Chi è Giulio Occhionero, che ha rubato le email di Draghi (e non solo) per investire e trarre profitto

Chi è Giulio Occhionero e sua sorella Francesca, autori del cyber attacco per rubare informazioni a Mario Draghi e non solo e guadagnare con l’insider trading.

Hackerare le email di Mario Draghi: i fratelli Occhionero lanciano la nuova frontiera dell’insider trading. Ma chi è Giulio Occhionero e chi è sua sorella Francesca Maria?

Martedì tutto il mondo si è concentrato sulla storia bizzarra di come due hacker (Giulio e Francesca Maria Occhionero) siano riusciti a penetrare le caselle email non solo del presidente della BCE Mario Draghi, ma anche degli ex primi ministri Matteo Renzi e Mario Monti, insieme ad innumerevoli altri politici e dirigenti.

L’evento ha una profonda importanza e capire chi è Giulio Occhionero insieem a sua sorella fa veramente luce sullo scopo del cyber attacco: investire e trarre profitto dalle informazioni rubate.

Chi è Giulio Occhionero, che ha hackerato Draghi & Co. per investire e guadagnare

Giulio Occhionero e sua sorella erano a conoscenza del contenuto ad alto potenziale di influenza sui mercati presente nelle varie email hackerate e avevano tutta l’intenzione di agire attraverso le informazioni scoperte per guadagnare con i movimenti dei mercati.

Come i dettagli della vicenda hanno rivelato, sembra proprio sia stato questo l’intento dell’attacco: venire a conoscenza di informazioni e anticipazioni che avrebbero potuto muovere il mercato e posizionarsi di conseguenza per trarne un profitto.

Oltre a Draghi e Renzi, la vasta operazione di cyber-spionaggio ha colpito più di 18.000 account di posta elettronica, in base a un documento pubblicato dal tribunale. L’operazione ha rivelato attacchi di cyber-spionaggio su istituzioni, enti pubblici, professionisti, personaggi politici e uomini d’affari durata per anni, come dichiarato dalla polizia italiana martedì.

La polizia ha reso noto che due persone sono state arrestate: un ingegnere nucleare e sua sorella, entrambi residenti a Roma «e ben noti negli ambienti finanziari romani».

I due sono Giulio Occhionero, 45, e sua sorella Francesca Maria Occhionero, 49, accusati di aver rubato segreti di Stato e hacking illegale. Secondo la denuncia, i presunti hacker hanno agito «con l’obiettivo di realizzare un profitto per sé o per gli altri».

Chi è Giulio Occhionero

Giulio Occhionero, 45 anni, è direttore manager della società di investimento Westlands, fondata con la sorella. Occhinero può vantare una laurea in ingegneria nucleare, anche se poi ha orientato la sua carriera professione nel mondo della finanza con particolare preferenza per le tecnologie quantitative e il trading algoritmico.

Tra le tante cose, Giulio Occhionero è legato anche alla banca italiana più in crisi - MPS - presso la quale è stato parte della commissione investimenti nella divisione private banking per 2 anni. Occhionero spiccò talmente tanto tra le mura di Monte dei Paschi di Siena tanto che la banca ad inizio 2002 volle adottare «la sua metodologia di trading giornaliero implementando un’apposita linea dedicata ai clienti high-net-worth».

Degna di nota, infine, la sua presunta appartenenza al mondo della massoneria, nello specifico nella loggia «Paolo Ungari – Nicola Ricciotti Pensiero e Azione».

Chi è Francesca Maria Occhionero

La sorella di Giulio Occhionero, coautrice del sistema di cyber spionaggio insieme al fratello, ha 49 anni ed ha una laurea con lode in Chimica conseguita all’Università La Sapienza di Roma. Nel mondo delle start-up Francesca Maria Occhionero è molto conosciuta - sono 15 anni che opera per varie aziende e cda collegati al settore. La sua residenza è a Londra ma vive a Roma.

Francesca Maria Occhionero è appassionata di atletica.

Fratelli Occhionero e il cyber spionaggio per l’insider trading: i dettagli della vicenda

Il mandato di arresto cautelare emesso dal giudice Maria Paola Tomaselli afferma che l’account email di Draghi alla Banca d’Italia è stato violato durante l’estate del 2016. Draghi ha ricoperto il ruolo di governatore della banca centrale italiana dal 2005 al 2011. Anche una casella email appartenente a Renzi è violate, come riporta il documento.

Tra gli altri personaggi hackerati troviamo vari altri esponenti della politica italiana:

«Decine di migliaia di account di posta elettronica sono stati hackerati, e tra loro ci sono anche account appartenenti a banchieri, uomini d’affari e anche diversi cardinali del Vaticano»,

ha dichiarato Roberto Di Legami, capo della l’unità specializzata in cyber attacchi alla polizia che ha condotto le indagini.

Altri attacchi hacker sono stati applicati contro il gigante petrolifero Eni, la società elettrica multinazionale Enel e la società Leonardo Finmeccanica, come riporta lo stesso documento del tribunale. Nel mirino dell’attacco anche partiti politici, studi legali, politici e ministeri.

I sospettati hanno cercato di ottenere dati confidenziali e sensibili, in particolare sulle banche, presso la BCE a Francoforte e presso la Banca d’Italia a Roma, secondo una persona familiare all’inchiesta. Come riportato da Bloomberg, «i due arrestati sono sospettati di aver ricavato informazioni sulla sicurezza nazionale, per l’accesso illegale a sistemi informatici e di intercettazione illecita di comunicazioni informatiche nell’ambito dell’indagine condotta dalla procura di Roma».

Grazie ad una vasta rete di computer infetti da un malware chiamato «Eyepyramid», fratello e sorella Occhionero avrebbero raccolto da un gran numero di vittime «informazioni riservate e dati sensibili nel corso di molti anni», che sono stati memorizzate su server statunitensi, secondo la dichiarazione della polizia.

La polizia italiana, in collaborazione con la Divisione Cyber del Federal Bureau of Investigation (FBI), ha sequestrato i server. Un funzionario presso l’ambasciata degli Stati Uniti a Roma ha rifiutato di commentare per conto dell’FBI.

L’account di Draghi alla Banca d’Italia, dove è stato in precedenza governatore, e quello personale Apple di Renzi che usava quando era primo ministro sono tra le caselle infettate dal malware, secondo il mandato d’arresto riportato da Reuters. Anche la casella e-mail ufficiale di Renzi come primo ministro è stata presa di mira, ha sottolineato Di Legami.

Il malware utilizzato dagli Occhionero per l’insider trading e la massoneria

Ma torniamo agli autori dell’attacco hacker, perché è lì che la storia diventa ancor più affascinante.
Giulio Occhionero, ingegnere nucleare e co-fondatore della società di investimento Westland Securities, ha utilizzato un malware per infettare gli account di posta elettronica così che potesse fare «investimenti sulla base di informazioni riservate», ha detto Di Legami. In altre parole, l’obiettivo dell’attacco era fare profitto utilizzando informazioni rubate al capo della Banca Centrale Europea e ad altri.

E ora il colpo finale: secondo il mandato d’arresto, Occhionero è un membro di alto rango di una loggia massonica.

Altro che gli attacchi hacker di Putin: Occhionero ha utilizzato un malware su misura chiamato «Piramide Eye», un riferimento all’occhio di Dio che tutto vede, come quello raffigurato sul retro della banconota da un dollaro degli Stati Uniti, un riferimento al simbolo dell’occhio massonico.

Il documento ha aggiunto che i dati rubati sono stati memorizzati in server nella città di Prior Lake, Minnesota, e Salt Lake City, Utah. Il Federal Bureau of Investigation ha sequestrato i server e li spedirà in Italia, ha anticipato Di Legami.

Nonostante la maggior parte dell’attacco di cyber spionaggio sia stato focalizzato sulle caselle di posta elettronica, vi sono prove che occhionero sia riuscito ad installare un keylogger su alcuni computer, il che gli permette di avere accesso ad ogni parte dei computer infettati.

Gli Occhionero fanno insider trading dal 2010

Il mandato d’arresto mostra che l’indagine ha avuto inizio al momento della rilevazione di una email infetta nel mese di aprile 2016, ma vi sono prove che i due fratelli Occhionero abbiano iniziato ad utilizzare il malware per lo spionaggio ai fini di insider trading dal 2010. Come riportato precedentemente, l’indagine mostra che finora sono circa 18.000 gli account potrebbero essere stati attaccati, e circa 2.000 le password degli utenti identificati.

Il capo dell’unità della specializzata specializzata in attacchi cyberg che ha condotto l’indagine ha detto a Reuters non vi è alcuna prova che gli hacker italiani siano stati svolti per conto di Stati esteri, ma non possiamo evitare di chiederci quali altri attori stranieri e non abbiano avuto accesso alle informazioni provenienti dalle email di Mario Draghi e come Occhionero - parte della loggia massonica e nel mondo della finanza di professione - abbia tratto profitto dalle informazioni, beneficiando di una visione da insider su eventi estremamente critici, notizie ad alto impatto sul mercato.

Il pensiero va subito ai momenti in cui la BCE ha annunciato tutta una serie di iniziative che hanno portato al crollo dei rendimenti dei bond corporate più grande della storia.

Infine, se Occhionero è riuscito ad hackerare praticamente ogni alto esponente nel contesto politico italiano, potrebbe aver fatto lo stesso con soggetti stranieri?

Argomenti:

Mario Draghi Biografie

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