Bonus 500 euro edicole, novità nel decreto Rilancio: a chi spetta e come richiederlo

Bonus 500 euro una tantum per le edicole, novità questa contenuta nel decreto Rilancio ora convertito. Il bonus è per coloro che hanno continuato a lavorare durante l’emergenza. Vediamo a chi spetta e come richiederlo.

Bonus 500 euro edicole, novità nel decreto Rilancio: a chi spetta e come richiederlo

Bonus 500 euro edicole: è questa una delle novità del decreto Rilancio entrato in vigore il 19 maggio con la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e ora convertito nella legge n.77/2020.

Il decreto prevede misure per la salute, la sicurezza, imprese, famiglie e lavoratori tra cui rientrano i gestori delle edicole, gli edicolanti appunto, che hanno continuato a tenere aperti i loro negozi durante l’emergenza sanitaria da COVID-19.

Il provvedimento è inserito all’articolo 189 - Bonus una tantum edicole per aiutare anche i titolari delle stesse.

Il decreto si compone di diverse parti che riguardano il lavoro, con la proroga della cassa integrazione per esempio, come anche le assunzioni degli infermieri di famiglia per ciò che concerne le misure su salute e sicurezza.

Vediamo allora in cosa consiste la novità del bonus 500 euro per le edicole del decreto Rilancio, a chi spetta e come richiederlo.

Bonus 500 euro edicole una tantum: novità dl Rilancio

Il bonus 500 euro edicole è previsto dal decreto Rilancio come abbiamo anticipato è una tantum ed è una novità rispetto al Cura Italia. A introdurlo è l’articolo 189.

Il bonus 500 euro edicole per gli edicolanti, come si legge dal testo, è un sostegno per gli oneri straordinari sostenuti nello svolgimento dell’attività durante l’emergenza sanitaria connessa alla diffusione del COVID-19. Possono ottenere il bonus di 500 euro una tantum le persone fisiche esercenti punti vendita esclusivi per la rivendita di giornali e riviste, non titolari di redditi da lavoro dipendente o pensione.

Il bonus viene erogato nel limite di spesa di 7 milioni di euro per l’anno 2020. Come si legge nella relazione tecnica che accompagna il decreto Rilancio e che giustifica in qualche modo il bonus 500 euro edicole una tantum, l’indennità è stata introdotta dal momento che gli edicolanti hanno continuato a svolgere una funzione di rilevante interesse pubblico nell’assicurare la continuità dei servizi erogati. Allo stesso tempo però hanno anche visto ridursi il fatturato specie nei centri storici. Sempre nella relazione tecnica si legge in merito:

“Secondo i dati diffusi dal Sindacato nazionale giornalai d’Italia (SI.NA.GI.), nello stesso periodo i fatturati dei punti vendita esclusivi di giornali e riviste sono diminuiti mediamente del 30% con un picco nei centri storici delle maggiori città che sfiora il 70%, a fronte di maggiori oneri connessi alla sanificazione degli ambienti e alla protezione personale e di aumentati rischi per la salute.”

Dunque gli edicolanti non dipendenti, ma titolari, hanno continuato a tenere aperte le loro attività come previsto dai vari DPCM rischiando la salute, ma riscontrando allo stesso tempo un calo del fatturato motivo per cui è previsto anche per loro il bonus 500 euro edicole una tantum.

Bonus 500 euro edicole: come richiederlo

L’articolo sul bonus 500 edicolanti del decreto Rilancio dà delle indicazioni su come richiederlo anche se questo andrà poi approfondito. Come si legge nel testo al comma 4:

“Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabiliti le modalità, i contenuti, la documentazione richiesta e i termini per la presentazione della domanda di cui al comma 2..”

La domanda per richiedere il bonus 500 euro edicole dovrà essere inviata al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri. E se i 7 milioni stanziati non fossero sufficienti? La risposta arriva sempre dal testo del decreto nel quale si legge:

“Nel caso di insufficienza delle risorse disponibili rispetto alle richieste ammesse, si procede alla ripartizione delle stesse tra i beneficiari in misura proporzionale al contributo astrattamente spettante.”

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