Btp Italia 2016: cedola definitiva e minima, rendimento e rischi

Btp Italia: emissione di ottobre 2016 finisce oggi con gli istituzionali. Cedola minima e definitiva, rendimento, rischi e analisi. Conviene sottoscrivere il Btp Italia 2024?

Aggiornamento: per i dettagli e la cedola dell’emissione di maggio 2017 clicca qui.

La decima emissione del Btp Italia si avvia a conclusione oggi con gli istituzionali: cedola minima allo 0.35%, cedola minima in uscita, scadenza a 8 anni, titolo indicizzato all’inflazione. Conviene sottoscrivere il Btp Italia tra rendimento, premio fedeltà e rischio di bassa inflazione?

Nel seguente articolo illustriamo tutte le caratteristiche dell’emissione del Btp Italia di ottobre 2016, che per gli investitori privati si è conclusa mercoledì 19 ottobre, il titolo di stato legato all’inflazione italiana con scadenza il 24 ottobre 2024.
Considerato il contesto attuale di mercato, i rischi all’orizzonte, le opportunità di rendimento e il ruolo che gioca l’indice dei prezzi al consumo sull’investimento, conviene sottoscrivere il Btp Italia nell’emissione di ottobre 2016?

Gli investitori attendono di conoscere la cedola definitiva per valutare con maggiore precisione la convenienza del Btp Italia e della sua sottoscrizione.
L’emissione con i suoi volumi si è rivelata ben al di sotto delle attese e dei risultati registrati lo scorso aprile. Le richieste secondo gli ultimi dati pubblicati risultano essere 5,22 mld di euro, in calo rispetto agli 8,032 della nona emissione.

L’asta di Btp Italia 2016 si conclude oggi, giovedì 20 ottobre, con la giornata dedicata alla sottoscrizione da parte degli istituzionali e la pubblicazione della cedola definitiva.

Con un’ipotesi di inflazione allo 0.5% il rendimento del Btp Italia con emissione 2016 risulterebbe assai più appetibile delle sue controparti non indicizzate ai prezzi al consumo con la stessa scadenza ma sarà la cedola definita ad indicare la convenienza potenziale dell’investimento.

Aggiornamento: per i dettagli e la cedola dell’emissione di maggio 2017 clicca qui.

Btp Italia 2016: cedola definitiva in uscita

Il MEF deve ancora pubblicare l’aggiornamento di mercato che definisca la cedola definitiva per l’emissione di ottobre 2016 del Btp Italia.
Tuttavia, è opportuno ricordare che la cedola definitiva non potrà essere in nessun caso inferiore alla cedola minima fissata allo 0.35%.

Btp Italia: emissione per privati fino al 19 ottobre 2016

Prosegue l’emissione del Btp Italia: conviene sottoscrivere? Tra la cedola minima garantita, premio fedeltà, il codice ISN, i rischi e le caratteristiche dell’emissione del titolo di stato legato all’inflazione italiana, consideriamo se conviene investire sul Btp Italia nella seconda emissione 2016 che è partita lunedì 17 ottobre per gli investitori privati e ha avuto fine nella giornata di giovedì.

Per il retail è ormai conclusa la seconda asta per il collocamento del BTP Italia 2016 dell’anno, la decima dalla nascita di questa tipologia di titolo di stato legato all’inflazione, con la consueta scadenza di 8 anni.

Lo scorso venerdì è stata svelata la cedola garantita per il Btp Italia con durata 8 anni e emissione dal 17 al 19 ottobre 2016 per gli investitori retail - il 20 ottobre sarà dedicato alla sottoscrizione da parte degli istituzionali.
La cedola minima è stata fissata allo 0.35%, più bassa della cedola garantita all’emissione di aprile allo 0.40%: in poche parole, sebbene sia necessario attendere la cedola definitiva che sarà nota alla fine dell’emissione, il tasso non potrà in nessun caso essere più bassa della cedola sopra indicata.

Aggiornamento: per i dettagli e la cedola dell’emissione di maggio 2017 clicca qui.

Per il Btp Italia la cedola minima è un fattore importante da considerare, poiché il rendimento su questa tipologia di titolo di Stato è legato all’inflazione del Paese assai incerta. Anche in caso di deflazione, dunque, il rendimento del Btp Italia resiste, seppur non sia particolarmente interessante.

Ricapitoliamo le caratteristiche del Btp Italia 2016, i rischi e tutto ciò che c’è da sapere. Conviene sottoscrivere?

Btp Italia 2016: rendimento e codice ISIN

Le caratteristiche dell’asta per i Btp Italia con emissione dal 17 ottobre 2016 sono state indicate direttamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Intanto ricordiamo che il Btp Italia rappresenta un titolo di stato legato all’indice dei prezzi al consumo italiano al netto dei tabacchi.

La cedola annua minima garantita, come anticipato, è fissata allo 0.35% mentre il tasso definitivo verrà reso noto a chiusura dell’asta. All’asta di aprile la cedola garantita era allo 0.40%

La durata del Btp Italia, come di consueto, è fissata a 8 anni con premio di fedeltà per i soggetti che deterranno il titolo fino a scadenza.
I rendimenti del Btp Italia sono tassati al 12,5%, il taglio minimo acquistabile è di 1.000 euro e lo stacco della cedola è semestrale.

Il codice ISIN del Btp Italia in oggetto è IT0005217762.

La seconda emissione 2016 del Btp Italia avrà luogo in due fasi distinte:

  • fase 1 per gli investitori privati. Da lunedì 17 ottobre al 19, salvo l’ipotesi di una chiusura anticipata, gli investitori potranno sottoscriver il Btp Italia direttamente online a zero commissioni sul mercato MOT.
  • fase 2 per investitori istituzionali. Prevista solo ed esclusivamente per questa categoria.

Btp Italia e il premio fedeltà

Il Btp Italia è l’unico titolo di stato italiano che prevede quello che il mercato ha soprannominato «Premio di Fedeltà».
La scadenza del Btp Italia è 8 anni: l’investitore che detiene i titoli dalla loro emissione fino alla scadenza riceve un premio di fedeltà equivalente al 4 per mille calcolato sul valore dell’investimento - corrispondente allo 0.4%.

Btp Italia: conviene sottoscrivere?

Conviene investire sul BTP Italia 2016? Come sempre, dipende dalla propria propensione al rischio e al profilo dell’investitore.

Gli italiani, popolo di risparmiatori, possono vedere il Btp Italia 2016 un’alterativa assai più sicura dei titoli bancari, considerate le forti difficoltà del comparto esplose a causa degli alti livelli di crediti deteriorati e della mala gestione.
La vittoria del BTP Italia si rafforza con il paragone al tasso negativo su alcuni titoli di Stato, ai rendimenti dei conti deposito e dei buoni fruttiferi postali.

Sul fronte dell’investimento speculativo, invece, il Btp Italia 2016 non fa gola: sul mercato si trovano altri titoli con rendimenti più appetibili - anche se a fronte di un rischio maggiore.

In conclusione, se si sia “semplici” risparmiatori o investitori speculativi, rimane il caso di considerare la partecipazione all’emissione del Btp Italia ad ottobre 2016 considerando il contesto attuale, in cui la crescita dell’economia a livello mondiale debole e le estreme incertezze geopolitiche giocano un ruolo importante all’interno del mercato.

In questo scenario è utile avere titoli come il Btp Italia 2016 nel proprio portafoglio con una scadenza media come quella di 8 anni - tanto ampia da far sperare l’arrivo di novità positive quanto relativamente contenuta a fronte delle estreme incertezze interne e internazionali. A questo c’è da aggiungere il peso, anch’esso relativo, del premio di fedeltà per chi detiene il Btp Italia fino a scadenza.

Btp Italia 2016-2014: i rischi

Sebbene alcuni definiscano l’investimento in Btp Italia come sicuro, esistono alcuni rischi legati alla sottoscrizione di questo strumento, soprattutto a causa del suo legame con l’inflazione.

Gli ultimi dati sui prezzi al consumo pubblicati dall’Istat si riferiscono al mese di settembre e mostrano una variazione dell’indice FOI (l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati), al netto dei tabacchi, in calo dello 0.2%, mentre per l’anno si registra un rialzo dello 0.1%.

La tendenza dell’inflazione, come è chiaro analizzando l’andamento dell’indice negli ultimi mesi, rimane orientata al ribasso.
Per averne conferma basti guardare il grafico dell’andamento dell’indice dei prezzi al consumo in Italia da inizio 2016.

Rimane da sottolineare che in 8 anni, ovvero la durata del Btp Italia 2016 in emissione ad ottobre, potrebbe arrivare la tanto attesa ripresa (o il tanto temuto crollo).

A riguardo, oltre al rischio di bassa inflazione, è da citare il rischio di default per l’Italia - anche se relativamente poco probabile. Più probabile, invece, un netto peggioramento dei conti pubblici dello Stato italiano, senza contare i forti rischi che circondano il referendum costituzionale in programma a dicembre e le trattative per la Brexit. L’Italia è esposta ad un rischio crollo del surplus commerciale (e non solo) nel caso in cui al Regno Unito venga bloccato l’accesso al mercato unico.

Btp Italia: investimento sicuro secondo Cannata (MEF)

Maria Cannata è il direttore del debito pubblico al Ministero dell’Economia e delle Finanze ed ha spiegato il perché conviene investire nel Btp Italia 2016.
Il titolo ha «un rendimento visibile», le sue quotazioni rimangono «sempre vicino alla pari mentre il rischio con un titolo nominale è di subire delle perdite». Fino a parlare in modo ancor più chiaro: «è un titolo che piace e dà molta sicurezza».

Rimaniamo in attesa dei dati sulla partecipazione all’emissione del Btp Italia di ottobre 2016. Le aste passate hanno visto un rendimento non diverso dai Btp “classici” con scadenza identica, seppur più rischiosi e volatili.

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BTP Italia Cedola

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