Borsa Italiana: FCA in testa al listino, accordo USA-Messico positivo per settore auto

Secondo gli analisti la notizia dell’accordo USA-Messico è positiva per il settore auto, con FCA già preparata per fronteggiare il nuovo scenario. Ecco i numeri del produttore in Nordamerica

Borsa Italiana: FCA in testa al listino, accordo USA-Messico positivo per settore auto

Con l’accordo raggiunto fra Stati Uniti e Messico viene meno la minaccia dei dazi per quanto riguarda l’area del Nordamerica (ex Nafta).

L’intesa preliminare raggiunta fra gli Stati Uniti di Donald Trump e il Messico di Enrique Peña Nieto garantirebbe infatti il mantenimento di un sostanziale libero scambio tra i due Paesi, con la possibilità – secondo gli esperti neanche troppo remota – che in un secondo momento possa inserirsi nei negoziati anche il Canada.

La notizia è stata annunciata ieri dallo stesso Trump attraverso il solito tweet ed ha avuto riflessi positivi immediati su Wall Street e poi sui mercati azionari di Europa e Asia. L’accordo con il confinante Messico infatti ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti gli industriali che producono nel Paese, in particolar modo ai produttori di automobili, FCA compresa.

Il titolo della casa italo-americana ha infatti chiuso la seduta di ieri al primo posto nell’indice FTSE Mib con un brillante +3,4 per cento. Anche questa mattina FCA si piazza in testa al FTSE Mib con un +1,1% circa, nonostante la brutta seduta iniziata all’insegna delle tensioni sullo spread e sui titoli di Stato del Paese.

Con il nuovo accordo la quota di produzione nordamericana della componentistica auto per evitare i dazi sale dal 62,5% al 75% (misura finalizzata a scoraggiare la delocalizzazione in Messico). Inoltre sono state inserite delle clausole che prevedono un maggior uso di acciaio, alluminio e componenti locali; quote di produzione affidate a stabilimenti con salari elevati, sopra i 16 dollari l’ora e più diritti sindacali in Messico.

I numeri di FCA in Nordamerica


Fonte: sito societario FCA Group

Nell’area Nafta FCA ha venduto 1.287 mila veicoli nei primi sei mesi dell’anno, con la market share del produttore italo-canadese nella prima parte di anno salita al 12,2% del giro d’affari totale. Questi numeri hanno permesso al gruppo di incamerare 34 miliardi di revenues, tradotti in margini operativi (Ebit Adjusted) con un margine del 7,7 per cento.

Per Equita Sim FCA è già equipaggiata per far fronte alle nuove restrizioni in quanto “auto con maggioranza di componenti prodotte negli Usa, sapendo che in Messico produce il 100% delle Jeep Compass e Ram Heavy Duty venduti in Usa. Il Canada, dove FCA produce Dodge e Chrysler Pacifica, allo stato attuale non è ancora coinvolto, ma riteniamo che alla fine un accordo verrà trovato anche su questo fronte”.

Anche Mediobanca Securities non esclude la possibilità di comprendere negli accordi il Canada. “Ogni notizia circa la fine della guerra commerciale rappresenta un fattore positivo per il comparto auto”, chiosano gli analisti di Piazzetta Cuccia.

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