Buoni pasto elettronici: utilizzo al supermercato, controlli, importi e trattamento fiscale: le novità in vigore

Simone Casavecchia

28/08/2015

28/08/2015 - 10:53

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Dallo scorso 1 Luglio è cambiata la disciplina relativa ai buoni pasto cartacei ed elettronici: in vigore nuove regole relative a modalità di utilizzo e importi defiscalizzati, ecco quali sono.

Buoni pasto elettronici: utilizzo al supermercato, controlli, importi e trattamento fiscale: le novità in vigore

Dallo scorso 1 Luglio 2015 sono entrate in vigore molte novità, previste dalla Legge di Stabilità 2015, riguardo ai buoni pasto elettronici. Questa nuova forma di buono pasto va ad affiancare ma non a sostituire i buoni pasto cartaceo che, comunque resteranno in vigore.
I buoni pasto elettronici portano con sé, però, numerose novità sia sul fronte degli importi che su quello delle modalità di utilizzo e dei controlli correlati che, in ogni caso, risulteranno estremamente semplici considerando la tracciabilità di questo strumento.

Importi e trattamento fiscale dei buoni pasto elettronici
Mentre per i buoni pasti cartaceo il valore rimane immutato, la quota defiscalizzata di buoni pasto elettronici passa da 5,29 a 7,00 euro. Ciò implica un vantaggio per i lavoratori che potrebbero vedersi corrispondere dei buoni pasto di importo più elevato che, comunque, resteranno esentasse, ma anche per l’azienda, dal momento che i buoni pasto (anche elettronici) sono deducibili al 100%, a differenza di tutte le altre spese per il vitto e l’alloggio dei dipendenti che sono deducibili al 75%.
A tal proposito occorre notare che l’aumento del valore dei buoni pasto elettronici è stato decretato proprio per favorirne l’utilizzo, dal momento che, a fronte di un maggiore vantaggio economico per il lavoratore e per l’azienda, sono i soli buoni pasti elettronici che possono essere controllati (essendo tracciabili elettronicamente) e che possono consentire all’Amministrazione Finanziaria maggiori e più incisivi controlli sull’utilizzo che se fa.

Utilizzo dei buoni pasto
Ci si potrebbe chiedere allora dove sia il problema. Da molti anni, ormai, i buoni pasti cartacei vengono utilizzati da molti lavoratori che ne usufruiscono, non per acquistare il pranzo o la cena durante il turno di lavoro ma, in maniera cumulativa, per fare la spesa al supermercato.
Si tratta di una prassi oltremodo diffusa in grandi e piccoli centri che, però, va contro il dettato normativo dal momento che i buoni pasto non sono cedibili, cumulabili o commercializzabili. Il buono pasto può essere sì speso al supermercato ma singolarmente, nella pausa pranzo e per la sola spesa alimentare, dal momento che il buono pasto va considerato l’indennizzo per la mancanza di una mensa aziendale.
Anche nel caso in cui il lavoratore decidesse di portarsi il pranzo da casa, il buono pasto andrebbe comunque speso singolarmente, per la sola spesa alimentare. La prassi diffusa è, invece, quella di spenderli tutti insieme per fare la «spesa grossa» in cui convergono alimentari ma anche prodotti per la casa, per l’igiene, ecc. ecc., magari la domenica, ossia in un giorno non lavorativo.

Cumulabilità dei buoni pasto cartacei e elettronici
Cumulare i buoni pasti cartacei che, tra l’altro, non hanno neanche scadenza, è diventata una pratica semplice e molto utilizzata, che però snatura del tutto lo scopo per cui i buoni pasti sono stati pensati. Tale pratica potrà, comunque, continuare a essere adottata da chi percepisce buoni pasto cartacei, per tali lavoratori, all’atto pratico, non cambia nulla.
I buoni pasto elettronici saranno, invece, del tutto tracciabili, per questo è importante comprendere o ricordare quelle regole di utilizzo (comuni ai buoni pasto cartacei e elettronici), il cui rispetto, almeno in questo secondo caso, sarà più facile da verificare. I buoni pasto:

  • non possono essere cumulati;
  • non possono essere ceduti;
  • possono essere spesi solo per generi alimentare da consumare nell’immediato;

A questo punto molta della responsabilità passa ai datori di lavoro che, anche solo per la propria convenienza (maggiore importo deducibile), dovrebbero adottare i buoni pasto elettronici. Certo è che un deterrente molto forte a questa scelta potrebbe essere rappresentato dalle possibilità di utilizzo dei buoni pasto elettronici: mentre questi sono accettati da sole 35000 attività commerciali, quelli cartacei vengono accettati da 150000 esercizi.

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