Impeachment: cos’è, significato e come funziona

Isabella Policarpio

13 Gennaio 2021 - 10:05

13 Gennaio 2021 - 10:08

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Che vuol dire impeachment e perché se ne parla tanto? Spieghiamo cos’è e come funziona la messa in stato d’accusa del Presidente degli Stati Uniti e cosa dice la Costituzione in Italia.

Impeachment: cos'è, significato e come funziona

“Impeachment” è un termine inglese entrato nel nostro vocabolario, e nelle ultime settimane se ne sente parlare spesso in merito al Presidente americano Donald Trump.

Letteralmente, la parola “impeachment” significa “accusa”, infatti indica il procedimento di messa in stato d’accusa del Presidente in seguito alla commissione di reati gravissimi, contrari ai principi della Costituzione.

L’impeachment negli Stati Uniti inizia con la denuncia della Camera bassa - quella dei Rappresentanti - a cui segue il processo al Presidente davanti al Senato federale.

Se l’accusa viene confermata, il Presidente in carica verrà rimosso dall’incarico con effetto immediato, cosa che potrebbe accadere al Presidente Trump.

Ma gli Stati Uniti non sono l’unico Paese dove esiste l’impeachment. Scopriamo come funziona, dove è previsto e cosa succede in Italia.

Impeachment del Presidente degli Stati Uniti: come funziona

La Costituzione americana prevede l’impeachment se il Presidente degli Stati Uniti è accusato di reati gravi, senza la necessità di indicare precisamente quali siano.
L’iniziativa è presa dalla Camera dei Rappresentanti che prende in esame i capi d’accusa e vota individualmente su ognuno di essi. Affinché la procedura di impeachment abbia inizio basta raggiungere la maggioranza semplice dei presenti nella votazioni di ciascun capo d’accusa.

Se la votazione ha esito positivo, la questione passa alla Camera alta, il Senato federale. Qui alcuni membri specializzati della Camera dei rappresentanti detti manager devono leggere e argomentare i capi d’accusa ai senatori.

Il procedimento di impeachment avviene allo stesso modo di un processo: le parti possono avvalersi di documenti e testimoni e hanno facoltà di condurre esami incrociati. Dopo aver ascoltato le accuse e valutato le prove, il Senato deve esprimere il proprio voto. Per confermare l’accusa e condannare il Presidente occorre la maggioranza di due terzi.

Dopo la condanna, il Presidente degli stati Uniti viene immediatamente rimosso dall’incarico e gli potrebbe essere impedito di ricoprire incarichi pubblichi in futuro. Inoltre chi viene condannato con questo procedimento non può mai chiedere la grazia.

Impeachment: quali Nazioni lo prevedono e cosa succede in Italia

Quando si sente parlare di “impeachment” viene spontaneo pensare agli Stati Uniti; tuttavia la procedura di messa in stato d’accusa del Presidente esiste anche in altri Paesi.

L’impeachment nacque nel XIV secolo in Inghilterra e prevedeva il rinvio a giudizio per gravi reati commessi da chiunque svolgesse un incarico pubblico. Ad oggi, oltre che negli Stati Uniti, è diffuso anche in India, Brasile, nelle Filippine, in Corea del Sud e in Russia.

E in Italia?

Anche in Italia esiste la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica, anche se risulta improprio parlare di impeachment. Dobbiamo fare riferimento all’articolo 90 della Costituzione dove si prevede che il Capo dello Stato possa essere accusato per due reati gravissimi: alto tradimento e attentato alla carta costituzionale. L’accusa avviene davanti al Parlamento riunito in seduta comune ed è richiesto il voto favorevole della maggioranza assoluta dei membri.

Fino ad oggi in Italia ci sono stati tre tentativi di impeachment, ma nessuno è mai andato fino in fondo, quello di Giovanni Leone nel 1978, di Francesco Cossiga nel 1991 e di Giorgio Napolitano nel 2014.

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