730 precompilato: quando integrare o modificare la dichiarazione

Federico Migliorini

23 Aprile 2015 - 22:17

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Consigliato il riscontro sui documenti disponibili prima di accettare o modificare le informazioni presenti nel 730 precompilato.

In questi giorni i contribuenti che hanno preso visione del proprio modello 730 precompilato, disponibile on-line dallo scorso 15 aprile, si saranno sicuramente accorti della mancata inclusione di alcuni dati, principalmente riferibili agli oneri deducibili o detraibili, comunicati da soggetti terzi (banche, assicurazioni, ecc).

In questi casi, nei quali l’Agenzia delle Entrate si è trovata in una situazione di incertezza, nell’includere o meno l’onere tra quelli agevolabili, ha deciso di lasciare la scelta in mano allo stesso contribuente, che sarà libero di includere o meno la voce all’interno della propria dichiarazione dei redditi. Per questo motivo, quindi, le informazioni non utilizzate nella liquidazione della precompilata, devono essere attentamente vagliate prima di decidere se modificare o meno il conto predisposto dal fisco. In ogni caso, le modifiche da parte del contribuente saranno possibili soltanto a partire dal prossimo primo maggio.

I dati sospesi in attesa di conferma
Come detto, il contribuente che apre la propria dichiarazione precompilata può trovarsi davanti dei dati, parcheggiati a lato della dichiarazione in attesa di una conferma o di uno scarto definitivo da parte del contribuente. L’Agenzia, infatti, ogni qualvolta si è trovata di fronte ad un dato incerto, oppure nella scarsa attendibilità del dato stesso, ha preferito lasciare al contribuente l’onere della decisione di inclusione o meno della spesa nel proprio modello 730.

Le principali motivazioni sullo scarto dei dati
In particolare la mancata inclusione di un dato all’interno del modello 730/2015 è principalmente dovuto sia a possibili errori nella determinazione degli oneri deducibili o detraibili, attraverso il confronto tra i dati acquisiti nel 2015 per il 2014, rispetto a quelli già inclusi nel modello 730 dell’anno precedente (2014 per l’anno 2013). Questo può essere il caso sia degli interessi passivi legati ai mutui per l’acquisto dell’abitazione principale, sia agli oneri assicurativi. Altro motivo di scarto è quello legato al mondo degli immobili: è stato riscontrato, infatti, che spesso alcuni redditi legati a contratti di affitto, non siano stati inclusi nel modello, in quanto potrebbero esservi stati errori in sede di registrazione del contratto, o ancora potrebbero essere stati disconosciuti gli interessi sul mutuo prima casa, in quanto nel modello dello scorso anno non era presente presente alcun immobile adibito ad abitazione principale.

La verifica dei dati da parte del contribuente
In tutte queste circostanze, comunque, la soluzione del problema deve essere ricercata in una scrupolosa verifica della documentazione necessaria per la detraibilità/deducibilità dell’onere, accompagnata da un’analisi puntuale dei requisiti normativi previsti. Per questo motivo, il contribuente meno esperto di tematiche fiscali, può avvalersi per questa attività dell’ausilio di un intermediario (Caf o dottore Commercialista) che lo assista in questa sorta di controllo ulteriore su tutta la documentazione, in modo da correggere, integrare o modificare la dichiarazione dei redditi precompilata.

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