Brexit: Londra brucia £100 miliardi, oggi la ripresa. Nervosismo verso il referendum

La paura per la Brexit non si placa. Londra perde 100 miliardi in 4 giorni e ormai solo i bookmakers puntano sulla permanenza nella Ue.

L’incubo Brexit scuote ancora i mercati. 100 miliardi di sterline in 4 giorni. Questa l’entità delle perdite riportate da Ftse 100, l’indice azionario delle 100 società più capitalizzate quotate al London Stock Exchange.

Un crollo che suona come un sinistro avvertimento in vista della probabile uscita del Regno Unito dalla Ue con il prossimo referendum sulla Brexit del 23 giugno.

Le Borse europee hanno registrato ancora un forte calo, bruciando altri 172 miliardi, all’interno di un contesto difficile che vede il petrolio mantenere a fatica quotazioni costanti, l’oro ai massimi recenti - raggiunti i 1.284 dollari l’oncia: lieve calo dello 0,1% - con la sterlina che si mantiene ancora debole e tanti acquisti sui Bund, con il rendimento del titolo decennale tedesco per la prima volta sotto lo zero.

Brexit: Borse europee oggi provano rimbalzo

Oggi comunque le principali Borse del Vecchio Continente provano il rimbalzo dopo le ingenti perdite degli ultimi giorni. Londra registra un +0,94%, Francoforte mette a segno un +1,08% mentre Parigi è a +1,49%. Bene anche Milano (+1,42%), dove si segnalano soprattutto le buone performance di Mps (+4%) e Unicredit (+2,99%).

Brexit: gli ultimi sondaggi e la posizione del The Sun

Pesano come un macigno sull’umore degli investitori gli ultimi 4 sondaggi sulla Brexit che danno il fronte del Sì (leave) in netto vantaggio su quello del No (remain). Ha certamente contribuito a far salire la tensione la scelta del tabloid The Sun - la testata più venduta nel Regno Unito - di schierarsi apertamente per l’uscita dall’Unione Europea.

Il giornale edito da Rupert Murdoch ha rivolto ai suoi lettori un accorato appello dall’afflato nazionalistico, spiegando che:

Dobbiamo liberarci dalla dittatoriale Bruxelles. Durante i nostri 43 anni nell’Unione europea, si è dimostrata sempre più avida, sprecona, tirannica e incompetente nelle crisi. Giovedì prossimo, alle urne, possiamo correggere questo enorme e storico errore.

Spezzando le catene della Ue, infatti, “noi riaffermeremo la nostra sovranità, adottando un futuro di autogoverno, nazione potente e invidiata da tutti”, rimarca il periodico britannico, il quale tira in ballo anche l’Italia e gli altri Paesi super-indebitati del Sud Europa:

Rimanere - scrive il Sun - sarà peggio per l’immigrazione, per il lavoro, per i salari e per il nostro stile di vita. La Grecia è in bancarotta. L’Italia è a rischio di finire alla stessa maniera, con conseguenze ancor più disastrose. In Spagna, il 45 per cento dei giovani sotto i 25 anni è disoccupato. E molti altri Paesi, ancor più poveri e peggio governati, stanno aderendo all’Unione europea.

Brexit: il fronte del No si affida a Corbyn

Nella campagna a favore del remain intanto è sceso in campo il Labour di Jeremy Corbyn, che avrà il difficile compito di convincere la working class (è su questo segmento sociale che si gioca la partita) dei benefici derivanti dalla permanenza della Gran Bretagna nella Ue.

Brexit: solo gli scommettitori puntano sul remain

Ma ormai gli unici a non credere a un divorzio dall’Unione europea sono i bookmakers, che continuano a dare la Brexit a 2,32 contro l’1,52 del remain, puntando su eventuali ripensamenti dell’ultimo minuto.

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