Borsa: banche popolari in rally (+12%). I dettagli sulla riforma di Renzi che cambia radicalmente gli istituti bancari italiani

Vittoria Patanè

19 Gennaio 2015 - 10:23

Banche Popolari in rally a Piazza Affari, vola anche MPS. Rialzi causati dalle indiscrezioni sulla riforma del comparto bancario. Ecco i tre cambiamenti più attesi e quali conseguenze potrebbero portare

Borsa: banche popolari in rally (+12%). I dettagli sulla riforma di Renzi che cambia radicalmente gli istituti bancari italiani

Un rally così non si vedeva da tanto tempo. Le banche popolari corrono a Piazza Affari in scia alle indiscrezioni relative alla riforma del comparto voluta dal Governo Renzi, che potrebbe essere inserita all’interno del decreto sull’investment compact.

In apertura le azioni degli istituti bancari hanno fatto fatica ad entrare in contrattazione e, nel corso delle ultime ore, sono state più volte sospese per eccesso di rialzo. I volumi sono altissimi.

Le notizie in circolazione stanno causando rialzi da urlo sul Ftse Mib: Banca Pop Milano +12,70 a 0, 67 euro, Banca Pop Emilia Romagna +11,35 a 5,69 euro, Banco Popolare +7,40 a 10,31 euro, Ubi Banca +6,99 a 5,97 euro, Banca Monte Paschi Siena +5,86 a 0,48 euro.

La riforma di Renzi
Secondo le indiscrezioni circolanti da alcune ore, il Governo Renzi annuncerà domani la riforma dell’intero comparto. Il documento dovrebbe basarsi su tre capisaldi:

- provvedimenti a favore del risparmio
- misure volte a favorire un consolidamento delle banche,
riforma della governance delle banche popolari.

Parlando in particolare dell’ultimo ambito, quella che potrebbe arrivare è l’abolizione del voto capitario, una misura che porterebbe a un cambiamento sostanziale nella governance degli istituti e che, secondo gli analisti, favorirebbe processi di concentrazione.

Equita sostiene che il consolidamento del settore bancario:

«potrebbe portare a un upside superiore al 20%, attualmente non incorporato nei multipli»

Inoltre, la società guidata da Francesco Perilli, non esclude:

«che l’obiettivo della riforma possa essere quello di agevolare il consolidamento di Mps e Carige».

La riforma viene accolta con soddisfazione anche da FederConsumatori:

«Adusbef e Federconsumatori salutano con favore la portabilità del conto corrente, la riduzione delle commissioni sul risparmio gestito, la riforma delle banche popolari e cooperative (Bcc), a patto di disegnare un modello di gestione trasparente e di banche vicino a territorio, cittadini e Pmi, che non rischino i risparmi nella finanza tossica e non lascino all’arbitrio di consulenti pagati dalle stesse Popolari (ad es. Pop.Vicenza, Veneto Banca,ecc.), il valore delle azioni e la loro liquidabilità, e non costituisca merce di scambio come la paventata garanzia statale sulle cartolarizzazioni delle sofferenze (almeno 50 miliardi di euro), per poter cedere titoli deteriorati alla Bce nell’ambito del piano di acquisti degli Abs mezzanine. Episodi di mala gestio e l’aggravarsi della crisi economica hanno colpito fortemente il comparto delle banche popolari, specie di medie dimensioni, che proprio per la loro natura (ma ci sono eccezioni) riescono meno ad attrarre capitali e investitori per rinforzare il patrimonio. Una riforma legislativa delle Banche Popolari (ma anche delle Fondazioni) potrebbe servire a limitare i poteri dei vertici, prevenire episodi di mala gestio, rafforzare l’azionariato, renderle più contendibili per l’attrazione di capitali nell’azionariato, la revisione del Fondo Interbancario di garanzia, ma questo disegno dovrebbe essere completato con la Glass Steegal Act, la netta separazione tra banche commerciali che investono nell’economia reale meritevoli di protezione dagli Stati, da quelle di carattere finanziario speculativo, ricordando che la strada di fusioni ed aggregazioni non è stato un buon viatico per l’economia».