Chi è Liliana Segre: vita e impegno politico

Liliana Segre, sopravvissuta all’olocausto, è senatrice a vita dal 2018 e da allora non ha mai cessato la sua attività di sensibilizzazione contro ogni forma di discriminazione. Zingaretti l’ha anche proposta come prossima Presidente della Repubblica. Biografia ed esperienza politica.

Chi è Liliana Segre: vita e impegno politico

da qualche tempo Liliana Segere è continuamente al centro del dibattito politico italiano: dopo la proposta della Commissione contro l’odio, le minacce e l’assegnazione della scorta, adesso Nicola Zingaretti vuole proporla come prossima Presidente della Repubblica.

Secondo il Segretario del PD la Segre potrebbe incarnare alla perfezione l’importante ruolo di rappresentanza nazionale e conciliazione delle parti sociali, grazie alla sua posizione super partes e all’instancabile impegno contro il razzismo e ogni altra forma di discriminazione.

La Segre, senatrice a vita dal 2018, è una delle poche sopravvissute italiane all’olocausto e da anni ha l’obiettivo di mantenere vivo il ricordo di quella strage, contro i negazionisti. La sua attività politica però è stata ultimamente al centro di un acceso dibattito: la Segre, infatti, ha proposto in Senato la formazione di un Commissione etica contro l’odio, che, tuttavia ho trovato l’opposizione dei partiti di Destra. Inoltre a causa di continue e ripetute minacce sui Social gli è stata assegnata una scorta permanente in via preventiva. Adesso la proposta di Zingaretti della futura candidatura a Presidente della Repubblica, come riconoscimento del suo grande impegno politico.

Chi è Liliana Segre: vita e impegno politico

Liliana Segre, classe 1930, è una superstite dell’Olocausto, nota alla cronaca italiana per il suo impegno politico e sociale nel mantenere vivo il ricordo della strage degli ebrei avvenuta durante la seconda guerra mondiale.

Nata a Milano da famiglia di origine ebraica ma laica, Liliana venne espulsa dalla scuola nel 1938 (anno in cui furono approvate le leggi razziali fasciste) e successivamente rinchiusa nel campo di concentramento di Auschwitz, dove fu costretta ai lavori forzati. Venne liberata nel 1945 dall’Armata Rossa e fu l’unica superstite della sua famiglia.

Dopo il rientro in Italia visse con gli zii e i nonni materni fino al 1951, quando sposò Alfredo Belli Paci, anche lui superstite da Auschwitz, dove era stato trattenuto a causa del rifiuto di aderire alla Repubblica di Salò.

Il suo impegno politico ha inizio ufficialmente nel 2018, quando il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la nomina senatrice a vita, in occasione dell’ottantesimo anniversario delle leggi razziali fasciste. Ai sensi dell’articolo 59 della Costituzione, la carica gli viene affidata «per avere illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale», e ad oggi è la quarta donna ad essere stata nominata senatrice a vita.

Fin dal suo insediamento, la Segre ha manifestato di voler combattere ogni forma di odio e discriminazione, sia razziale che di genere, ed è spesso ospite di trasmissioni televisive in cui racconta l’esperienza vissuta nei campi di sterminio degli ebrei, una testimonianza preziosa dato che i superstiti sono ormai pochissimi.

Liliana Segre, la proposta di istituire la Commissione etica contro l’odio

Mercoledì 30 ottobre 2019 la senatrice Segre ha proposto la costituzione di una Commissione etica contro ogni forma di odio, in particolare contro:

”...l’odio razziale, la xenofobia, l’antisemitismo o più in generale l’intolleranza, ma anche i nazionalismi e gli etnocentrismi, gli abusi e le molestie, gli epiteti, i pregiudizi, gli stereotipi e le ingiurie che stigmatizzano e insultano.”

Una proposta apolitica e apartitica che però non ha ottenuto il risultato sperato.

Liliana Segre sperava nell’approvazione all’unanimità della Camera del Senato, cosa che avrebbe avuto grande valore simbolico per il Paese. Invece si è trattata di una vittoria solo a metà: l’approvazione c’è stata, ma Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si sono astenuti; insomma Destra e Centrodestra hanno manifestato il loro dissenso, giustificando il mancato voto con il fatto che - a loro dire - la Commissione della Segre limita la libertà di espressione e manifestazione del pensiero.

Nonostante il rifiuto della Destra, la Commissione contro l’odio si farà: bisognerà comunque attendere i dovuti tempi tecnici.

La senatrice Segre dice sì all’incontro con Salvini

Dopo la mancata unanimità verso la formazione della Commissione contro l’odio proposta dalla Segre, l’opinione pubblica si è scagliata contro le forze di destra che non hanno espresso il consenso, nonostante non si trattasse di una questione politica ma etica.

In particolare, si è parlato di un vero e proprio antagonismo tra la Segre e Salvini, leader della Lega. Per questo l’ex Vice Ministro ha fatto sapere che vorrebbe chiedere un incontro con la senatrice per ribadire che il mancato appoggio alla Commissione contro l’odio non nasconde né un’antipatia personale né un atteggiamento permissivo nei confronti degli episodi di razzismo.

Salvini ha dichiarato che se la proposta fosse stata circoscritta alla repressione dell’antisemitismo senza dubbio la Lega avrebbe votato a favore, cosa che non è avvenuta a causa del riferimento alla repressione dei nazionalismi in genere.

Liliana Segre si è dichiarata favorevole all’incontro, dicendo che da parte sua la porta del dialogo è sempre aperta.

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