Cambio euro-dollaro: 10 motivi per essere short adesso

Il cambio euro-dollaro continuerà a scendere: ecco 10 motivi per essere short ora individuati nell’ultima analisi Forex di Citi.

Cambio euro-dollaro: l’analisi aggiornata di Citigroup individua 10 motivi per rimanere short sul cross più seguito nel Forex anche a seguito della riunione della BCE.

Secondo Citi esiste un numero di fattori, sia tecnici che non, per i quali viene confermata una prossima discesa del cambio euro-dollaro e della moneta unica in generale, e di conseguenza lo short su EUR/USD.

Di seguito Forexinfo.it riporta i 10 motivi per essere short sul cambio euro-dollaro.

Cambio euro-dollaro: 10 motivi per essere short

1 - Il pattern sul grafico daily del cambio euro-dollaro mostra chiaramente un testa e spalle dritto (o top). La neckline del pattern a 1.1010 ha lasciato su una base di chiusura daily offrendo un target per il movimento sul cambio euro-dollaro verso 1,03 (nuovi minimi per il trend al ribasso dai massimi del 2008 sopra 1.600). Il prossimo supporto intermedio lo incontriamo a 1,0822-1,0826. Sotto questi range l’altro supporto importante per l’euro-dollaro si trova ai minimi del 2015 tra 1,0458 e 1,0524.

2 - L’Europa è ad un punto diverso del ciclo economico e dei tassi. Anche se la BCE può sembrare preoccupata dell’efficacia dei tassi a zero e negativi, è improbabile che rialzi i tassi a nel breve termine. Allo stesso tempo, la Fed sembra pronta a riprendere il ciclo di normalizzazione di politica monetaria inaugurato lo scorso dicembre.

3 - Le aspettative di inflazione negli USA sono più alte di quelle per l’Europa.

4 - Dal punto di vista degli investitori l’Europa offre rendimenti molto bassi con un alto rischio (nelle periferia dell’Eurozona) e un tasso nominale da basso a negativo per i Paesi più stabili (vedi la Germania).
I rendimenti reali sono negativi in Germania in quali tutti i punti della curva e appena positivi per la scadenza a 30 anni. E anche i rendimenti nominali dei titoli di stato tedeschi a 30 anni sono 65 punti base rispetto al 2,52% dei titoli statunitensi. Nel complesso lo spread di rendimento continua a muoversi a favore degli Stati Uniti.

5 - L’assetto monetario in Europa rimane delicato.

6 - L’efficacia delle politiche fiscali sembra sempre più forte negli Stati Uniti, mentre l’incertezza rimane molto più elevata in Europa (in particolare in quei paesi dove l’economia è più in difficoltà).

7 - La Brexit crea incertezza in Europa oltre che nel Regno Unito.

8 - Preoccupa la condizione della capitalizzazione delle banche in Europa.

9 - Il referendum costituzionale in Italia, in programma il 4 dicembre.

10 - Varie tensioni politiche e le problematiche legate al flusso migratorio in territorio europeo.

Citi mantiene una posizione short sul cambio euro-dollaro all’interno del suo portafoglio.

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