Bitcoin: Mt.Gox chiede bancarotta e protezione dai creditori. Spariti 345 milioni di euro

Aperta la procedura di bancorotta per Mt.Gox. Rubati 750.000 Bitcoin. Colpa di hacker o dei vertici?

Mt.Gox, la più famosa piattaforma di cambio di Bitcoin, ha depositato la richiesta di bancarotta protetta per una passività netta di 47 milioni di euro. La società dunque non solo fallisce, ma chiede protezione dai creditori. La richiesta è stata accolta dalla Corte Distrettuale di Tokyo.

Si conclude dunque nel peggiore dei modi la vicenda Mt.Gox. Dopo aver bloccato gli scambi a inizio febbraio, i vertici avevano assicurato che avrebbero risolto la situazione e invece la piattaforma era letteralmente sparita portando con sé quasi 700 milioni di dollari.

Ma dove sono finiti questi soldi? Secondo alcuni nelle mani di hacker che, dopo aver violato i software dell’azienda, si sarebbero appropriati del denaro. Ma non è da escludere che nella sparizione il fondatore di Mt.Gox, Mark Karpeles, abbia avuto un ruolo rilevante.

Secondo l’agenzia di stampa nipponica Jiji Press, in tutto sarebbero stati rubati 750.000 Bitcoin di clienti e 100.000 della società per un valore totale di 345 milioni di euro.

Rabbia da parte degli investitori che, dopo aver perso i loro soldi, vogliono vederci chiaro:

«Quel che è successo a Mt. Gox è in primo luogo frutto di incompetenza ma potrebbe anche rivelarsi frode, se si scoprisse che erano consci di non possedere i bitcoin che vendevano. Se ciò fosse vero, Karpeles dovrebbe essere processato e andare in galera».

Per adesso, ad assumersi la responsabilità di risolvere la situazione è intervenuto il ministro dell’Economia giapponese Taro Aso, che ha dichiarato:

«Ero convinto che questa roba non sarebbe durata a lungo, che avrebbe collassato prima o poi, il Giappone è enormemente avanzato in questo campo e ho sempre pensato che ci saremmo trovati prima o poi in una situazione nella quale saremmo stati costretti ad agire ma è arrivata prima di quanto credessi. Ci metteremo al lavoro in fretta, non è una valuta riconosciuta da tutti».

Mentre il Giappone promette interventi (l’azienda ha sede a Tokyo), gli Stati Uniti prendono le distanze. Il presidente della Federal Reserve Janet Yellen infatti, nel corso della sua audizione davanti al Senato, ha affermato:

«E’ una forma di pagamento innovativa che sta prendendo piede all’esterno dell’industria bancaria, la Federal Reserve non ha autorità al riguardo».

Come dire, non è di nostra competenza, pensateci voi.

In attesa di capire come si evolverà la vicenda, gli investitori rimangono cauti. Il valore dei Bitcoin attualmente è in calo del 3,92% a 547.40 dollari.

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