Hai mai sentito parlare prima d’ora della rete Chainlink? Ecco che cos’è, come funziona e come sfruttarla per poter fare trading in maniera vincente.
Chainlink è una rete di oracoli decentralizzata che negli ultimi tempi sta facendo parecchio parlare all’interno del mondo delle crypto. Si presenta come una sorta di ponte che vuole unire le blockchain con il mondo reale, attraverso una reinterpretazione dei sistemi di sicurezza.
Oggi viene considerato uno standard di riferimento per il settore della finanza on-chain, tanto da aver già stretto collaborazioni con aziende leader del settore quali Swift, Mastercard, Fidelity e UBS.
Vuoi scoprire di più su Chainlink? E magari sapere come utilizzarla per fare trading? Allora sei nel posto giusto. In questa guida ti sveleremo tutto quello che c’è da sapere a riguardo.
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Cos’è Chainlink
Chainlin prende il via a settembre 2014, quando Sergey Nazarov e Steve Ellis decidono di fondare la scoietà SmartContract.com. Nazarov aveva come obiettivo quello di dar vita a Smart Contract in grado di integrare dati esterni.
Dopo anni di lavoro, nel 2017 Ellis e Nazarov pubblicarono insieme al professore Ari Juels della Cornell University un whitepaper in cui veniva introdotto il concetto di rete di oracoli decentralizzati. Qualche mese dopo, venne lanciata una Initial Coin Offering (ICO) capace di raccogliere 32 milioni di dollari tramite la vendita del token LINK al costo di 0,11 dollari circa.
Negli anni successivi, tutti gli sforzi si sono concentrati sulla creazione di una infrastruttura sicura e veloce. La rete è andata online sulla rete principale di Ethereum il 1° giugno 2019. Un momento chiave è stato il 2020, durante la DeFi Summer, quando Chainlink venne scelto come fornitore standard di feed di prezzo per alcuni protocolli importanti come Aave e Synthetix.
Altro passaggio importante lo si ha nel 2021, quando vennero introdotti gli hybrid smart contracts, capaci di combinare codici on-chain con computazione off-chain. Infine il lancio del Cross-Chain Interoperability Protocol, avvenuto a luglio 2023 e che oggi permette di collegare reti blockchain a sistemi bancari tradizionali.
Nel momento in cui stiamo scrivendo questa guida Chainlink si è trasformata da startup a partner istituzionale. Collabora infatti con la rete Swift e con banche come UBS e BNY Mellon. Dopo aver consolidato il suo sistema Staking v0.2., ha introdotto i nuovi sistemi di ricompensa Cubes per poter incentivare la sicurezza della rete.
Anche a livello di espansione, oggi Chainlink è integrato su Ethereum, sui suoi Layer 2 e su reti non-EVM come Aptos e Coinbase.
Come funziona Chainlink
Ma come funziona nello specifico Chainlink? Di base, si può considerare una sorta di traduttore e garante a livello universale. Prende delle informazioni da fonti diverse e le trasforma in dati comprensibili da una blockchain, così da poter poi eseguire contratti smart in maniera autonoma.
Oggi viene utilizzata, per esempio, nella finanza istituzionale e per la tokenizzazione da giganti come UBS e J.P. Morgan. In che modo? Con il regolamento in tempo reale di scambi tra banche situate in paesi diversi.
Rimane poi un’infrastruttura utile per spostare asset tra reti blockchain diverse. Proprio a dicembre 2025, Coinbase ha deciso di renderlo il suo unico sistema di gestione degli oltre 7 miliardi di dollari in asset wrappet tra le varie blockchain.
Tra i suoi altri scopi, c’è il cosiddetto Proof of Reserve, ossia la verifica in tempo reale della copertura con riserve fisiche delle stablecoin o degli asset digitali. In questo modo, si impediscono casi di frodi o insolvenze finanziarie.
Infine, Chainlink è molto utile nell’automazione e nella compliance. Può aiutare ad automatizzare risarcimenti assicurativi e gestisce tutta la conformità normativa nel codice degli asset digitali.
Si tratta di un sistema altamente sicuro, poiché basato sul principio della decentralizzazione estrema. Questo vuol dire che non c’è nessun punto di fallimento, poiché i dati arrivano da una rete di nodi e non da una singola fonte.
Gli operatori devono bloccare token LINK, dunque se forniscono dati falsi e arrivano in ritardo perdono tutto. C’è inoltre una Rete di Gestione del Rischio all’interno del protocollo CCIP, capace di monitorare le transazioni cross-chain per bloccare eventuali tentativi di attacco.
Infine, vanno menzionate le tecnologie di privacy come la CRE (Chainlink Runtime Environment) che processa dati sensibili senza renderli pubblici sulla blockchain.
I vantaggi di Chainlink
Chainlink è una delle infrastrutture portanti di tutto il sistema finanziario globale. In prima battuta per la sua affidabilità, avendo una rete di nodi indipendenti che eliminano il rischio di singoli punti di fallimento. Basti pensare che, nel 2025, questa realtà protegge un valore totale che supera i 100 miliardi di dollari.
Lo stesso discorso si può fare per la sua interoperabilità, un enorme vantaggio che – grazie al protocollo CCIP – dà modo di trasferire dati e valore in maniera sicura tra blockchain pubbliche e private, oltre che sistemi bancari legacy.
Infine la trasparenza con il Proof of Reserve, che fornisce garanzie di verifica on-chain immediate sulle riserve.
Per arrivare a una posizione così importante. Chainlink si è basata su una lunga serie di innovazioni introdotte negli anni:
- Chainlink Runtime Environment: è l’infrastruttura di orchestrazione che dà modo alle istituzioni di distribuire smart contract in pochi giorni;
- Tokenizzazione degli asset: Chainlink collabora oggi con grandi realtà finanziarie per portare asset del mondo reali on-chain;
- Confidential Compute: questa novità ha introdotto una capacità di calcolo riservata, per dare modo agli smart contract di elaborare dati sensibili senza esporli;
- Data streams ad alta frequenza: i feed di prezzo tradizionali sono stati ottimizzati per i mercati derivati e per DeFi ad alte prestazioni.
Come usare Chainlink
Chainlink oggi può venire utilizzato in ambito tecnico per gli sviluppatori e in ambito finanziario per i singoli consumatori e per gli investitori.
Se stai sviluppando un’app decentralizzata, Chainlink ti servirà per poterla collegare al mondo reale. In che modo? Con Data Feeds, così da ottenere prezzi di mercato aggiornati, col Proof of Reserve per dimostrare che i token emessi sono coperti da riserve fisiche o bancarie e con Chainlink Functions per collegare lo smart contract a qualsiasi API esterna.
Puoi iniziare accedendo al portale ufficiale da questo link. Evita altri siti, potresti imbatterti nel phishing (parecchio diffuso in questo campo). Se vuoi spostare fondi tra blockchain, ricordati di scegliere sempre sistemi che specificano l’uso di CCIP.
Per gli utenti e investitori, invece, è possibile utilizzare il token LINK per sfruttare a pieno Chainlink. Non parliamo di una semplice criptovaluta speculativa, ma di ciò che spinge la rete in avanti.
Come funziona nel dettaglio? Oggi puoi bloccare i LINK nel pool di staking ufficiale, così da proteggere la rete e ricevere ricompense. A novembre 2025 è stato lanciato un programma per ottenere dei Cubes, ossia punti non trasferibili da poter allocare a vari progetti in cambio di token nativi.
Se invece già possiedi asset su altre blockchain, puoi usare dei bridge con la tecnologia CCIP di Chainlink. Oggi LINK è disponibile su tutti i principali exchange come Coinbase, Binance e Revolut.
Come fare trading con Chainlink
Fare trading con LINK, e quindi Chainlink, è in realtà piuttosto semplice. O meglio, le strategie e le piattaforme sono le stesse già viste per altre crypto più conosciute.
Entrando nel dettaglio, per prima cosa è importante scegliere la piattaforma giusta. È possibile fare trading su:
- Exchange centralizzati
- Exchange decentralizzati
- Broker
Fatto ciò, arriva il momento di applicare le giuste strategie di trading. Questa è una guida generale, per consigli più specializzati ti consigliamo di contattare un consulente finanziario.
In generale, è sempre bene aprire e chiudere posizioni in giornata, così da poter sfruttare la volatilità a breve termine. In alternativa, c’è la tecnica dello Swing Trading, ossia mantenere posizioni aperte per giorni o settimane, basandosi su trend e idnicatori.
Giunto a fine anno, è importante procedere con l’Analisi Fondamentale, monitorando notizie legate a partnership, all’adozione dei CCIP e ai progressi nella tokenizzazione RWA, tutti processi che influenzano i prezzi nel medio e lungo termine.
Lo storico della quotazione di Chainlink
Dal momento della sua creazione, il prezzo di Chainlink (e quindi del token LINK) ha subito diverse fluttuazioni importanti. Il suo minimo storico è stato di 0,1263 dollari il 23 settembre 2017, per poi oscillare sotto la soglia dei 0,50 dollari per buona parte del 2018.
Con la nascita della DeFi c’è stata la prima crescita, in particolare tra il 2019 e il 2020. Tra marzo e luglio 2019, il prezzo ha superato i 3 dollari, fino ad arrivare a oltre 16 dollari ad agosto 2020.
Il massimo storico è stato registrato poco dopo, il 9 maggio 2021, con la quotazione di 52,88 dollari. Una cifra registrata durante il bull run generale di tutto il mercato delle crypto. Poco dopo, c’è stato un grosso calo, fino ad arrivare a una fluttuazione tra i 10 e i 20 dollari per gran parte del 2022.
Dopo un periodo stabile, il prezzo è risalito tra i 13 e i 17 dollari a fine 2023, mentre oggi si attesta tra i 12,20 e i 12,89 dollari. Gli ultimi 3 mesi hanno registrato down di circa il 50%.
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