Codice etico smart working: la novità del piano Colao

Codice etico smart working: è questa la novità del piano Colao che ha come obiettivo quello di rendere più efficace lo strumento del lavoro agile prevedendo una maggiore tutela del lavoratore.

Codice etico smart working: è questa la novità del piano Colao. Presentato nella mattina dell’8 giugno al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, si tratta di una serie di “Iniziative per il rilancio Italia 2020-2022” elaborato dalla task force guidata da Colao e che dovrebbe fornire le linee guida per la ripresa dell’economia e della società italiana nella Fase 3.

Un’importante novità riguarda il codice etico dello smart working, il lavoro agile, da casa che in moltissimi si sono ritrovati a svolgere in lockdown e che dovrebbe continuare nella Fase 2 e forse anche nella Fase 3.

Vediamo ora cos’è il codice etico dello smart working e quali novità in merito prevede il piano Colao.

Codice etico smart working: novità del piano Colao

Il codice etico per lo smart working trova spazio nel piano Colao come novità per le imprese private e la Pubblica Amministrazione, specie per la sua adozione nel periodo del rilancio economico del Paese.

Il piano Colao è diviso in sei macro settori e il primo è dedicato a Imprese e Lavoro dove trova spazio proprio al primo capitolo “Occupazione e ripartenza delle imprese” il codice etico dello smart working.

Nel dettaglio il piano prescrive la necessità di utilizzare la fase attuale di ricorso allo smart working per studiarlo e fare in modo di poter apportare delle migliorie alla normativa vigente in materia (legge n. 81/2017).

L’obiettivo è quello di definire e adottare un codice etico dello smart working, promuoverlo nel mondo delle imprese private e della PA per evitare utilizzi impropri del lavoro agile.

L’obiettivo ultimo, come si legge nel piano, è quello di tutelare i lavoratori e in particolare quelli fragili dal momento che il ricorso allo smart working nella fase emergenziale da COVID-19 ha fatto luce su alcune problematiche a esso legate.

In molti casi si è registrata un’eccessiva sovrapposizione tra impegni professionali e familiari per esempio, con una conseguente estremizzazione del carico di lavoro come anche eventualmente del calo di efficienza e produttività.

Tuttavia lo smart working può essere un’opportunità importante, come si legge nel piano “per lavoratori ed aziende in grado di tutelare e massimizzare, in particolare per talune tipologie di attività, il livello di occupazione, anche inclusivo per le fasce di lavoratori più fragili.”

Un codice etico per lo smart working che deve tener conto, tra le altre cose, anche del digital devide e pertanto sarà fondamentale un suo superamento sia in termini infrastrutturali sia di disponibilità dei device, come anche una formazione digitale, al fine di poter garantire la piena fruibilità in tutte le aree geografiche del Paese e in tutte le fasce della popolazione.

Codice etico smart working: azioni specifiche

Per il codice etico dello smart working da promuovere nelle aziende private come anche nella PA si raccomandano, nel piano Colao, delle azioni specifiche.

In particolare il codice etico deve tener conto nel particolare dei tempi extra lavorativi come impegni domestici, cura della famiglia, ma anche le stesse ore lavorative e le giornate stabilite dal CCNL di riferimento. L’obiettivo nel dettaglio è quello di:

  • massimizzare la flessibilità del lavoro individuale;
  • concordare i momenti di lavoro collettivo che devono tenersi in orari standard nel rispetto della pausa pranzo, fine settimana e delle regole previste per il lavoro straordinario;
  • adottare sistemi trasparenti di misurazione degli obiettivi e della produttività al fine di valutare la performance sui risultati e non sul tempo impiegato (meno misurabile e non rilevante nel lavoro agile).

Non solo azioni specifiche per il codice etico dello smart working perché il piano Colao dà delle indicazioni anche sulle modifiche normative da apportare in termini di lavoro agile alla legge n.81/2017 che dovranno:

  • puntare alla definizione di una disciplina legislativa dello smart working per tutti i settori, le attività e i ruoli (manageriali e apicali inclusi) compatibili, con attenzione alla pari fruibilità per uomini e donne, che lo qualifichi come opzione praticabile per aziende e lavoratori, in particolare nell’ottica della creazione di nuova impresa come anche di nuovi posti di lavoro;
  • disciplinare la possibilità, consentita nella fase di emergenza e post emergenza, di accesso preferenziale allo smart working per il sostegno dei figli nei primi gradi della scuola (fino ai 14 anni).

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