto subito conseguenze: sono state interrotte le connessioni telefoniche, la rete internet e la televisione pubblica. I bancomat sono fuori servizio dopo che diversi cittadini erano riusciti a fare scorta di provviste nei supermercati e ritirare alcuni contanti dai propri conti bancari.

Si tratta certamente di un duro colpo per una nazione che stava procedendo nella sua transizione democratica, essendo quelle dello scorso novembre solo le seconde elezioni dopo le prime svolte nel 2015, anno in cui i militari hanno accettato di condividere il potere con dei civili regolarmente eletti.

Anche in quell’occasione il partito di Aung San Suu Kyi aveva vinto e la premio Nobel aveva assunto il ruolo di Consigliere di Stato, diventando sostanzialmente la presidente del Myanmar, nonostante una clausola all’interno della Costituzione le vieti formalmente di accedere a tale carica.

Malgrado lo schiacciante trionfo, negli ultimi 5 anni la Lega Nazionale Democratica ha dovuto condividere il potere con l’esercito, il quale può contare su una quota non eletta del 25% in Parlamento e a cui spetta la nomina del ministro della Difesa e dell’Interno.

Arrestata Aung San Suu Ky, il potere passa all’esercito

Prerogative a cui Min Aung Hlaing, a capo delle forze armate dal 2011 e autoproclamatosi nelle ultime ore nuovo leader della nazione, non ha mai mostrato di essere disposto a rinunciare.

Anzi, come riportato dai media locali, il comandante ha cominciato negli anni ad assumere un atteggiamento più da personaggio pubblico che da militare, curando in maniera particolare la propria comunicazione sui social.

Intanto stanno arrivando dure condanne sull’accaduto da parte dei leader internazionali. Tra i primi a esprimere la propria preoccupazione sono stati gli Stati Uniti, attraverso le parole del nuovo Segretario di Stato Antony Blinken che ha chiesto ai militari di stoppare immediatamente queste azioni.

Anche il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres è intervenuto, esortando l’esercito a rispettare la volontà popolare, mentre stanno manifestando una certa preoccupazione Paesi della regione come India, Malesia e Singapore.

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