COP26, cosa si è deciso finora e quali sono gli obiettivi fissati dai leader mondiali

Stefano Rizzuti

2 Novembre 2021 - 12:31

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La COP26 di Glasgow divide i leader mondiali su temi spinosi come quelli delle emissioni e del riscaldamento globale mentre un primo impegno condiviso arriva sulla deforestazione entro il 2030.

COP26, cosa si è deciso finora e quali sono gli obiettivi fissati dai leader mondiali

Il primo impegno è stato già annunciato: porre fine alla deforestazione entro il 2030. La COP26 di Glasgow si è aperta con il summit tra i leader mondiali e un primo accordo che riguarda gli impegni sulla deforestazione. Ma gli obiettivi da raggiungere sono ancora tanti, a partire da quello sulle emissioni e sul contenimento dell’aumento della temperatura.

Oggi i leader concluderanno il summit di due giorni che si tiene in apertura della COP26, la Conferenza sul clima organizzata dal Regno Unito in collaborazione con l’Italia. Vediamo quali sono state le prime decisioni prese, gli obiettivi fissati e gli impegni che alcuni singoli Paesi hanno già annunciato.

L’impegno per la deforestazione entro il 2030

Dalla COP26 di Glasgow la prima dichiarazione che emerge è quella con cui i leader si impegnano a porre fine alla deforestazione entro il 2030 con uno stanziamento da oltre 19 miliardi di dollari. Tra i firmatari della dichiarazione ci saranno anche Jair Bolsonaro per il Brasile, Xi Jinping per la Cina e Vladimir Putin per la Russia, oltre i Paesi che più da vicino sono interessati da questo Impegno: Indonesia, Colombia e Congo.

L’annuncio è stato formalizzato dal premier britannico Boris Johnson: “Dobbiamo fermare la devastazione delle foreste”, è il suo messaggio. La dichiarazione è stata sottoscritta dai Paesi che ospitano l’85% delle foreste mondiali. E saranno previsti finanziamenti definiti senza precedenti. Va però sottolineato il monito degli esperti che ricordano come un impegno contro la deforestazione fosse stato preso già nel 2014 ma senza effetti reali.

Il problema della riduzione delle emissioni

Più in salita la strada sulla questione della riduzione delle emissioni. L’obiettivo di azzerarle entro il 2050 è praticamente irrealizzabile, anche se si registra qualche passo avanti. Il premier indiano Narendra Modi ha indicato una data per il raggiungimento delle zero emissioni: se ne parlerà soltanto nel 2070, dieci anni dopo la Russia e la Cina e 20 anni dopo Ue e Usa.

L’aumento delle temperature entro 1,5 gradi

Tutti i Paesi hanno intanto accettato un altro obiettivo: contenere l’aumento delle temperature entro gli 1,5 gradi (e non più entro i 2). A oggi il mondo è di circa 1,2 gradi più caldo rispetto al 19esimo secolo a causa dell’azione dell’uomo e del ricorso ai combustibili fossili. Secondo gli scienziati per evitare conseguenze più drammatiche il riscaldamento globale deve essere contenuto entro gli 1,5 gradi nel 2100.

L’impegno per i giovani: dalla regina a Greta

Mentre i leader mondiali discutono c’è chi li esorta a fare di più per i giovani. La prima a lanciare questo messaggio alla COP26 è stata la regina Elisabetta che ha chiesto di garantire un futuro più sicuro e più stabile per il pianeta, agendo subito e con comportamenti da statisti e misure che vadano oltre le convenienze politiche del momento.

Il messaggio per i giovani e per un serio impegno sul clima viene lanciato anche dall’attivista Greta Thunberg che accusa i politici di “fingere di prendere sul serio il futuro dei giovani”. Il timore di Greta è che questa Conferenza sul clima non porti a nulla: “Dentro ci sono politici che fanno solo finta di prendere a cuore il nostro futuro e il presente di tutti quelli che sono colpiti già oggi da questa crisi”.

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