Chi è e quanto guadagna Paul Singer, boss del fondo Elliott e del Milan?

Paul Singer oltre a Telecom è diventato famoso in Italia grazie all’acquisizione del Milan dopo la controversa gestione cinese: ecco la sua biografia e il suo patrimonio personale.

Chi è e quanto guadagna Paul Singer, boss del fondo Elliott e del Milan?

In Italia il suo nome è diventato famoso quando ha prestato tramite il suo fondo Elliott i soldi necessari a Yonghong Li per comprare il Milan da Silvio Berlusconi. Paul Singer però da tempo svolge un ruolo principale nello scacchiere economico internazionale.

Ora che il fondo Elliott è diventato il proprietario del club rossonero dopo il flop cinese, l’attenzione nei suoi riguardi è aumentata sempre più anche se a Milano, almeno per gli affari riguardanti il calcio, ancora non si è mai visto.

Ma gli interessi nel nostro paese non si limitano di certo solo al calcio, basti pensare a Telecom di cui Singer detiene il 9,55% delle quote azionarie mentre, rimanendo sempre in materia di telecomunicazioni ma spostandoci a livello internazionale, l’ultima notizia è quella di Elliott che ha appena investito 3,2 miliardi di dollari in AT&T.

Ecco allora la biografia e i guadagni di Paul Singer, che secondo la rivista americana Forbes è tra i 300 uomini più ricchi d’America in quanto a patrimonio personale.

La biografia di Paul Singer

In una ipotetica lista degli uomini più influenti al mondo, difficilmente non troverebbe posto Paul Singer. Con il suo fondo Elliott infatti, partendo da un portafoglio di 1,3 milioni di dollari, adesso gestisce asset per un valore complessivo di 35 miliardi di dollari.

Classe 1944, Singer nasce a New York da una famiglia di origine ebraica: padre farmacista e madre casalinga, ha anche due fratelli. Dopo un titolo accademico in psicologia, nel 1969 consegue una laurea in Legge ad Harvard.

Inizia quindi a lavorare come avvocato nella divisione immobiliare della banca d’investimento Donaldson, Lufkin & Jenrette. La svolta per lui però arriva nel 1977, quando decide di dar vita al fondo Elliott.

Come detto, all’inizio il fondo speculativo gestiva 1,3 milioni di dollari raccolti tra amici e parenti ma ben presto inizia a crescere e a farsi conoscere, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “fondo avvoltoio”.

In effetti la sua strategia è più che aggressiva: inizia infatti ad acquisire debiti di aziende e Stati in forte crisi quando questi sono super scontati, per poi rivenderli ottenendo profitto oppure ricorrendo ai Tribunali per essere rimborsato.

Emblematico è il caso della battaglia legale, durata circa 15 anni, con l’Argentina, dove aveva comprato con forte sconto 630 milioni di bond nel 2001. Dopo il default, il fondo Elliott ha rifiutato il rimborso parziale al contrario degli altri creditori, ottenendo alla fine la bellezza di 2,4 miliardi di dollari dal governo argentino.

Strategia questa messa in atto anche in Perù e in Congo, oltre che in svariate aziende. Oltre a questa nomina di “spietato” della finanza, Paul Singer è anche un sostenitore dei diritti LGBTQ oltre che del Partito Repubblicano.

Il patrimonio personale

Chi conosce bene il personaggio Singer e il modus operandi del fondo Elliott, che in Italia ora ha messo anche le mani su Telecom, in qualche modo ha subito pensato che il Milan adesso sia finito in ottime mani.

Se entra in un affare, difficilmente infatti l’imprenditore americano lo fa per rimetterci dei soldi. Quanto alle potenzialità economiche del fondo, Elliott al momento gestisce un patrimonio di 35 miliardi di dollari.

Per quanto riguarda i guadagni personali, Paul Singer secondo la rivista specializzata Forbes al momento occupa la 251° posizione nella classifica degli uomini più ricchi degli Stati Uniti, 691° al mondo, per un patrimonio personale stimato in 3,2 miliardi di dollari.

Numeri questi che fanno capire l’importanza e lo spessore del padre del fondo Elliott: l’unica cosa certa comunque è che se, malauguratamente, vi dovesse capitare di avere un debito con lui, se non avete un ottimo avvocato allora nel caso siete seriamente nei guai.

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