Chi deve fare l’Isee?

Patrizia Del Pidio

18/01/2023

18/01/2023 - 08:48

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L’ISEE non è mai una dichiarazione obbligatoria ma se si vuole accedere a determinati benefici è agevolazioni diventa necessaria.

Chi deve fare l'Isee?

Per chi vuole beneficiare di determinate agevolazioni che eroga lo Stato è necessario richiedere l’ISEE, una dichiarazione che deve essere aggiornata annualmente al 1 gennaio. In qualsiasi momento dell’anno, infatti, si presenta la DSU, il 31 dicembre scade e va rinnovata per continuare a beneficiare delle prestazioni a cui ha permesso l’accesso.

Bonus per la famiglia, reddito di cittadinanza, Bonus sociale, assegno unico, sono molte le agevolazioni che richiedono al beneficiario di rispettare una soglia ISEE determinata. Ovvero l’indicatore della situazione economica equivalente, un parametro con il quale viene si identifica quella che è la situazione economica della famiglia nella sua interezza.

Ed è proprio in questo che l’ISEE si differenzia dalla dichiarazione dei redditi: mentre quest’ultima tiene conto solo del reddito prodotto da un componente del nucleo familiare, l’ISEE tiene in considerazione il reddito prodotto da tutti i componenti. E poi lo suddivide, con una scala di equivalenza, per tutti i componenti, anche quelli che reddito non ne producono.

Non è obbligatorio per tutti: ma diventa necessario per richiedere alcune prestazioni economiche. Chi richiede l’Isee, infatti, lo fa per poter accedere alle prestazioni sociali o ai servizi di pubblica utilità.

Solo per chi percepisce determinate prestazioni, dunque, richiedere l’Isee - che deve essere aggiornato al 1° gennaio dell’anno corrente - è obbligatorio per continuare a fruire della prestazione di cui gode. A tal proposito, vediamo quali sono i casi in cui l’Isee è obbligatorio e quando, invece, è solamente consigliato.

Quando è obbligatorio l’Isee?

È dal 1998 che per la richiesta di godimento di alcune prestazioni sociali o sociosanitarie viene richiesto l’Isee, per il quale è necessaria la presentazione della dichiarazione sostitutiva unica, la quale contiene le informazioni anagrafiche, economiche e patrimoniali di ogni componente del nucleo familiare.

Per quanto riguarda l’obbligatorietà dell’Isee bisogna distinguere tra quando questo è necessario per richiedere un’agevolazione - ad esempio un prezzo ridotto per l’accesso a determinati servizi - e quando invece è richiesto per l’accesso a delle vere e proprie prestazioni.

Della prima categoria fanno parte, ad esempio, le seguenti prestazioni per le quali è obbligatorio avere un Isee in corso di validità:

  • esenzione del ticket sanitario (per reddito);
  • ricovero in alcuni centri di assistenza sanitaria, case di cura e ospedali (laddove richiesto);
  • per godere di un costo d’iscrizione all’Università più basso (per questo serve l’Isee universitario);
  • per l’esenzione, o lo sconto, per la mensa scolastica;
  • per il bonus luce, gas e acqua;
  • per avere diritto a un aiuto domestico (nel caso di persone disabili o non autosufficienti).

Esistono, quindi, delle prestazioni che per coloro che hanno un Isee basso sono gratuite e comunque a un costo parametrato in base alla situazione economica del nucleo familiare. Ci sono, poi, una serie di prestazioni economiche per le quali è richiesto l’Isee aggiornato al 1° gennaio dell’anno corrente, quali:

  • Reddito di Cittadinanza: per il quale il valore dell’indicatore non deve essere superiore ai 9.360€;
  • bonus asilo nido: anche in questo caso si ha diritto alla prestazione anche qualora l’Isee sia molto alto. Tuttavia, l’indicatore si utilizza per determinare la soglia massima del rimborso che si può ottenere, in quanto questo è pari a 3.000€ per gli Isee inferiori a 25.000€, a 2.500€ tra i 25.000 e i 40.000€ e di 1.500 per gli indicatori che superano soglia 40.000€.

Serve l’Isee per l’assegno unico?

Novità dello scorso anno è invece rappresentata dall’assegno unico per le famiglie, il quale da luglio 2021 è stato riconosciuto esclusivamente a quelle famiglie che non percepiscono gli assegni familiari (per i quali invece l’Isee non è necessario), quindi disoccupati, incapienti e autonomi. Dal marzo 2022, invece, l’assegno unico è andato a sostituire l’assegno al nucleo familiare inglobando anche le detrazioni in busta paga per figli a carico, il Bonus Bebè e altre prestazioni a sostegno della genitorialità.

Per l’assegno unico l’ISEE non è propriamente necessario. Anche chi non ha una DSU aggiornata, infatti, percepisce il beneficio, ma solo con un importo base, ovvero quello spettante ai nuclei familiari con ISEE superiore ai 40.000 euro, che per il 2023 è pari a 54 euro mensili per ogni figlio. Per tutti coloro che hanno un indicatore ISEE inferiore a 40.000 euro è consigliato avere sempre un ISEE aggiornato visto che gli importi spettanti potrebbero essere molto più alti.

Per chi ha un valore ISEE fino a 15.000 euro, infatti, nel 2023 spettano 189 euro al mese per ogni figlio. L’importo va a scalare al crescere del valore dell’ISEE fino a raggiungere i 54 euro per chi ha un valore che supera i 40.000 euro (o per chi non ha una DSU in corso di validità).

Per il rinnovo dell’ISEE per l’assegno unico, in ogni caso, c’è tempo fino al 28 febbraio 2023. Per gli importi di gennaio e febbraio, infatti, l’INPS si baserà ancora sui valori 2022. Per chi non rinnoverà la DSU entro la fine di febbraio da marzo l’importo erogato sarà soltanto quello base. Ma si avrà tempo fino al 30 giugno per il rinnovo e per poter avere diritto anche agli arretrati da marzo in poi. Per chi rinnova la DSU dopo il 30 giugno, invece, l’importo pieno spettante sarà erogato solo a partire dal mese successivo a quello di rinnovo, senza diritto agli arretrati.

L’Isee va aggiornato ogni anno

Dal momento che per le suddette prestazioni è richiesto l’Isee, è anche necessario aggiornarlo in tutti quei casi in cui tra un anno e l’altro si sta ancora beneficiando della stessa. L’Isee, infatti, ha validità fino al 31 dicembre di ogni anno; dal 1° gennaio, quindi, è necessario aggiornarlo se non si vuole che la prestazione venga sospesa.

Si pensi, ad esempio, al Reddito di Cittadinanza: c’è tempo fino al 31 gennaio per aggiornare l’Isee pena la sospensione dei pagamenti.

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# ISEE

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